L’abilità nel cambiare attitudine nel corso del match, rimediando a uno dei punti di forza che proprio non ne vuol sapere di funzionare trovando una soluzione credibile, è una dote molto importante per un tennista di vertice. Ancor più per un tipo come Ben Shelton, cavallo di razza per potenza, servizio e fisicità, ma spesso carente per lettura del gioco e flessibilità. Stavolta nella prima semifinale del Masters 1000 Parigi lo statunitense è stato bravo a trovare una via d’uscita ad un match iniziato malissimo nel primo set, del tutto fuori palla col diritto, uno dei capisaldi del suo tennis. Infatti il bravissimo Luca Van Assche di questa settimana per lui d’oro è stato perfetto nel macinare il suo tennis continuo, di ritmo, asfissiante, tanto da prendersi il primo set per 7-5, nonostante abbia servito meno del 50% di prime palle in gioco. Shelton si trascinava solo di servizio, rispondendo poco e nulla e sbagliando un diritto dopo l’altro. Dal secondo set Ben ha cambiato marcia, ma soprattutto atteggiamento: stop ad errori spingendo senza controllo; si scambia, con rotazione e margine, appoggiandosi alla palla del rivale. Così ha centrato anche il diritto, ha preso fiducia e alla fine ha vinto per 5-7 6-3 6-4 centrando la prima finale al torneo indoor parigino, dove forse lo attende la rivincita di US Open contro Alcaraz, se lo spagnolo batterà (da pronostico) Ruud.
C’è un po’ di rimpianto tuttavia per Van Assche: infatti il francese, anche con pizzico di buona sorte, si era preso un break di vantaggio nel terzo set, volando sul 3-1. Un turno di battuta girato male per l’americano, ma che il francesino tutto pepe e gamba non è riuscito a capitalizzare. Infatti, improvvisamente, la partita ha preso una sterzata decisa: Luca è calato in modo vistoso con troppi errori ma soprattutto per lettura del gioco, quel che l’aveva portato sino in semifinale nel torneo, con scelte errate, doppi falli e unforced con braccio bloccato che hanno rimesso al comando l’americano. Ben si è fatto trovare pronto, ha ripreso il filo interrotto bruscamente tornando a spingere con margine, servendo bene e non regalando niente, sino alla conclusione del match. È stata una partita non sempre bella, fatta di alti e bassi, con molti errori ma anche colpi vincenti. Ben 44 per Shelton, tra i 19 Ace e diverse incursioni a rete. Ma l’aspetto più interessante dalla partita e vittoria dell’americano è stato come sia riuscito a centrarsi nello scambio affidandosi alla pazienza, una lucida scelta di colpi dall’avvio del secondo parziale. Una mossa che ha destabilizzato Van Assche: non potendo più contare sugli errori provocati del rivale, ha finito per sbagliare di più e andare sopra al suo ritmo, visto che l’altro si appoggiava alle sue traiettorie con agio. Una partita lottata, con alcune fasi spettacolari, e che ha confermato da un lato la forza di Shelton, ma anche una qualità davvero alta raggiunta da Van Assche, tennista totalmente ritrovato dopo un periodo difficile, addirittura fuori dal 100 ATP. Una vittoria meritata per Shelton, ma bravo Van Assche, per un torneo che non dimenticherà.
Il primo sussulto del match arriva sul 2-1 Shelton, con l’americano bravo a rischiare in risposta sul 30 pari e attaccare, tanto da procurarsi una palla break. Van Assche la annulla con un ottimo servizio, colpo che ha sostenuto la sua prestazione in tutto il torneo, con velocità anche molto alte per la sua altezza da normotipo. Il francese vince un game complicato (2-2) ma è quasi inerme in risposta, sotto il costante bombardamento dei servizi dell’americano (a quota 5 ace in soli tre turni). All’improvviso è Shelton in difficoltà sul 3 pari: con due errori, uno di volo sotto rete e poi un diritto in rete, si ritrova sotto 15-40 al servizio. L’americano si salva di prepotenza, servizio e poi un diritto pesantissimo. Fioccano gli errori col diritto di Ben, ma il servizio lo tiene in rotta, non sempre una botta a tutta ma anche qualche taglio preciso e assai angolato. Anche sul 5 pari è il diritto a mandare in crisi Shelton: il dodicesimo errore (sempre provando a tirare forte nei pressi delle righe e sbagliando di una spanna) lo paga col 15-30, ma il nono ace arriva in soccorso. Sul 30 pari Ben si butta a rete sulla seconda di battuta e sul net chiude la porta, ma qua Van Assche poteva fare meglio col passante. Ai vantaggi arriva lo scambio più lungo del set, lo vince Luca forzando un errore di rovescio di Ben, c’è una palla break per il francese. Il disastro di Shelton è completato con un diritto d’attacco che svaria largo, in corridoio. Van Assche strappa il primo break del match, serve avanti 6-5 e col “motorino” sotto i piedi comanda e si prende il set per 7-5. Incredibile il 44% di prime palle in gioco per il francese, e il set vinto: significa che l’americano in risposta è stato del tutto inefficace.
Nel secondo set Shelton è più accorto, oltre al servizio sbaglia di meno in spinta, mentre Van Assche continua nel suo tennis paziente e consistente. La maggior consistenza di Ben nello scambio si vede nel sesto game. In risposta gioca con spin e margine, e non affretta i tempi tanto che è Van Assche a sbagliare per primo e si ritrova sotto 0-30, score inedito per lui, e poi 15-40 al termine di un altro scambio duro con Shelton che non concede niente e gioca pulito d’incontro. Il break arriva con un passante di diritto dell’americano, su di un attacco davvero corto e prevedibile del francese. 4-2 Shelton. Zero fretta, attitudine positiva e anche il rovescio in spinta è continuo. Ottimo Ben e rapida chiusura del parziale per 6-3. Cambio di passo deciso del n.4 ATP, pochissimi errori e cona consistenza in scambio che il francese non è riuscito a stroncare con il suo ritmo.
Van Assche riparte al servizio nel terzo set, con buon rendimento del servizio e velocità nell’entrare nel campo per comandare. Anche Shelton fila via rapido con il suo servizio (tre prime palle su quattro in gioco). Con un pizzico di buona sorte (risposta mal centrata che diventa quasi imprendibile) Luca vola 0-30 in risposta nel quarto game. Shelton sbaglia rischiando un rovescio lungo linea difficile, 0-40 e tre palle break per il francese. Annulla bene le prime due, ma sul 30-40 rischia un serve and volley su di una seconda palla che salta altissima, ma non abbastanza per la risposta di diritto lungo linea di Van Assche, precisa e vincente. 3-1 avanti Luca, con la Defense Arena in delirio. Improvvisamente Van Assche si incarta da solo: una smorzata malamente in rete, poi un errore col diritto banale. 15-40. Il disastro è completato con un doppio fallo. Contro break e 3-2, si torna “on serve”. Sorride il nativo di Atlanta dopo il gran rovescio vincente che gli vale il 3 pari. Il buon momento di Shelton continua il risposta nel settimo game. Ottima una risposta d’incontro di rovescio, 30 pari, quindi la sua difesa col diritto in corsa è premiata da un errore di misura di Van Assche in avanzamento. 30-40, chance per l’allungo per l’americano. Con coraggio Luca tira un diritto in contro piede che sorprende Ben, poi sbaglia ancora la palla corta e concede una seconda palla break. Shelton lungo col diritto, la spreca. In confusione Van Assche, da stratega perfetto ad altra scelta errata con un attacco non ficcante, ma con l’ace annulla la terza palla break. La bagarre è totale, doppio fallo di Luca e poi errore col diritto su di un back velenoso dello statunitense. Sorpasso Shelton, da 1-3 a 4-3 e servizio. Calato vistosamente Van Assche soprattutto per scelte di gioco ed errori banali, in costruzione, figli di tensione e forse anche un po’ di fatica, mentre Ben vola sicuro 5-3 a un passo dalla finale. Finisce 6-4, al secondo match point, con un Van Assche esce tra gli applausi, settimana eccezionale, ma il titolo se lo giocherà Shelton, forse contro Alcaraz. Preparate i pop corn…
Marco Mazzoni
Luca Van Assche vs Ben Shelton (Non prima 14:30)
