Due stati d’animo opposti al termine della finale degli US Open 2026. Da una parte la felicità ancora difficile da elaborare di Elena Rybakina, nuova campionessa a Flushing Meadows e prossima numero uno del mondo; dall’altra la profonda delusione di Aryna Sabalenka, battuta per 6-4, 5-7, 6-2 dopo due ore e 21 minuti e costretta a interrompere la propria serie di due titoli consecutivi a New York.

Rybakina ha impiegato del tempo per rendersi conto della portata dell’impresa: primo successo agli US Open, secondo Slam della stagione dopo gli Australian Open e terzo Major della carriera.

«È incredibile. È ancora molto difficile elaborare quanto è accaduto. Ho raggiunto tantissimi traguardi nelle ultime settimane. Sono felicissima e molto orgogliosa di tutto il lavoro svolto», ha raccontato la kazaka in conferenza stampa.

La futura numero uno ha poi analizzato i passaggi decisivi dell’incontro: «La partita è stata molto equilibrata. Nel primo set sono riuscita a ottenere presto il break e questo mi ha permesso di entrare maggiormente nello scambio ed essere aggressiva. Nel secondo abbiamo proceduto gioco dopo gioco, mantenendo entrambe il servizio. Lei ha affrontato i punti importanti con più coraggio, mentre io ho sprecato qualche piccola occasione. Nel terzo mi sono detta che potevo ancora farcela: dovevo concentrarmi sul servizio e rischiare qualcosa in più quando se ne fosse presentata la possibilità».

Il servizio e un piano rispettato fino alla fine

Rybakina non ha nascosto le difficoltà incontrate con la prima di servizio, soprattutto all’inizio della finale. La capacità di non abbandonare il proprio piano tattico si è però rivelata decisiva.

«Pensavo continuamente alla necessità di aumentare la percentuale di prime. Non stava funzionando, ma ho continuato a scegliere una zona e ho provato a ottenere qualcosa in più dalla seconda. Ho commesso anche qualche doppio fallo, però avevo un piano in testa e sono rimasta fedele a quello. Nei momenti importanti il servizio è migliorato e mi ha aiutata tantissimo».

Da lunedì Rybakina sarà per la prima volta al comando della classifica WTA: «Sarà molto diverso svegliarmi sapendo di aver vinto gli US Open e conquistato il numero uno. Sarà una liberazione, perché nelle ultime settimane abbiamo seguito sempre le stesse routine, affrontando tanto lavoro e molti nervi. Sarà incredibile rendermi conto di aver raggiunto risultati così importanti».

Rybakina: «Ho sempre creduto che fosse possibile»

La kazaka ha respinto l’idea che il trionfo di New York sia arrivato improvvisamente. Dopo Wimbledon 2022 e la finale degli Australian Open 2023, era convinta di poter tornare a vincere ai massimi livelli.

«Ho sempre creduto che fosse possibile. Non tutte le stagioni sono uguali, ma siamo sempre rimasti vicini ai grandi risultati. Lungo il percorso si impara molto e accadono tante cose. Adesso sento di avere una grande squadra e persone straordinarie intorno a me. Abbiamo continuato a lavorare e finalmente tutto questo ha dato i suoi frutti».

Rybakina ha riservato parole importanti anche alla rivalità con Sabalenka: «Le partite contro Aryna sono sempre molto difficili. Credo che ci spingiamo a vicenda a migliorare dopo battaglie così dure. Quando affronti lei o le altre grandi giocatrici vuoi sempre provare qualcosa di nuovo e aggiungere soluzioni al tuo tennis. Non so cosa ci riserverà il futuro, ma spero che arrivino altri successi e altre vittorie».

Il titolo assume ancora più valore considerando i problemi fisici avvertiti prima del torneo. Rybakina ha rivelato di essere stata vicina a rinunciare: «Quando siamo arrivati a New York abbiamo effettuato una risonanza e la situazione non sembrava buona. Abbiamo consultato diversi medici e costruito un programma giorno dopo giorno. Per una settimana mi sono spostata praticamente soltanto dall’albergo alla palestra, trascorrendo ore tra recupero e trattamenti».

Sabalenka: «Non sono soddisfatta del mio livello»

Molto più breve e dolorosa la conferenza di Sabalenka. La bielorussa ha riconosciuto senza esitazioni la superiorità della rivale: «Non sono soddisfatta del livello espresso oggi, ma lei ha servito in maniera incredibile. Ha giocato un tennis magnifico e molto aggressivo. Semplicemente, oggi è stata migliore di me».

La frustrazione della campionessa uscente è esplosa dopo il match, quando ha scagliato la racchetta. Sabalenka ha spiegato così la propria reazione: «È molto difficile controllare le emozioni quando perdi una finale del Grande Slam e stavi cercando di conquistare il terzo titolo consecutivo. Avevo bisogno di lasciare uscire tutto: se avessi trattenuto quella rabbia, probabilmente non sarei riuscita a pronunciare una parola».

La sconfitta non cancella comunque il percorso compiuto a New York: «Ci sono molte cose positive da prendere da questo torneo. L’esperienza dimostra che torno sempre più forte. Quanto è accaduto durante questa stagione mi darà ancora più motivazioni per lavorare in vista del 2027».

Sabalenka ha infine riconosciuto la crescente importanza della rivalità con Rybakina: «Abbiamo disputato tante partite e finali importanti. Elena è capace di entrare in campo e dominarti, soprattutto su una superficie veloce come quella degli US Open. Questa è per lei una grande arma».

Dopo 99 settimane complessive al vertice, Sabalenka cederà il numero uno proprio alla sua nuova grande rivale. La bielorussa ha provato a sorridere: «Vedremo se Elena riuscirà a superarmi anche in questo. Se continuerà a giocare così, per me saranno problemi».