La kazaka è diventata la trentesima numero uno della storia, ma la sua attenzione sembra essere rivolta esclusivamente al torneo
NEW YORK – «Il mio sogno da bambina era diventare la numero 1 del mondo? Assolutamente no. Da piccola non avrei mai immaginato di poter essere una giocatrice professionista, di poter prendere parte a questi tornei così importanti. Mi piaceva solo giocare con i coetanei dopo la scuola, il tennis per me era puro divertimento. Ho deciso di intraprendere seriamente questa carriera a 17 anni, è stato allora che ho creduto di poter ottenere buoni risultati, anche se, certo, non sapevo fin dove sarei potuta arrivare». Trentesima numero 1 del mondo (da quando la WTA ha cominciato a pubblicare le sue classifiche computerizzate, novembre 1975), Elena Rybakina ha per una volta lasciato da parte in conferenza stampa le sue timidezze e quella corazza emotiva che sembra sempre circondarla mentre gioca, per aprirsi un po’ di più. «Il primo posto ovviamente significa molto per me, ma non voglio pensarci più di tanto. È un grande traguardo ma credo che lo apprezzerò meglio a fine carriera. Al momento bisogna continuare ad andare avanti, avrò il tempo per poter dire, “ok, ho vinto questi tornei, sono stata numero uno, è fantastico”, ma adesso no. Non posso sapere quanto a lungo durerà questa situazione. Ci sono ancora tante cose in ballo, voglio vincere altri tornei, tutti i miei pensieri sono rivolti al prossimo impegno, alla semifinale qui». Sono arrivati messaggi dal Kazakistan (Elena, nata a Mosca, ha cambiato nazionalità nel 2018), le è stato chiesto. «Non lo so, non ho ancora controllato il cellulare. E’ bello pensare che nel mio paese sempre più persone stiano cominciando a giocare a tennis, è incredibile sentirsi ammirati, essere in qualche modo di ispirazione ai giovani, dimostrando che tutto è possibile se ci credi, se lavori sodo». Dopo la battaglia vittoriosa nei quarti contro Quinwen Zheng, la ricerca del terzo trionfo Slam per la nuova numero 1 del mondo (dopo Wimbledon 2022 e gli Open d’Australia di quest’anno) passa per la semifinale contro la beniamina di casa Coco Gauff. Un successo per parte nei precedenti, con la kazaka che ha vinto quest’anno nella semifinale di Toronto (5-7 6-2 6-2). «Mi aspetto che il pubblico sia tutto dalla sua parte, naturalmente. Conosco bene Coco, ci alleniamo spesso insieme. La mia strategia? Semplice, dovrò essere aggressiva, spingere tanto e non essere negativa. E poi vediamo quello che succede».
