Secondo l’ex campione americano, la decisione di allungare la durata dei Masters 1000 non incentiva i migliori giocatori a partecipare al maggior numero possibile di tornei durante la stagione

Numerosi forfait illustri hanno colpito il Masters 1000 di Montreal, generando discussioni e polemiche come sempre avviene in questi casi. Oltre a Carlos Alcaraz, ancora ai box a causa dell’infortunio al polso, anche fuoriclasse del calibro di Jannik Sinner e Novak Djokovic hanno deciso di non recarsi in Canada preferendo ricaricare le pile. Rivedremo entrambi sul cemento di Cincinnati, in quello che sarà il loro unico test in vista degli US Open. L’ultimo Major della stagione prenderà il via domenica 30 agosto a New York e nessuno vuole farsi trovare impreparato.

Durante l’ultimo episodio del suo famoso podcast, l’ex numero 1 del mondo Andy Roddick ha evidenziato come la decisione di allungare la durata dei Masters 1000 non incentivi i migliori giocatori a partecipare al maggior numero possibile di tornei durante la stagione. “Ma davvero credete che i top players aggiungeranno altre due settimane alla loro schedule prima degli US Open? E che giocheranno due Masters 1000 consecutivi subito prima di uno Slam? Coloro che hanno ottenuto buoni risultati al Roland Garros e a Wimbledon, tenderanno a fare una scelta più conservativa. Ad esempio, non riuscirete mai a convincere un veterano come Nole Djokovic a passare cinque settimane negli Stati Uniti prima di New York, soprattutto in questa fase della sua carriera.”

Il 39enne di Belgrado ha ridotto sensibilmente la sua schedule negli ultimi anni, partecipando ad un numero molto basso di tornei e concentrandosi quasi esclusivamente sui quattro Major. In questa stagione, l’ex numero 1 del mondo ha partecipato soltanto a due Masters 1000 – rispettivamente Indian Wells e Roma – non ottenendo risultati memorabili. Il serbo tornerà a giocare in Ohio per la prima volta dal 2023, quando sollevò il trofeo al termine di una finale straordinaria contro Carlitos Alcaraz.