Flavio Cobolli e Matteo Berrettini salutano il Masters 1000 di Shanghai con due sconfitte e riflessioni diverse sul proprio momento. Il primo, battuto da Adrian Mannarino per 6-1 4-6 6-3, ha parlato soprattutto delle difficoltà nel gestire le aspettative e la corsa alle ATP Finals. Berrettini, fermato da Brandon Nakashima per 7-6(4) 7-5, ha invece sottolineato la buona condizione fisica e la volontà di continuare a migliorare.

Cobolli: la pressione delle Finals pesa in campo

Dopo il match, Cobolli ha riconosciuto di non essere riuscito a esprimersi con la libertà necessaria. Alle difficoltà mentali si sono aggiunte quelle tecniche: le condizioni rapide e il rimbalzo basso hanno reso complicato trovare ritmo contro Mannarino, un avversario capace di sfruttare queste caratteristiche.

Flavio riconosce di dover ancora trovare gli strumenti per convivere con una pressione diversa rispetto al passato, senza permettere che le preoccupazioni condizionino le sue prestazioni. La consapevolezza del problema è il primo passo, ma la soluzione richiede un equilibrio che in questa fase della stagione fatica a trovare.

“Come ho detto, i pensieri che avevo non riuscivano a mettermi nelle condizioni migliori per giocare al livello di cui sono capace. Sono pressioni a cui non ero abituato e che devo imparare a gestire”.

A incidere sul piano mentale c’è anche il traguardo della qualificazione alle ATP Finals, che il romano vorrebbe raggiungere rapidamente per affrontare con maggiore serenità gli impegni successivi. Il desiderio è ritrovare libertà e continuità nelle settimane che restano, senza subire il peso dell’obiettivo.

“Ci sto provando, ora vorrei che questa qualificazione alle Finals arrivasse il prima possibile, così da potermi lasciare alle spalle queste preoccupazioni e affrontare le prossime settimane di nuovo libero mentalmente”.

Il sostegno del team e il pensiero per Sinner

Cobolli ha ringraziato il proprio gruppo di lavoro, rimasto unito dopo la sconfitta. Nel bilancio della stagione ha evidenziato i progressi tecnici e il contributo dello staff alla gestione fisica, pur riconoscendo la necessità di valutare alcuni aggiustamenti nella programmazione per arrivare alla tournée cinese con più energie.

Nel commentare la decisione di Jannik Sinner di interrompere anticipatamente la stagione, Cobolli ha richiamato le difficoltà di un calendario che impone un impegno costante, sia fisico sia mentale. Il romano ha sottolineato il peso delle esigenze individuali in un circuito che richiede risultati settimana dopo settimana.

“Sappiamo benissimo quanto sia difficile una stagione a questi livelli e quanto richieda, sia dal punto di vista fisico sia da quello mentale, riuscire a ottenere risultati importanti ogni settimana. Credo che Jannik abbia avuto le sue ragioni per interrompere la stagione. Gli ho scritto in privato e spero che possa recuperare il prima possibile. Ovviamente, in quel momento non era il mio pensiero, ma sono sicuro che tornerà, come ha detto anche Matteo, e che lo farà ancora più forte. È un campione dentro e fuori dal campo e ne uscirà sicuramente a testa alta, ricaricato in vista della prossima stagione”, ha concluso ai microfoni di Sky Sport.

Berrettini riparte dalla condizione fisica

Per Berrettini il messaggio emerso dall’intervista post partita a Sky Sport è racchiuso in una frase: “Fisicamente sto bene, voglio migliorare ancora”.

Un punto da cui ripartire dopo una sconfitta maturata nei momenti decisivi di due set equilibrati. Contro Nakashima, Matteo ha perso il primo parziale al tie-break e ha subito il break determinante nell’undicesimo gioco del secondo, con un doppio fallo che ha consegnato allo statunitense la possibilità di servire per il match.

“Un’altra partita con un sacco di chance, soprattutto un primo set che grida vendetta, in cui non sono riuscito a sfruttare le tre palle break di fila. Stavo giocando bene, secondo me è stata una partita di alto livello. Lui è stato molto, molto solido e alla fine fondamentalmente ha giocato meglio di me nei momenti cruciali. Questo è uno sport che, soprattutto su superfici così rapide, si gioca su pochi punti“.

“Ciò che mi porto dietro è che fisicamente sto bene. Ho voglia di giocare, di competere, di stare lì, di migliorare e mi brucia parecchio quando perdo, quindi è un buon segnale, nonostante sia nel tour da un po’ di anni. C’è sempre qualcosa che si può migliorare, c’è sempre un obiettivo davanti, che non è solo quello di vincere le partite. Sento che nel percorso che sto facendo da qualche anno a questa parte sto mettendo sempre dei tasselli importanti“

Il risultato lascia rimpianti, ma la valutazione positiva sul proprio stato fisico offre a Berrettini una base per proseguire il lavoro. La volontà dichiarata è migliorare ancora: a Shanghai, la differenza si è vista soprattutto nella gestione dei punti che hanno deciso l’incontro.