Non si può parlare di una stagione negativa in senso assoluto, considerando i tre titoli conquistati, ma Aryna Sabalenka arriva al WTA 1000 di Cincinnati 2026 dopo alcuni mesi molto complicati rispetto ai suoi standard. La numero uno mondiale non solleva un trofeo dal Sunshine Double completato a marzo tra Indian Wells e Miami e, durante il Media Day in Ohio, ha riconosciuto di aver avuto bisogno di allontanarsi per qualche tempo dal tennis.

La bielorussa aveva aperto il 2026 vincendo anche a Brisbane, prima di imporsi nei due WTA 1000 statunitensi. Da quel momento sono però arrivate diverse sconfitte difficili da assorbire: i sei match point non sfruttati contro Hailey Baptiste a Madrid, la rimonta subita da Diana Shnaider al Roland Garros, l’eliminazione contro Naomi Osaka a Wimbledon e la recente battuta d’arresto con Ekaterina Alexandrova negli ottavi di Toronto.

Più che i risultati, a preoccupare erano state alcune reazioni mostrate in campo. Sabalenka è apparsa spesso frustrata e delusa, arrivando ad ammettere dopo il Roland Garros di voler momentaneamente «lasciare il tennis». A Cincinnati ha spiegato di aver individuato nell’eccesso di aspettative uno dei principali ostacoli affrontati durante l’estate.

«Il mio corpo mi ha fermato»

Sabalenka ha riconosciuto di aver attribuito un’importanza eccessiva ad alcuni appuntamenti, finendo per caricarsi di una pressione difficile da gestire.

«Durante l’estate avevo aspettative enormi. Volevo disperatamente ottenere grandi risultati nei tornei ai quali tenevo maggiormente, ma il mio corpo me lo ha impedito. Poi ci sono state altre piccole cose che non sono andate nella direzione sperata e tutto questo mi ha portato a una forte delusione», ha spiegato.

La numero uno mondiale non ha indicato un infortunio specifico. Le sue parole sembrano riferirsi più in generale alle difficoltà fisiche incontrate durante un periodo particolarmente intenso. La conseguenza è stata la necessità di interrompere per qualche tempo la routine abituale.

«Avevo bisogno di restare lontana dal tennis, rinfrescarmi, ripartire e ritrovare la fame. Per questo adesso non voglio avere aspettative. Scenderò in campo, competerò e lotterò. Ogni volta che ho adottato questo approccio sono riuscita a esprimere il mio tennis migliore».

La pressione del numero uno

Sabalenka occupa la prima posizione mondiale da 96 settimane consecutive e ha trascorso complessivamente 104 settimane al vertice della classifica. Il vantaggio costruito sulle inseguitrici si è però ridotto, soprattutto dopo la finale raggiunta da Elena Rybakina a Toronto.

La bielorussa non considera tuttavia il ranking la principale origine delle difficoltà. Essere il riferimento da battere, secondo lei, non dipende esclusivamente dalla posizione occupata.

«Hai un bersaglio sulla schiena e tutte vogliono batterti, ma penso che sia lo stesso se sei numero uno, numero due o numero dieci. Quando entri in campo, l’avversaria vuole comunque sconfiggerti. La tua classifica le offre una motivazione ulteriore per giocare senza paura ed esprimere il miglior tennis possibile».

Sabalenka ha assicurato di apprezzare questo tipo di pressione: «Mi piace avere un bersaglio sulla schiena. È bello vedere le nuove generazioni guardarmi e prendere ispirazione da me. Spero di non perdere il numero uno, ma anche se dovessi scendere un po’ in classifica non cambierebbe ciò che rappresento».

La priorità sarà quindi proseguire il percorso di crescita: «Finché resterò concentrata sul miglioramento come giocatrice e come persona, il ranking non avrà un’importanza così grande».

Un tennis femminile sempre più competitivo

Alle difficoltà personali si aggiunge un circuito nel quale il livello medio continua ad aumentare. Sabalenka ritiene che anche i primi turni siano diventati molto più pericolosi rispetto al passato.

«Non esistono partite semplici. Devi esprimere il tuo livello migliore fin dal primo turno, altrimenti ci sarà immediatamente un’altra giocatrice pronta a prendere il tuo posto. L’intensità e la qualità del tennis femminile sono cresciute».

Le sue sconfitte più recenti confermano questa tendenza. Da numero uno, Sabalenka affronta frequentemente avversarie disposte ad assumersi molti rischi e a giocare con maggiore libertà. La bielorussa dovrà quindi ritrovare equilibrio senza perdere quella componente aggressiva che costituisce il fondamento del suo tennis.

«Non voglio fermarmi a guardare indietro»

Un altro elemento centrale del nuovo approccio riguarda la volontà di rimanere nel presente. Sabalenka preferisce non soffermarsi troppo sul percorso compiuto per arrivare al vertice, perché ripensare a tutte le difficoltà affrontate tende a coinvolgerla emotivamente.

«Non voglio fermarmi e guardare indietro, perché ogni volta che provo a farlo divento molto emotiva. È servito tantissimo lavoro e ho dovuto attraversare momenti difficili. È stato un viaggio lunghissimo».

«Cerco di rimanere nel presente e di fare adesso tutto ciò che posso. Sto vivendo grandi opportunità e mi piacciono queste sfide. Naturalmente esistono anche i momenti negativi: non puoi essere sempre al vertice e a volte devi affrontare ostacoli molto duri. Ma fanno parte del mio percorso».

La bielorussa rimanderà alla fine della carriera un bilancio completo di quanto realizzato: «Penso che un giorno potrò guardarmi indietro e dire che è stato incredibile. Adesso, però, la cosa migliore è restare nel momento e godermi ogni opportunità».

Cincinnati come occasione per ripartire

Sabalenka si presenta in Ohio da prima testa di serie e inizierà il proprio torneo direttamente dal secondo turno. Cincinnati rappresenta un appuntamento importante anche in vista dello US Open, dove la bielorussa è campionessa in carica da due edizioni.

Il suo piano non prevede rivoluzioni tecniche, ma un diverso atteggiamento: ridurre le aspettative, accettare le difficoltà e tornare a competere con maggiore libertà.

«Competere, lottare e divertirmi»: è questa la formula scelta da Sabalenka per uscire dal momento più delicato della sua stagione. Cincinnati dirà se la pausa e il cambio di prospettiva saranno sufficienti per restituire alla numero uno mondiale quella continuità smarrita dopo i trionfi di marzo.