Il torneo esibizione si giocherà in una zona dove al momento ci sono grossi rischi a causa della guerra

Manca esattamente una settimana all’inizio del Six Kings Slam, ricco torneo-esibizione che vedrà protagonisti i migliori tennisti del mondo. Quest’anno, però, la situazione è molto più delicata del previsto. L’evento si disputa a Riyad, zona che desta preoccupazione visto gli ultimi eventi legati alla guerra. Basti pensare che l’aeroporto internazionale King Khalid è stato chiuso per degli attacchi terroristici fino al 17 ottobre e potrebbe restare chiuso anche nei giorni successivi. Parliamo del secondo aeroporto più grande d’Arabia, presumibilmente dove dovevano arrivare i giocatori.

C’è un clima di grande incertezza al riguardo, ma al momento nessuno ha ancora disdetto la sua partecipazione. E neanche tra gli organizzatori si parla di rinunciare a questo evento, comunque in una zona di guerra. L’ex tennista Andy Roddick ne ha parlato nel suo podcast, con dichiarazioni piuttosto forti. Ecco le sue parole:

“Fa schifo che accadano queste cose nel mondo, e che dobbiamo affrontare le conseguenze anche nello sport. Ma se fossi tra i partecipanti a questo torneo, non ci andrei! Capisco che ricevano molti soldi, ma io non lo farei. Non è uno Slam e non vedo nessun vantaggio in questa esibizione; un ricco stipendio non cambia la vita di tutti gli atleti coinvolti, sinceramente non lo farei e non ne vale la pena”. Al momento non c’è nessuna conferma riguardo una possibile rinuncia al torneo, ma in molti credono che, dopo il forfait di Sinner, un’ nuovo stop tra Alcaraz e Djokovic, un’eventuale rinuncia di Alcaraz o Djokovic potrebbe mettere questa esibizione seriamente a rischio.