Il ritiro di Carlos Alcaraz dal Masters 1000 di Cincinnati 2026 solleva molti interrogativi sulle sue reali condizioni di salute. I video degli allenamenti circolati sui social avevano destato ottimismo, ma il nuovo forfait dello spagnolo lascia dei dubbi. Saltare Cincinnati è una scelta solo precauzionale o il polso dà ancora problemi? Probabilmente in pochi si aspettavano di vedere il murciano lontano dal Tour per quattro mesi – 14 aprile l’ultimo match giocato -, ora il grande interrogativo riguarda il suo rientro in campo. Lo US Open è a rischio per Alcaraz?

Lo scenario peggiore

Un eventuale ritiro anche dallo Slam americano (31 agosto – 13 settembre) non è da escludere a prescindere. Se saltasse anche Flushing Meadows, lo spagnolo potrebbe tornare per la Laver Cup (25-27 settembre), dove dovrebbe rappresentare il Team Europe, oppure direttamente nel circuito ATP che da fine settembre si sposta in Estremo Oriente. Il 23 settembre iniziano gli ATP 250 di Chengdu e Hangzhou, seguono gli ATP 500 di Tokyo e Pechino dal 30 settembre, fino all’appuntamento clou del Masters 1000 di Shanghai (7-18 ottobre).

L’assenza dallo US Open sarebbe pesante in ottica classifica ATP: con i 2000 punti di Flushing Meadows rischierebbe seriamente di uscire dalla Top 3. Lo Slam statunitense però non è l’ultima grande scadenza per il murciano che dovrà fronteggiare anche i 500 punti della vittoria all’ATP 500 di Tokyo 2026 e i 1000 punti conquistati a Torino, dove raggiunse l’atto conclusivo delle ATP Finals. Una situazione delicata, ma al tempo stesso da affrontare con estrema cautela per evitare di affrettare i tempi ed incappare in ricadute. L’augurio è di rivedere Alcaraz in campo il più presto possibile, già da New York.