Le pagelle degli US Open, partendo dai vincitori, fino ad arrivare alle delusioni
10 e lode
RYBAKINA
Un torneo perfetto per la kazaka che in un colpo solo ha detronizzato Sabalenka e vinto il terzo Slam della carriera (ora le manca solo Parigi). E pensare che un mese fa, dopo l’infortunio di Cincinnati, non si sapeva nemmeno se sarebbe stata in grado di scendere in campo. Rybakina ha un gran bel gioco moderno, elegante e potente, peccato l’eccessiva compostezza nei modi e nelle parole, che non la rendono la star di cui il movimento femminile avrebbe tanto bisogno in questi giorni.
10 ZVEREV
Due Slam vinti in tre mesi, che svolta incredibile per il campione tedesco, ex perdente di successo. Il numero 2 del mondo – nuovo 1 della Race – ha approfittato al meglio delle assenze e dei problemi incontrati nella stagione da Sinner e Alcaraz per imporsi nettamente come il primo… dei secondi. A New York ha rischiato nelle prime due partite poi è stato sempre in controllo, anche nella finale. Terzo incomodo dietro Jannik e Carlos? Potrà aspirare a questo titolo onorifico quando tornerà a batterli.
9,5
SHELTON
Non è riuscito a regalare agli Stati Uniti un titolo Slam dopo tanti anni di digiuno ma sua resta l’impresa del torneo, la grande partita vinta contro Alcaraz. A New York è apparso molto migliorato, soprattutto sul rovescio, intanto nelle nuove classifiche è salito al quarto posto ed è diventato terzo nella “Race”.
9
SABALENKA
Fino alla finale aveva rischiato solo contro Noskova, poi con Rybakina si è notata tutta la differenza che c’è al momento tra le due campionesse. Un bel torneo il suo, visti i risultati deludenti degli ultimi mesi, ma non vince più da marzo ed ha perso il primato in classifica dopo 99 settimane.
8
BLOCKX e ZHENG
Il bombardiere belga è il nome nuovo di questa edizione del torneo, un ragazzone (classe 2005, non dimentichiamolo) che comincia a esprimere il suo talento. Ha battuto Cobolli e Cerundolo arrendendosi poi nei quarti di finale più ai suoi malanni fisici che ai colpi di Khachanov. Entra per la prima volta tra i primi trenta del ranking, ne risentiremo parlare. Tra le donne è finalmente tornata ad alti livelli, dopo l’operazione al gomito, Quinwen Zheng, la campionessa cinese medaglia d’oro alle ultime Olimpiadi. Partita dalle qualificazioni, nei quarti ha avuto la palla del 5-3 al terzo set contro Rybakina. Se avesse vinto, chissà…
7,5
ALCARAZ
Forse il voto può sembrare generoso, ma rivedere dopo quattro mesi il sorriso e il dritto di Carlitos ci ha fatto davvero piacere. Alcaraz ha giocato un ottimo torneo, contro Shelton ha perso sul piano fisico ma se avesse vinto quella partita forse avrebbe fatto suo anche il torneo. Ci basta per il momento la speranza di gustarci qualche sfida con Sinner in questa ultima parte di stagione.
7
DARDERI
Ormai fisso nelle zone alte del ranking, conferma con il quarto turno i progressi degli ultimi mesi. Peccato quei due primi set contro Zverev, non giocati probabilmente per l’emozione. Resta comunque l’italiano che è arrivato più lontano.
6
KHACHANOV
Gioca dopo tanto tempo un buon tennis e battendo Auger Aliassime e Tien ha conquistato la terza semifinale Slam della carriera. Però tutti quegli errori nei due tie break persi contro Zverev sono il simbolo di una carriera da campione, non da campionissimo.
5
MUSETTI E COBOLLI
Sono giovani, avranno altre occasioni per rifarsi, però in un torneo così aperto alle sorprese è stato un peccato non vederli protagonisti. Musetti ci ha lasciato al secondo turno contro Sweeney, poi ridimensionato da Darderi, Cobolli ha resistito un turno in più, lottando solo un set contro Blockx, comunque un degno avversario.
4,5
DJOKOVIC
Speravamo potesse essere il “suo” torneo, quello del 25° Slam, invece è bastato Navone a cancellarlo già nel primo turno. Ma se Nole sta davvero male come dice, perché a 39 anni non evita queste brutte figure?
4 KEYS E ANISIMOVA
A New York Keys aveva perso da favorita la finale del 2017 contro Sloane Stephens. Quest’anno è riuscita nell’impresa di farsi battere – da Quinwen Zheng – da 5-0 nel terzo set. Da psicanalizzare. Da parte sua, Anisimova era stata brillante finalista un anno fa, e il ko al terzo turno contro Potapova l’ha trascinata fuori dalla Top Ten.
3 AUGER ALIASSIME
Testa di serie numero 3, semifinalista un anno fa, Auger quest’anno ha resistito solo un turno. Sembra destinato a restare un talento incompiuto, bello da vedersi ma troppe volte deludente nelle occasioni che contano.
2 JODAR
Una sconfitta impensabile, soprattutto nel punteggio (6-2 6-1 6-1!) contro Bu, che tra l’altro ha perso subito dopo. Dopo tanti complimenti, una solenne bocciatura, frutto forse anche dell’affanno dovuto al gran numero di partite giocate negli ultimi mesi. Siamo curiosi di vederlo all’opera in autunno, è ancora in corsa per le Finals.
1 FILS
Reduce dalla vittoria di Cincinnati, era tra i protagonisti più attesi. E invece Arthur si è arreso subito a Tsitsipas, malgrado il vantaggio di un set e un break. Imperdonabile.
