Jannik Sinner ha scelto di fermarsi per proteggere il futuro della propria carriera. La rinuncia al resto della stagione 2026 significa lasciare per strada tornei, punti e la possibilità di difendere il titolo alle ATP Finals, ma anche affrontare il recupero del ginocchio senza la pressione di una partenza imminente.
Il ritorno è previsto nel 2027. Prima, però, servirà completare il percorso terapeutico e ritrovare la capacità di sostenere allenamenti e partite. Nei pareri pubblici degli specialisti emergono due elementi: fiducia nelle possibilità di recupero e necessità di rispettare i tempi. Nessuno di questi commenti, tuttavia, equivale a una garanzia sulla data del rientro.
Tencone: tempi lunghi, ma prospettive rassicuranti
Fabrizio Tencone, medico dello sport e direttore del centro Isokinetic di Torino, ha espresso una valutazione incoraggiante, precisando però di non aver visitato Sinner e di ragionare sulla base delle informazioni disponibili.
L’ipotesi discussa è quella della sindrome della bandelletta ileotibiale, un problema nella zona esterna del ginocchio. Se questa ricostruzione fosse confermata, Tencone non vede elementi per considerare compromessa la carriera dell’azzurro.
Il medico invita soprattutto a non confondere un recupero lento con l’impossibilità di guarire. Per i problemi tendinei indica un orizzonte di almeno dodici settimane per osservare risultati: un riferimento generale, non un conto alla rovescia applicabile automaticamente al caso di Sinner.
Un passaggio centrale riguarda il lavoro fisico: «La medicina per una tendinopatia, oggi lo sappiamo per certo, è il recupero della forza». Nella sua spiegazione, il rinforzo muscolare e gli esercizi progressivi fanno parte della cura, con carichi stabiliti e controllati dallo staff sanitario.
Massè: ridurre l’infiammazione e preservare la muscolatura
Anche Alessandro Massè, direttore dell’Ortopedia del CTO di Torino, ha illustrato le caratteristiche della patologia indicata nelle ricostruzioni sul caso Sinner.
Il professore richiama le sollecitazioni prodotte da corsa, frenate e cambi di direzione: movimenti frequenti nel tennis, soprattutto quando vengono ripetuti ad alta intensità. Sottolinea inoltre la possibilità che il disturbo persista nel tempo, rendendo importante un recupero completo.
Quanto alla chirurgia, il suo giudizio è netto: «La guarigione completa è fondamentale, ma è eccezionale arrivare a un intervento chirurgico».
Il percorso descritto da Massè comprende la riduzione dell’infiammazione, esercizi di allungamento e attenzione alla conservazione del tono muscolare. Uno stop dalle gare, infatti, deve essere accompagnato da un programma che prepari gradualmente l’atleta a ritrovare la piena efficienza. Anche il suo parere esprime fiducia nel lavoro dei professionisti che seguono Sinner.
Il consulto a Lione e la strada conservativa
Nel percorso dell’azzurro figura anche la visita a Lione da Bertrand Sonnery-Cottet, specialista in chirurgia del ginocchio. Secondo le informazioni pubblicate sul consulto, l’indicazione sarebbe stata quella di proseguire con le terapie conservative.
Non si tratta di una dichiarazione pubblica diretta del chirurgo, ma di una ricostruzione dell’esito della visita. Il programma riferito prevede cure, gestione dei carichi e successiva riatletizzazione, prima di aumentare nuovamente l’intensità del lavoro sul campo.
Il dolore ricomparso ha cambiato i programmi
Sinner aveva provato a preparare il ritorno durante la tournée asiatica, aumentando il lavoro a Montecarlo. La ricomparsa del fastidio ha però portato a ulteriori controlli e, infine, alla decisione di chiudere la stagione.
Il punto è proprio questo: allenarsi per una singola sessione e sostenere le richieste di un torneo sono passaggi diversi. Il recupero dovrà consentirgli di ripetere gli sforzi senza ritrovarsi costretto a interrompere nuovamente il percorso.
Australia come obiettivo, il ginocchio come criterio
L’Australia resta il riferimento per l’inizio del 2027, ma il programma agonistico dipenderà dalla risposta alle cure. Un eventuale torneo prima dell’Australian Open potrebbe aiutare a ritrovare il ritmo, senza che questa possibilità rappresenti al momento una scelta confermata.
Il parallelo con Carlos Alcaraz riguarda soprattutto la prudenza nel ritorno: i problemi fisici dei due giocatori sono differenti e i rispettivi tempi di recupero non possono essere sovrapposti.
Per Sinner, quindi, la priorità è costruire le condizioni per tornare con continuità. Le valutazioni degli specialisti offrono motivi di fiducia, ma indicano anche che la riabilitazione richiede lavoro e pazienza. Il calendario del nuovo anno prenderà forma seguendo quel percorso.
