Jannik Sinner è ancora numero uno al mondo, ma Alexander Zverev si è portato a 1.370 punti di distanza. L’azzurro, fermo da metà luglio per il problema al ginocchio destro, ha infatti rinunciato anche al China Open di Pechino.

Proprio mentre la lotta per la vetta torna ad accendersi, Sergiy Stakhovsky ha parlato ai microfoni di Spazio Tennis a Shenzhen, durante le Finals di Billie Jean King Cup, in cui era presente in qualità di capitano dell’Ucraina, soffermandosi sul livello del circuito attuale e su ciò che, secondo lui, distingue Sinner e Carlos Alcaraz dal resto del gruppo.

La differenza? La “dedizione”

Per l’ex numero 31 ATP, il tennis di oggi non avrebbe un livello inferiore rispetto a quello di quindici anni fa. Il cambiamento starebbe altrove. «Non dirò che il livello del tennis è peggiorato. Direi che il livello del tennis forse è leggermente migliorato. La differenza è l’impegno, o la sua mancanza».

Stakhovsky prende come riferimento la generazione di Federer, Nadal, Djokovic, Murray, Ferrer, Berdych e Tsonga: giocatori che, a suo giudizio, erano costretti a essere costantemente pronti a sfruttare il minimo passaggio a vuoto dei migliori. Una dedizione che oggi riconosce soltanto in pochi.

E tra questi c’è Sinner. «Sinner, per me, è uno dei pochissimi ragazzi che è davvero molto determinato, che è determinato a diventare il migliore, a vincere il più possibile. E lo si può vedere in lui». «Sono davvero curioso di vedere come si svilupperà la sua carriera», aggiunge poi l’ucraino.

Chi può inserirsi tra Sinner e Alcaraz?

Il discorso si sposta quindi su Sinner e Alcaraz e sulla possibilità che qualcuno della nuova generazione possa raggiungerli. Stakhovsky sottolinea soprattutto il vantaggio che i due hanno già accumulato in termini di esperienza ai massimi livelli. «Hanno già vinto un paio di Slam. Sono enormemente in forma e hanno il ritmo e la velocità di gioco che nessun altro ha».

Per avvicinarsi, secondo l’ucraino, i più giovani dovrebbero prima riuscire a entrare stabilmente tra i primi dieci e quindi affrontarli con maggiore continuità. Un processo che richiede tempo. «Nei prossimi due anni, non penso che verranno sfidati da nessuno, questi due».

Una posizione particolarmente interessante nel momento in cui Sinner, pur restando in vetta al ranking, è costretto a guardare da fuori la tournée asiatica. Zverev si è avvicinato, Alcaraz resta terzo, ma per Stakhovsky la questione va oltre la classifica di oggi: ciò che separa Sinner e lo spagnolo dagli altri è soprattutto quanto hanno già costruito — e quanto sono disposti a investire — per restare al vertice.