Un mese di visite mediche, terapie, allenamenti ridotti e continui tentativi di capire se il ginocchio destro potesse consentirgli di presentarsi agli US Open. Dietro la dolorosa rinuncia di Jannik Sinner allo Slam di New York ci sarebbe un percorso molto più lungo e tormentato di quanto fosse apparso pubblicamente nelle ultime settimane.
La ricostruzione arriva sempre dal Corriere della Sera, che racconta gli spostamenti e i controlli effettuati dal numero uno del mondo dopo il trionfo di Wimbledon fino alla decisione definitiva di rinunciare a Flushing Meadows.
Dopo aver battuto Alexander Zverev nella finale dei Championships, Sinner si era concesso alcuni giorni di riposo prima di riprendere gradualmente gli allenamenti. Ma proprio durante questa fase sarebbe emerso un dolore persistente al ginocchio destro.
Il primo passaggio importante risale al 15 luglio, con alcuni controlli effettuati al J Medical di Torino. Inizialmente gli esami servivano anche a confrontare i parametri con quelli raccolti dopo i problemi fisici accusati durante il Roland Garros, ma successivamente l’attenzione si sarebbe concentrata soprattutto sul ginocchio.
L’infiammazione non scompariva e aumentare i carichi di lavoro non veniva ritenuto prudente.
Il 4 agosto Sinner avrebbe quindi effettuato un’altra visita a Milano dal professor Stefano Melegati, specialista in medicina dello sport e riabilitazione. Secondo il Corriere, nelle settimane successive il numero uno avrebbe fatto la spola più volte tra Montecarlo e Torino, sottoponendosi a fisioterapia e trattamenti con onde d’urto, alternati ai tentativi di allenamento.
Il problema, però, non dava le risposte sperate.
Il 9 agosto arrivò così la rinuncia al Masters 1000 di Cincinnati. Sinner spiegò pubblicamente che il ginocchio destro continuava a creargli problemi e che, nonostante il lavoro svolto con lo staff medico, non era ancora pronto per tornare a competere.
Da quel momento la preparazione agli US Open è diventata una vera e propria corsa contro il tempo.
Secondo la ricostruzione del quotidiano milanese, Sinner avrebbe continuato a frequentare il J Medical di Torino, arrivando anche a pernottare al vicino J Hotel per evitare i continui trasferimenti da Montecarlo.
Il 13 agosto, dopo una giornata di terapie, sarebbe stato visto a cena a Torino con Nikola Sekulov, calciatore cresciuto nel settore giovanile della Juventus.
Particolare anche quanto avvenuto attorno al suo 25° compleanno, festeggiato il 16 agosto in un periodo inevitabilmente molto diverso da quello che il campione altoatesino avrebbe immaginato.
Il giorno successivo sarebbe stato organizzato allo Sporting Club di Torino un test fisico e tennistico a porte chiuse, proprio per verificare la risposta del ginocchio a un’intensità più vicina a quella richiesta da una partita ufficiale.
È probabilmente lì che i dubbi sono diventati ancora più pesanti.
Sinner è poi rientrato a Montecarlo e per alcuni giorni non sono più arrivate immagini o indicazioni di allenamenti ad alta intensità. Alla fine, dopo il confronto con Simone Vagnozzi, Darren Cahill e il resto dello staff, è maturata la decisione che nessuno avrebbe voluto prendere: niente US Open.
L’annuncio ufficiale è arrivato ieri.
Sinner ha spiegato di essere tornato in campo a Montecarlo negli ultimi giorni, ma di essersi reso conto insieme al proprio team di avere ancora bisogno di tempo per recuperare completamente dal problema al ginocchio destro. L’azzurro ha parlato di una decisione particolarmente dolorosa, ricordando il legame speciale con New York.
La prudenza ha quindi prevalso sulla volontà di difendere la finale conquistata nel 2025.
Non è la prima volta che il fisico costringe Sinner a modificare pesantemente la programmazione. Nel 2024 un problema all’anca destra, comparso durante il Masters 1000 di Madrid, lo portò prima al ritiro dal torneo spagnolo e successivamente alla rinuncia agli Internazionali d’Italia.
In altre occasioni sono arrivati malesseri di natura differente. Agli Australian Open 2025, per esempio, Sinner attraversò un momento di evidente difficoltà fisica durante il match contro Holger Rune, mentre nella finale di Cincinnati 2025 contro Carlos Alcaraz fu costretto al ritiro dopo appena 23 minuti a causa di un forte malessere accompagnato da febbre.
Questa volta, però, il problema è diverso e soprattutto persistente: un ginocchio destro che dopo Wimbledon non ha mai consentito all’azzurro di tornare realmente alla normalità.
La prima parte del 2026 resta comunque straordinaria. Sinner ha chiuso finora la stagione con un bilancio di 44 vittorie e appena 3 sconfitte e sei titoli, cinque Masters 1000 e Wimbledon.
Adesso la priorità cambia completamente.
Non ci sono più New York, punti da difendere o rincorse immediate. C’è soltanto un ginocchio da recuperare al cento per cento. L’obiettivo indicato dalla ricostruzione del Corriere potrebbe essere il ritorno nella parte finale della stagione, con Pechino come possibile prima tappa, ma ogni programma dipenderà dalla risposta del fisico nelle prossime settimane.
Dopo un mese trascorso tra cliniche, terapie, test e tentativi di riprendere gli allenamenti, Sinner ha scelto quindi la strada più difficile ma anche più prudente: fermarsi prima che il problema possa diventare qualcosa di ancora più serio.
