La stagione di Jannik Sinner è finita, ma gli interrogativi sul suo ritorno sono appena cominciati. L’annuncio dello stop definitivo per il 2026 sposta l’attenzione sull’inizio del prossimo anno: prima di tutto sulle condizioni del ginocchio, poi sulla preparazione e sulla composizione del gruppo che accompagnerà l’azzurro.
È questo il quadro delineato da Gaia Piccardi sul Corriere della Sera, in un’analisi che ripercorre la prima parte della stagione e le difficoltà degli ultimi mesi. Un periodo durante il quale la speranza di rientrare è rimasta viva, fino alla decisione di rinunciare anche agli appuntamenti conclusivi del calendario.
Una stagione dominante, interrotta dal problema fisico
Sinner chiude il suo 2026 con 44 vittorie e tre sconfitte, pari al 93,6% di successi. Numeri che descrivono una stagione di altissimo livello, pur limitata alla prima parte dell’anno.
La sequenza di cinque Masters 1000 consecutivi e il secondo titolo a Wimbledon avevano rafforzato la sua posizione al vertice. Nei confronti diretti stagionali, l’italiano aveva inoltre raccolto cinque vittorie contro Alexander Zverev e una contro Carlos Alcaraz.
Nella lettura proposta da Piccardi, però, quella corsa ai grandi tornei ha avuto anche un costo in termini di energie. Il successo su Alcaraz a Montecarlo aveva alimentato l’ambizione di completare la striscia da Indian Wells a Roma; al Roland Garros, invece, erano emersi segnali di affaticamento, culminati nella sconfitta contro Francisco Cerundolo.
Il recupero non ha consentito di salvare il finale di stagione
Dopo Wimbledon, i fastidi hanno progressivamente condizionato il lavoro dell’azzurro. L’articolo ricostruisce consulti medici tra Milano, Torino e Lione e un percorso nel quale si è cercato di conciliare le cure con la possibilità di mantenere una preparazione sul campo.
Secondo quanto riportato, gli ultimi allenamenti a Montecarlo sarebbero stati limitati dal dolore, con sessioni interrotte e difficoltà a sostenere il lavoro previsto. Il tentativo di tornare in tempo per gli ultimi tornei non ha prodotto il risultato sperato.
La decisione è stata quindi comunicata direttamente da Sinner: «Insieme ai dottori abbiamo deciso che il mio ginocchio ha bisogno di un ciclo di trattamenti: significa che il mio 2026 è ufficialmente finito».
Saltano così Vienna, Parigi e le ATP Finals di Torino. La priorità diventa recuperare in vista della nuova stagione, senza fissare il ritorno soltanto in funzione dei punti da difendere.
Le indiscrezioni sul gruppo e il futuro di Cahill
Accanto alla questione fisica, Piccardi segnala malumori all’interno del team e prospetta la possibilità di cambiamenti prima della trasferta australiana. Sono indiscrezioni: al momento non costituiscono l’annuncio di separazioni o di nuovi ingressi.
Un interrogativo riguarda in particolare Darren Cahill, che aveva già manifestato l’intenzione di concludere la propria attività di allenatore alla fine della stagione precedente. Il suo ruolo nel prossimo anno resta dunque uno dei temi da chiarire, insieme all’organizzazione del lavoro durante il recupero.
L’Australia come obiettivo, la carriera come priorità
Il prossimo riferimento è l’inizio del 2027, ma la data del rientro dovrà dipendere dalle condizioni del ginocchio. Sinner ha riassunto il criterio alla base dello stop con una frase precisa: «Devo pensare alla mia carriera a lungo termine».
I prossimi mesi serviranno a capire quando potrà tornare a sostenere allenamenti e partite e con quale squadra affronterà la nuova stagione. Dopo un’annata iniziata vincendo quasi tutto, il primo obiettivo diventa ritrovare la continuità fisica necessaria per competere.
