La scelta di Jannik Sinner di rinunciare al Masters 1000 canadese (quest’anno in scena a Montreal) ha scatenato un discreto polverone tra gli appassionati e molti media, delusi dalla rinuncia del n.1 del mondo a provare l’impresa di vincere tutti a 9 i tornei mille in un solo anno. Sarebbe stato qualcosa di enorme ma, non tutti la pensano così perché nella testa di un grande campione nel tennis dei nostri tempi i veri, concreti obiettivi sono due: gli Slam e la salute per poter competere al massimo. Quindi se si salta un Masters 1000 o altro torneo, ancor più quando i risultati recenti sono stati ottimi, pazienza, gli altri lo capiranno o resta un problema loro. Così la pensa anche Andy Roddick, che ha parlato di questo tema, dei 1000 su 12 giorni e di Sinner nel corso dell’ultima puntata di Served with Andy Roddick. Secondo il campione a US Open 2003, i giocatori ragionano con una testa un po’ diversa dal sentore comune e guardano di più agli aspetti pratici.
“Davvero pensate che i giocatori aggiungeranno altre due settimane al proprio calendario prima di New York?”, ha dichiarato Roddick, “La risposta, almeno per i migliori che hanno ottenuto grandi risultati sulla terra battuta e sull’erba, è stata in larga parte no, stando ai primi riscontri. Soprattutto considerando il formato più lungo adottato nel circuito maschile. Non riuscirete a convincere Novak Djokovic a trascorrere cinque settimane negli Stati Uniti prima degli US Open, a questo punto della sua carriera”.
“Se il vincitore di Wimbledon vuole prendersi un periodo di pausa, indovinate quando lo farà… Lo farà durante il Canada e sarà proprio in quel momento che inizierà a prepararsi gradualmente per il prosieguo della stagione” continua Andy. “Ho visto Jannik dopo la vittoria a Wimbledon e gli ho chiesto: ‘Qual è il prossimo passo?’. Mi ha risposto: ‘Un po’ di riposo’. E nella mia testa ho subito pensato: bene, allora il Canada è escluso. È una situazione complicata. È uno di quei casi in cui bisogna stare attenti a ciò che si desidera e muoversi di conseguenza”.
Il Canadian Open fatica da anni a trattenere i grandi nomi del circuito, e il passaggio al formato di due settimane nel 2024 non ha certo migliorato la situazione, anzi l’ha addirittura peggiorata. Djokovic non gioca in Canada dal 2017, Carlos Alcaraz ha saltato il torneo nel 2024, 2025 e 2026, mentre quest’anno Sinner darà forfait per la seconda edizione consecutiva. Un torneo che perde i big, viene di fatto svalutato.
Roddick si è inoltre interrogato sulla possibilità che Sinner possa rinunciare ad altri Masters 1000 nel 2027, in particolare a quelli sulla terra battuta, dove aver completato il Career Masters 1000 con il tris di vittorie sul rosso nel 2026. “C’è un altro aspetto interessante. Sinner oggi ha rinunciato a questo torneo. Considerando che è arrivato al Roland Garros lo scorso maggio con un livello di gioco praticamente perfetto, ma con il fisico che lo ha tradito, potrebbe decidere di saltare parte della stagione sulla terra il prossimo anno per arrivare più fresco e dare priorità alla condizione fisica in vista di Parigi? È uno scenario possibile. È molto più semplice rinunciare a un torneo quando comporta un impegno di due settimane, piuttosto che affrontare un evento concentrato, giocare molte partite in pochi giorni e avere poi una settimana libera“.
Con l’obiettivo di completare il Career Grand Slam al Roland Garros del prossimo anno, Sinner difficilmente vorrà correre il rischio di ritrovarsi nella stessa situazione. Per questo motivo, come suggerisce Roddick, potrebbe decidere di saltare almeno uno dei tre Masters 1000 sulla terra. Tra Monte-Carlo, Madrid e Roma, il candidato più probabile sarebbe il Madrid Open: Monte Carlo resta infatti un torneo di una sola settimana, mentre gli Internazionali d’Italia rappresentano l’evento di casa per il numero uno del mondo. Naturalmente, soltanto il tempo dirà quale sarà la scelta finale di Sinner, ma la supposizione di Roddick è assai fondata.
Nel frattempo, il campione azzurro ha già conquistato cinque titoli Masters 1000 nel 2026. Il record di Masters 1000 vinti in una singola stagione appartiene attualmente a Novak Djokovic, che ne conquistò sei. Per superare quel primato, Sinner dovrebbe aggiudicarsi due dei tre Masters 1000 ancora in programma nel suo calendario: Cincinnati, Shanghai e Parigi indoor. Considerando i risultati recenti, l’impresa non è affatto impossibile. Infatti i tre eventi si giocano in condizioni per lui buone (cemento, e in Francia indoor dove Jannik è negli ultimi quasi imbattibile). C’è un dato statistico piuttosto impressionante sulla continuità al vertice e nei grandi appuntamenti di Sinner: negli ultimi 836 giorni, l’italiano ha perso soltanto cinque partite nei Masters 1000: a Shanghai 2025, terzo turno: sconfitto da Tallon Griekspoor (296 giorni fa, e per ritiro bloccato da crampi violenti); a Cincinnati 2025, in finale, sconfitto da Carlos Alcaraz (344 giorni fa, e anche qua per colpa di un malessere, giocando solo 5 game del tutto svuotato); Roma 2025, battuto in finale da Carlos Alcaraz (436 giorni fa, era al rientro dopo i tre mesi di sospensione); Canada 2024, nei quarti di finale sconfitto da Andrey Rublev (716 giorni fa); Monte Carlo 2024, in semifinale: sconfitto da Stefanos Tsitsipas (836 giorni fa). Un dato questo mostruoso sulla forza e continuità dell’azzurro quando il torneo è di quelli importanti.
Con il potenziale record di 9 mille su 9 ormai sfumato, chissà che Jannik non punti almeno a vincerne 7, superando il record di Djokovic. Ma, molto probabilmente, come suggerisce Roddick nella testa di Sinner non c’è affatto questa possibilità; ci sono solo due obiettivi, gli Slam e stare bene per essere nella condizione di vincere ogni torneo a cui prende parte. Saltarne qualcuno non è un problema, è indispensabile farlo per restare al vertice.
