La partita è finita, ma la polemica continua. Il quarto di finale di Pechino tra Novak Djokovic e Alexander Zverev ha lasciato in eredità una discussione sulle interferenze durante gli scambi e sulla possibilità di chiedere una revisione video quando il punto è già terminato. A intervenire è stato Greg Rusedski, che nel suo podcast ha contestato apertamente il criterio applicato durante l’incontro.
Il punto contestato e la protesta di Djokovic
L’episodio risale al secondo game della sfida, con Zverev già avanti di un break. Durante il servizio del tedesco, le luci LED dei pannelli pubblicitari a bordo campo hanno cambiato illuminazione. Il gioco è proseguito: Djokovic ha risposto profondo e Zverev ha sbagliato il colpo successivo, rivolgendosi poi al giudice di sedia per segnalare il disturbo.
È stata soprattutto la tempistica della richiesta a irritare il serbo. Secondo la spiegazione fornita dall’arbitro, la procedura consentiva di chiedere la revisione dell’interferenza anche dopo la conclusione dello scambio. Djokovic ha invece sostenuto che, se il cambiamento delle luci aveva realmente disturbato il suo avversario, Zverev avrebbe dovuto interrompere immediatamente il punto.
«Ha servito. Io ho giocato un colpo e lui ne ha giocato un altro. Va bene così? Se quel cambiamento lo aveva infastidito, avrebbe dovuto fermarsi dopo il servizio e segnalarlo», ha protestato Djokovic.
Poi il giudizio più netto: «Questo deve essere uno dei cambiamenti di regolamento più stupidi che abbia mai sentito in vita mia».
Il serbo avrebbe successivamente rimontato Zverev, imponendosi per 4-6, 6-4, 6-4, prima di completare il torneo con la conquista del titolo.
Rusedski: «Non puoi perdere il punto e poi chiedere di rigiocarlo»
L’ex finalista degli US Open ha ripreso la questione concentrandosi sul principio alla base della decisione: la possibilità di completare uno scambio e soltanto dopo reclamarne la ripetizione.
«Non direi che sia giusto. Non giochi tutto il punto e, quando finisce, dici: “Oh, posso rigiocarlo?”. Dal mio punto di vista, se vuoi che il punto venga ripetuto, devi fermarlo prima che sia terminato. Questa è sempre stata la regola fino a ora», ha osservato Rusedski.
Il britannico ha quindi spiegato perché considera problematica questa possibilità: «Se c’è un’interferenza o è successo qualcosa, devi fermarti immediatamente. Se non lo fai, aspetti che il punto finisca, lo perdi e hai la possibilità di ripeterlo e giocarlo nuovamente… allora penso che la regola sia semplicemente sbagliata».
La sua critica riguarda dunque il meccanismo della revisione: poter conoscere l’esito dello scambio prima di chiedere di annullarlo rischia di creare una situazione controversa per entrambi i giocatori.
Anche Gauff coinvolta in un episodio simile
La discussione si è allargata anche al torneo femminile di Pechino, dove Coco Gauff è stata protagonista di un’altra contestazione legata alle luci dei pannelli durante il match contro Sun Xinran.
Dopo le critiche e gli insulti ricevuti sui social, la statunitense ha spiegato che ai giocatori era stata illustrata la possibilità di chiedere la revisione anche al termine del punto. La sua posizione è stata quella di aver seguito le indicazioni ricevute.
Due episodi che portano al centro del dibattito la stessa domanda: un’interferenza deve essere segnalata immediatamente oppure può essere contestata dopo aver completato lo scambio? Per Rusedski la risposta è chiara: chi vuole chiedere la ripetizione deve fermarsi prima che il punto finisca.
