Prima della tripletta in Champions League contro l’Inter, Nicolò Tresoldi aveva coltivato un’altra passione sportiva: il tennis. Dagli inizi a quattro anni e mezzo al Circolo Tennis Gubbio fino al Lemon Bowl, il centravanti del Bruges ha trascorso una parte importante della sua infanzia con la racchetta in mano, mettendosi in mostra nei tornei giovanili italiani. Un percorso che lo ha portato fino alla Summer Cup con la Nazionale, condividendo l’esperienza con altri giovani talenti azzurri.
Gli inizi a Gubbio: il pallone ai piedi e la racchetta in mano
La storia di Tresoldi con il tennis comincia a Gubbio, al circolo della città, quando ha appena quattro anni e mezzo. Ad accompagnarlo c’è il padre, ex calciatore e vincitore dell’Europeo Under 21 del 1994, in una Nazionale che annoverava giocatori del calibro di Fabio Cannavaro, Filippo Inzaghi e Christian Vieri. A ricordare i primi passi del piccolo Nicolò è Osman Menichetti, maestro del Circolo Tennis Gubbio. L’immagine che conserva è emblematica: il bambino si trova nei giardini del circolo, con una racchetta in mano e un pallone da calcio tra i piedi. Mentre palleggia con il pallone, utilizza la racchetta per colpire le pigne che cadono dagli alberi. Un episodio che colpisce immediatamente Menichetti, capace di riconoscere in quel bambino una coordinazione motoria fuori dal comune. Due sport, due gesti tecnici differenti e una naturalezza che non passa inosservata.
Il Lemon Bowl, il torneo preferito di Tresoldi
Tra i ricordi più significativi dell’esperienza tennistica di Tresoldi c’è il Lemon Bowl, un appuntamento al quale il giovane Nicolò teneva particolarmente e al quale voleva sempre partecipare. Il torneo si disputa a Roma durante le festività natalizie, tra dicembre e gennaio, accompagnando i giovani tennisti attraverso il periodo che comprende Natale, Capodanno e l’Epifania. Nel corso degli anni ha rappresentato un’importante occasione di confronto per ragazzi provenienti da tutta Italia e dall’estero, accogliendo diverse categorie giovanili, dall’Under 8 all’Under 18. Un palcoscenico che ha visto passare anche giocatori poi affermatisi nel circuito professionistico, come Flavio Cobolli e Matteo Berrettini. Per Tresoldi il Lemon Bowl non era soltanto un torneo, ma un appuntamento da vivere con entusiasmo, in un ambiente aggregante nel quale tanti ragazzi condividevano la stessa passione. Il centravanti del Bruges vi ha partecipato nelle categorie Under 8, Under 10, Under 12 e al primo anno Under 14, ottenendo risultati significativi. Tra questi spiccano due semifinali. La prima arrivò già nell’Under 8, un risultato che racconta la precocità del suo percorso. Nel corso di quell’edizione riuscì anche a sconfiggere Alessandro Cocciaretto, fratello di Elisabetta, tennista italiana affermatasi successivamente nel circuito WTA. Negli anni successivi, il torneo avrebbe continuato a rappresentare un punto di riferimento per tanti giovani giocatori, anche se alcune categorie sono state successivamente eliminate, restringendo la partecipazione alle fasce d’età più piccole.
La Summer Cup con la Nazionale
Il percorso di Tresoldi nel tennis arrivò fino all’esperienza con la Nazionale giovanile, con la partecipazione alla Summer Cup insieme a Bilardo e Gianmarco Gandolfi. Un’altra tappa di un cammino sportivo che lo aveva visto confrontarsi con alcuni dei migliori coetanei italiani, prima che il calcio diventasse la strada principale della sua carriera. Oggi, ripensando a quei primi anni, la racchetta rappresenta un capitolo meno conosciuto della storia di Tresoldi. Un passato fatto di tornei giovanili, trasferte e sfide, che precede le notti europee e le reti con la maglia del Bruges. Fino alla tripletta contro l’Inter, quando il bambino che colpiva le pigne con una racchetta da tennis è diventato protagonista sul palcoscenico della Champions League.
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