Il servizio di Carlos Alcaraz finisce al centro dell’analisi di Rennae Stubbs. L’ex doppista australiana, che ha lavorato anche con Serena Williams, ha sollevato nel proprio podcast un possibile collegamento tra le modifiche introdotte dallo spagnolo nella preparazione al 2026 e l’infortunio al polso che ne ha condizionato la stagione.

Alcaraz aveva cambiato la meccanica della battuta, con un movimento nel quale erano state individuate somiglianze con quello di Novak Djokovic. Secondo Stubbs, proprio quel cambiamento potrebbe aver inciso sulle sollecitazioni al polso. Si tratta della sua interpretazione tecnica, non di un rapporto di causa ed effetto accertato dai medici.

“Quel piccolo movimento verso il basso potrebbe avergli fatto male”

Stubbs si è soffermata in particolare sulla posizione del polso durante l’esecuzione del servizio.

“Credo che una delle ragioni per cui Alcaraz sta avendo tanti problemi al polso sia il cambiamento del movimento di battuta. Ha introdotto quel piccolo movimento del polso verso il basso, come Novak Djokovic, e penso che possa avergli danneggiato il polso. Quei cambiamenti e quelle variazioni potrebbero avergli presentato il conto.”

L’australiana ha poi collegato la propria riflessione alle sensazioni avute osservando il ritorno in campo dello spagnolo, rimasto lontano dalle competizioni per quasi cinque mesi e costretto a rinunciare anche a Roland Garros e Wimbledon.

“Credo che avrà qualche difficoltà. Avevo già osservato che agli US Open, quando ha giocato il doppio misto con Serena, il suo servizio non aveva la stessa potenza.”

Il lavoro per il 2027 e il confronto con Sinner

Per Stubbs, la battuta sarà uno dei temi centrali del lavoro invernale di Alcaraz. La sua analisi guarda soprattutto al rendimento sul cemento e alla necessità di ottenere maggiore efficacia dal primo colpo.

“È qualcosa su cui lavorerà durante la preparazione, perché deve migliorare il servizio, soprattutto su campi veloci come quelli asiatici. Anche se ha vinto la settimana scorsa, resta un aspetto del suo gioco da migliorare se vuole tenere testa a Jannik Sinner quando tornerà e ricomincerà a vincere questi Slam.”

Il riferimento a Sinner è un giudizio sulle prospettive della rivalità: secondo l’australiana, un servizio più incisivo aiuterebbe Alcaraz a sostenere il confronto sulle superfici rapide, proteggendo meglio i propri turni di battuta.

Tokyo ha restituito fiducia, ma il servizio resta un tema

Il titolo conquistato a Tokyo ha rappresentato un passaggio importante nel ritorno dello spagnolo. Durante il torneo, però, Alcaraz ha attraversato diversi momenti di difficoltà al servizio, riuscendo spesso a compensarli con la qualità della risposta e del gioco da fondo.

La sfida della preparazione sarà trovare una battuta efficace e ripetibile, sulla quale costruire maggiore continuità. All’orizzonte c’è il 2027, con la difesa del titolo all’Australian Open e l’obiettivo di affrontare nuovamente i grandi appuntamenti con piena fiducia nel proprio tennis.