Pensi a Frances Tiafoe ed emergono sentimenti contrastanti. Quel diritto un po’ così, con una apertura che definirla bizzarra è persino poco, fa storcere il naso a molti. E poi i suoi atteggiamenti sopra le righe, a caccia di esser “simpatico” senza riuscirci spesso e volentieri, tanto che gran parte degli appassionati ritiene quei teatrini del tutto costruiti e studiati per distrarre l’avversario dal contesto (Sinner a Vienna resterà la “madre” questa situazione….). I suoi crolli mentali nel corso di tante partite, dove passa da esser abulico a rissoso, lo rendono a molti ancor più antipatico e negli ultimi anni si è reso protagonista pure di litigate violente in campo che ha pagato con multe e fischi assordanti. Però… dietro a questo convulso e contraddittorio incedere di una carriera già strutturata, resta il tennista che può creare una sorpresa, la meraviglia per attacchi improvvisi e ben realizzati, e quell’energia travolgente che lo rendono capace di giocate al limite, spericolate e vincenti, che solo la sua testa riescono ad immaginare.
Frances è adrenalina, è il classico giocatore con il colpo in canna per l’impresa contro i big, e che tutti vogliono evitare perché quando si esalta è pericolosissimo. Ancor più di fronte al pubblico di casa, che lo nutre di una energia “atomica”. Dopo uno splendido torneo a Cincinnati (sconfitto in finale da Fils, dopo aver regolato Tien, Musetti e Auger-Aliassime), “Big Foe” si è presentato a New York carico come una molla pronta ad esplodere la sorpresa e la splendida vittoria contro Medvedev negli ottavi è la conferma di quanto sia in forma, in fiducia, e pertanto assai pericoloso. In un US Open ricco di sorprese, che sia proprio Tiafoe quello che gli statunitensi chiamano Dark Horse, ossia la possibile sorpresa che fa saltare il banco?
Scegliere Frances come miglior outsider e addirittura candidato per il titolo è operazione ardita perché la sua carriera, costellata da impennate vigorose e crolli repentini, ci insegna ad essere estremamente cauti sul suo conto. Tuttavia la sua forma è eccellente, dal punto di vista morale è al massimo e in questo torneo ha già raggiunto due semifinali, quella del 2024 quando si arrese a Fritz in cinque lontanissimi set, e quella del 2022 quando battagliò fino all’ultima palla contro il futuro campione Carlos Alcaraz, sconfitto solo al quinto set. In un torneo 2026 piuttosto aperto ma con un Alcaraz che sta convincendo sempre di più match dopo match, forse tra gli 11 rimasti gara è proprio lui il più pericoloso per Alcaraz, insieme a Zverev. Anche nell’edizione 2024 di Wimbledon lo statunitense battagliò duramente contro lo spagnolo e anzi arrivò davvero vicinissimo al successo nel quarto set, non sfruttando chance importanti avanti per due set a uno. “Big Foe” c’è e la intervista successiva al successo contro Medvedev dipinge il quadro di un ragazzo felice, su di giri, pronto a dire la sua nel torneo che più ama. Intanto c’è quel coro “1, 2, 3, Foe” cominciato a Cincinnati e proseguito a New York ad aizzarlo…
“Inizialmente ho pensato che fosse piuttosto divertente” afferma Tiafoe “Poi è arrivato anche qui e sta diventando una cosa seria… Ai tifosi piace. Devo ammettere che all’inizio lo trovavo quasi fastidioso, ma adesso sta iniziando a piacermi. A Cincinnati era diventato illogico: giocavo la seconda partita dopo le sette di sera, la gente era già bella carica e lo gridava praticamente ogni due punti. È… come dire, divertente quando stai vincendo, ma c’erano momenti nei quali non stavo giocando bene e pensavo che proprio non lo volevo sentire. Ormai è palese che la gente vuole soltanto vedermi vincere e giocare bene. È diventato qualcosa di bello, qualcosa per cui i tifosi possono entusiasmarsi e io sono qua per questo”. Il piglio dello showman, del resto, non gli è mai mancato. Si torna sulla vittoria su Medvedev, non scontata.
“La cosa più importante dal punto di vista mentale, prima ancora di entrare negli aspetti tennistici, per me è esserci ogni settimana” continua Frances. “Molte volte la gente dice: ‘Oh, è August Foe’, o cose del genere… Bisogna dimenticarsene. Devi scendere in campo ogni settimana. Ovviamente ho avuto qualche problema fisico, degli infortuni, e sono stato costretto al ritiro a Montreal. Dopo Wimbledon è stato difficile, finché non sono riuscito a sistemare le cose. A parte questo, mi sono presentato ogni settimana. E si vede. Ho vinto 47 partite, non ci ero mai riuscito in carriera. È stata una stagione molto altalenante, con un bilancio tra vittorie e sconfitte piuttosto equilibrato. Questo è stato l’aspetto più importante. Poi, ovviamente, per quanto riguarda il mio gioco, si tratta semplicemente di giocare per vincere. Essere aggressivo, utilizzare tutto il mio arsenale al momento giusto. E sta funzionando bene”. In realtà i dati ATP parlano di 41 vittorie in stagione per Frances sommando i successi di questo torneo, un dato che resta comunque il suo migliore in carriera (40 le ottenne nel 2023 a fine anno).
Divertenti poi le sue parole su come si senta quando il pubblico è tutto dalla sua parte. Vola… “È un’esperienza extracorporea, senza dubbio. Non c’è davvero un modo per spiegare una sensazione del genere” sorride Tiafoe. “È come se, a un certo punto, non stessi nemmeno più toccando terra. L’energia è talmente alta e sembra che il livello di gioco sia all’altezza di quell’atmosfera. Alla fine del tiebreak ogni punto è stato una follia. Loro si esaltano, io sono al massimo. È divertente, indipendentemente da quello che succede. Quei momenti sono incredibili. Ovviamente nel tennis c’è un solo vincitore, ma a volte hai la sensazione che a vincere sia il gioco stesso. È qualcosa di straordinario”.
Curioso come Tiafoe si imbattuto sulla Louis Armstrong Arena: “Non bisogna scavare troppo in questa cosa, amici, è quello che è! La Armstrong Arena è una follia. È semplicemente una questione di energia. I campi, le dimensioni, tutto è uguale su ogni campo. Ma l’energia è incredibile. Continuavo a chiederne ancora. Ovviamente ormai è fatta e sono felice di poter lasciare quel campo con un record di 10-0. Ne riparleremo l’anno prossimo. È stato divertente. Più riesco a godermi il momento e a divertirmi, più sembra che riesca a esprimere il mio miglior tennis, ed è esattamente quello che rappresenta questo campo. Quando ti senti così a tuo agio e hai vinto così tante partite su un campo, hai quella piccola dose extra di fiducia che ti fa pensare di poter fare qualsiasi cosa”.
Next Michelsen, derby USA per sbarcare in semifinale, eventualmente per la terza volta in carriera, o contro Shelton (sarebbe la rivincita dei quarti 2023, quando vinse Ben) o contro Alcaraz. “Alex è un giocatore fantastico. È giovane e sarà carichissimo. Ci siamo già affrontati alcune volte e abbiamo un bel rapporto, scherziamo e ridiamo sempre. Sono felice di affrontarlo e anche lui sarà felice di affrontare me. Che vinca il migliore” conclude Tiafoe. Sarà una partita di sicuro elettrizzante. Michelsen non si muove benissimo ma serve alla grande e tira fortissimo col diritto. Vedremo se prevarrà la potenza di Alex o la verve e dinamismo offensivo di Frances. La sensazione è che “Big Foe” possa essere un uomo in missione, ma…
