Ben Shelton e Alexander Zverev si giocheranno il titolo di US Open 2026, l’appuntamento è fissato per domenica 13, ore 20 in Italia, sull’Arthur Ashe. È una finale non totalmente a sorpresa e sicuramente attesissima dal pubblico di casa, che potrebbe di nuovo gioire per un campione a stelle strisce dopo ben 23 anni, quando Andy Roddick prevalse su JC Ferrero, vincendo il suo primo (e unico) titolo Major, diventando anche n.1 del ranking mondiale. Stavolta non ci sarà in palio la poltrona di leader in classifica, ancora saldamente di Jannik Sinner, ma in caso di vittoria del tedesco si compirà il sorpasso nella Race to Turin (adesso i due sono appaiati a 7.950 punti). Shelton invece con i 1.300 punti già conquistati con l’approdo in finale a New York si è issato al terzo posto della Race, sorpassando Alcaraz (4.430 punti, contro i 4.050 dello spagnolo). Shelton è anche sicuro di staccare lunedì prossimo il best ranking ufficiale al quarto posto, ma non potrà scalzare Carlos dal terzo, fermandosi a 5.380 punti in caso di vittoria in finale, mentre Alcaraz con il -1.600 punti termina US Open a 5.560.

Classifica a parte, ci sono altri numeri interessanti che riportiamo dopo le due semifinali. Shelton ha raggiunto la prima finale Slam in carriera al termine di un percorso piuttosto accidentato: nei 6 match disputati e vinti a US Open infatti ha concesso agli avversari ben 105 game. Dal 2000, solo tre giocatori ne hanno lasciati di più nella strada verso la finale di uno Slam: Safin (110, US Open 2000, torneo vinto dal russo); Nalbandian (109, Wimbledon 2002, battuto in finale da Hewitt); Raonic (106, Wimbledon 2016, con il canadese battuto in finale da Murray).

Shelton riporta un mancino a giocarsi una finale Slam. L’ultimo era stato Rafael Nadal, ma nel nuovo secolo sono solo quattro i “left hander” capaci di arrivare a giocarsi il titolo di un Major: Goran Ivanisevic (campione a Wimbledon 2001 su Rafter); Mariano Puerta (battuto da Nadal nella finale di Roland Garros 2005); Rafael Nadal, pluri campione Slam, uno dei più grandi, e ora anche Shelton.

Shelton segna anche un piccolo record tra geografia ed età anagrafica: infatti con i suoi 23 anni e 325 giorni è il giocatore non europeo più giovane a sbarcare nella finale di uno Slam dai tempi di Juan Martin Del Potro (US Open 2009, ultimo non europeo campione di un Major), ed è il più giovane statunitense in finale Slam da Roddick 2005 a Wimbledon.

Qualche numero anche per Zverev, alla terza finale Slam di fila in stagione dopo Roland Garros (vinta vs. Cobolli) e Wimbledon (persa contro Sinner). Stavolta tra lui e il titolo di New York non ci sarà un italiano, ma lo statunitense Shelton, un mancino. C’è un dato che lo “rassicura” in vista della finale di domenica: dalla terribile sconfitta per ritiro patita vs. Nadal a Roland Garros 2022 (quando una bruttissima storta fece saltare per aria 7 tendini della sua caviglia), il tedesco ha disputato 13 match nei Major contro mancini e li ha vinti tutti. Un dato che conferma la forza sul lato del rovescio, colpo che neutralizza gli angoli classici del “left hander”. Anche gli head to head sono estremamente favorevoli al tedesco: 5 partite, altrettante vittorie, tutte disputate tra 2024 e 2025.

Con i suoi 29 anni e 123 giorni (calcolati all’inizio del torneo), Zverev diventa il secondo giocatore più anziano a disputare tre finali Slam nella stessa stagione su tre superfici diverse. Solo Djokovic nel 2021 e 2023 riuscì in questo già trentenne. Zverev è tuttavia il più vecchio a riuscirci per la prima volta. Il tedesco non è stato certo sfortunato nel suo percorso verso le finali di Parigi e New York: infatti andando a vedere il ranking dei giocatori battuti nella sua strada verso la finale di US Open e pure quella di Roland Garros, non ha affrontato nemmeno un top20 nelle sei partite dei due tabelloni. Dal 1973, è solo la seconda volta che accade.