È partita nel segno dell’Italia e dei grandi nomi la nuova edizione dell’Olbia Challenger 125, il torneo targato MEF Tennis Events in scena sui campi del Tennis Club Terranova. Il pubblico della Cloto Arena ha assistito al debutto vincente di due azzurri, Andrea Guerrieri e dal “padrone di casa” Lorenzo Carboni, in una giornata arricchita dalle pungenti riflessioni di un’icona del tennis mondiale come Victor Hanescu.

Guerrieri fa 50 in stagione, Carboni piega l’ex n. 37 ATP McDonald. Ad aprire il programma del tabellone principale è stato Andrea Guerrieri. Il venticinquenne di Correggio, sesta testa di serie del tabellone, ha confermato lo straordinario stato di forma che lo ha visto conquistare nel 2026 il suo primo titolo Challenger a Roma e superare le qualificazioni allo US Open. Contro l’ostico Abdullah Shelbayh, l’emiliano ha chiuso la pratica in appena 67 minuti con un netto 6-2 6-3, collezionando la sua 50ª vittoria stagionale.

“Non ho avuto molto tempo per preparare l’incontro per via degli impegni con la Serie A, ma mi sono trovato subito a mio agio” – ha spiegato Guerrieri a fine gara -. “Ho giocato molti tornei quest’anno e un po’ di stanchezza comincia a farsi sentire, ma stiamo continuando a spingere per chiudere al meglio prima della preparazione invernale”.

Sull’onda dell’entusiasmo si è espresso anche il ventenne di Alghero Lorenzo Carboni, entrato in tabellone grazie a una wild card. In un match combattuto e durato quasi due ore, Carboni ha avuto la meglio sull’esperto statunitense Mackenzie McDonald (ex numero 37 del mondo). Dopo aver ceduto il primo set al tie-break (6-7) e conquistato con grinta il secondo (6-4), l’azzurro ha beneficiato del ritiro dell’avversario all’inizio della frazione decisiva (1-0 rit.).

“Vincere contro un giocatore come McDonald è un’emozione indescrivibile” – ha commentato Carboni -. “Il pubblico mi ha spinto dall’inizio alla fine, dandomi una grande fiducia sia per questo torneo che per il futuro”. Il monito di Victor Hanescu: “Sinner e Alcaraz? Manca la ferocia di Federer, Nadal e Djokovic”

Oltre alle sfide del campo, a far discutere sono state le parole di Victor Hanescu, ex numero 26 del ranking ATP e oggi allenatore del rumeno Cezar Cretu. Il quarantacinquenne di Bucarest, che in carriera vanta i quarti di finale al Roland Garros 2005 e il titolo all’ATP 250 di Gstaad, si è espresso senza peli sulla lingua sul confronto tra la nuova era del tennis e l’epoca dei “Big Three”.

“La differenza principale tra le due generazioni è la costanza” – ha dichiarato Hanescu -. “Capisco Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, che nonostante la giovane età hanno già conquistato tornei grandiosi, ma non so se abbiano la stessa fame e l’ambizione ossessiva di vincere così tanto come è capitato a Djokovic, Nadal e Federer. Sembrano contenti di stare in campo e giocare bene, e per loro questo sembra sufficiente”.

L’ex tennista rumeno ha ricordato quanto fosse proibitivo farsi strada nei tornei dello Slam durante gli anni 2000: “Ai miei tempi era semplicemente impossibile giocare una semifinale Slam: i posti principali erano sempre ed esclusivamente bloccati da loro tre e da Andy Murray. Avevano una continuità impressionante”.

Riguardo al futuro di Novak Djokovic, Hanescu si è mostrato scettico su nuove vittorie Major, pur lodandone la longevità: “Nole riesce ancora a mantenere un livello altissimo, ma ora come ora penso sia difficile che possa tornare a vincere uno Slam. Si vede però che si diverte ancora a competere”.

PRIMO TURNO MAIN DRAW

Lorenzo Carboni (WC) b. Mackenzie McDonald 6-7(5) 6-4 1-0 rit.

Andrea Guerrieri (6) b. Abdullah Shelbayh 6-2 6-3