La positività alla cocaina di Nick Kyrgios continua a provocare reazioni e, soprattutto, a riportare alla luce alcune delle dichiarazioni più dure pronunciate in passato nei confronti dell’australiano. Tra queste ci sono quelle di Andy Roddick, diventate nuovamente virali sui social dopo la sospensione provvisoria del 31enne.

Le dichiarazioni risalgono al 7 gennaio 2025, quando l’ex numero uno del mondo affrontò il tema Kyrgios nel proprio podcast Served, parlando dei continui attacchi dell’australiano contro Jannik Sinner e Iga Swiatek.

A distanza di oltre un anno e mezzo quelle parole hanno assunto inevitabilmente un significato diverso.

Roddick, campione degli US Open 2003, contestava soprattutto quello che riteneva un doppio standard da parte di Kyrgios: chiedere agli altri comprensione per i propri momenti più difficili e, allo stesso tempo, mostrarsi estremamente severo nel giudicare le vicende degli altri.

“È ipocrita. È pura ipocrisia”, era stata la conclusione particolarmente netta dell’americano.

Roddick ricordava come Kyrgios avesse raccontato pubblicamente i propri problemi personali e le difficoltà provocate anche dagli attacchi ricevuti online, salvo poi utilizzare proprio i social per colpire ripetutamente Sinner e Swiatek dopo i rispettivi casi antidoping.

L’ex numero uno aveva inoltre un motivo personale per essere infastidito. Secondo Roddick, Kyrgios aveva insinuato che lui stesso avesse utilizzato sostanze dopanti durante la carriera semplicemente perché aveva provato ad analizzare con maggiore cautela e contestualizzazione il caso Swiatek. Roddick aveva definito quelle insinuazioni vicine al limite della diffamazione.

Nel suo duro intervento Roddick aveva richiamato anche un’altra vicenda della vita di Kyrgios.

Nel febbraio 2023 l’australiano si dichiarò colpevole di common assault in relazione a un episodio del gennaio 2021, quando durante una discussione spinse l’allora fidanzata mentre cercava di allontanarsi.

Su questo punto è però necessaria precisione: il magistrato non registrò una condanna e archiviò l’accusa, considerando l’episodio nella fascia più bassa di gravità del reato e non premeditato. Le parole molto dure utilizzate successivamente da Roddick rappresentano quindi il giudizio personale dell’ex tennista e non la formulazione di una sentenza di condanna.

Roddick utilizzava proprio quell’episodio per spiegare la propria posizione: secondo lui, Kyrgios aveva giustamente chiesto che la propria vicenda personale fosse valutata considerando anche il contesto, ma non mostrava la stessa disponibilità quando si trattava di giudicare gli altri.

Da qui l’accusa di ipocrisia.

Quelle dichiarazioni sono tornate prepotentemente d’attualità dopo quanto accaduto nelle ultime settimane.

Kyrgios è stato sospeso in via provvisoria dopo essere risultato positivo alla benzoilecgonina, metabolita della cocaina. Il campione era stato raccolto il 22 giugno durante l’ATP 250 di Maiorca e la presenza della sostanza è stata confermata il 17 luglio da un laboratorio accreditato WADA. La sospensione obbligatoria è in vigore dal 4 agosto e l’australiano, almeno fino all’ultima comunicazione dell’ITIA, non ha presentato ricorso.

Kyrgios non ha cercato di negare quanto accaduto.

“Ho commesso un enorme errore e me ne assumo la piena responsabilità”, ha scritto sui social, chiedendo scusa ai tifosi, alla famiglia, agli sponsor e soprattutto ai ragazzi che lo seguono.

L’australiano ha spiegato che gli ultimi anni segnati dagli infortuni hanno avuto un peso enorme dal punto di vista fisico e personale, aggiungendo però che nulla di tutto questo giustifica ciò che ha fatto.

In attesa della decisione definitiva, Kyrgios non può giocare, allenare o assistere agli eventi organizzati o riconosciuti da World Tennis, ATP, WTA, tornei dello Slam e federazioni nazionali.

È invece impreciso sicuramente sostenere che la durata dell’eventuale squalifica dipenderà semplicemente dalla quantità di cocaina rilevata. La cocaina è classificata dalla WADA come “substance of abuse” e l’entità della sanzione dipenderà dalle circostanze accertate, compreso il momento e il contesto dell’assunzione. Al momento esiste soltanto la sospensione provvisoria e l’ITIA non ha annunciato la sanzione definitiva.

Ed è proprio per questo che le vecchie parole di Roddick stanno facendo nuovamente il giro del mondo.

Nel gennaio 2025 accusava Kyrgios di pretendere comprensione per i propri errori senza concederla agli altri. Oggi, dopo la positività alla cocaina ammessa dallo stesso australiano, quel durissimo “è pura ipocrisia” è inevitabilmente tornato d’attualità.