Un controllo antidoping diventato una disavventura, con conseguenze anche sul calendario. Lucrezia Stefanini ha raccontato sui social quanto accaduto durante gli US Open, mostrando un vistoso ematoma al braccio che, secondo la sua testimonianza, è comparso dopo un prelievo di sangue. A distanza di una settimana, il dolore era ancora presente anche nelle attività quotidiane.
Il racconto della tennista
Nelle storie Instagram, l’azzurra ha spiegato che l’addetta al controllo avrebbe avuto difficoltà a individuare la vena. Secondo Stefanini, anziché modificare la procedura, avrebbe insistito muovendo l’ago all’interno del braccio nel tentativo di trovarla.
La giocatrice ha accompagnato il racconto con fotografie dell’ematoma e della sua evoluzione nei giorni successivi, sottolineando come il fastidio non si fosse esaurito dopo il controllo. La sua richiesta di chiarimenti, rivolta alla WTA e condivisa pubblicamente, è diretta:
“È normale che un controllo antidoping venga effettuato in questo modo?”
Stefanini si è inoltre domandata se tutte le giocatrici ricevano lo stesso trattamento, esprimendo amarezza per l’esperienza vissuta a New York.
EL PEOR ANTI-DOPING DE LA HISTORIA‼️
A Lucreczia Stefanini le tocó el control antidopaje en el #USOpen 🇺🇸 y le mandaron una enfermera que le detonó el brazo.
La italiana se tuvo que bajar del WTA Barranquilla por este motivo.
Mi abuela con parkison lo hacía mejor! pic.twitter.com/aVSt9bFa6t
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Il forfait al WTA 125 di Barranquilla
Le conseguenze non si sarebbero limitate al disagio quotidiano. I persistenti problemi al braccio hanno costretto Stefanini a rinunciare al WTA 125 di Barranquilla, in Colombia, interrompendo così la prosecuzione della sua trasferta sul cemento.
Un contrattempo arrivato dopo un torneo americano positivo sul piano sportivo: l’azzurra aveva superato le qualificazioni degli US Open e battuto Dayana Yastremska al primo turno, prima di fermarsi nel derby contro Jasmine Paolini.
La denuncia riguarda dunque le modalità del prelievo e le conseguenze fisiche riferite dalla giocatrice, non l’esito del test antidoping. Attraverso il messaggio social, Stefanini ha portato all’attenzione pubblica un episodio che ha lasciato segni ben oltre la conclusione del suo torneo, chiedendo spiegazioni sul trattamento ricevuto.
