Alexander Zverev merita il numero uno del mondo, anche se Sinner e Alcaraz vengono considerati più forti. È la posizione espressa da Patrick Mouratoglou, intervenuto nel dibattito sulla stagione del tedesco e sul peso che gli infortuni dei suoi principali rivali hanno avuto nella corsa alla vetta.
Il francese, attraverso un video pubblicato sul proprio canale YouTube, ha distinto il giudizio sul livello dei giocatori dal valore dei risultati ottenuti nell’arco di un anno. Per Mouratoglou, la capacità di rimanere competitivo e disponibile durante la stagione è parte integrante del rendimento.
«Zverev potrebbe non essere il miglior giocatore, ma è il numero uno del mondo e lo merita completamente», ha affermato il tecnico, parlando del primato che il tedesco è destinato a raggiungere nelle prossime settimane.
«Anche la salute fa parte del rendimento»
Secondo Mouratoglou, valutare la classifica immaginando una stagione senza gli infortuni di Sinner e Alcaraz significa trascurare una componente decisiva dello sport professionistico.
«Il primo modo in cui valuto la situazione è che la classifica determina il tuo valore. Se gli altri si infortunano, è una sfortuna per loro. Credo che il rendimento di un giocatore non riguardi soltanto quello che fa in campo, ma anche la capacità di restare sano e prendersi cura del proprio corpo».
Per spiegare il concetto, l’allenatore ha citato Jack Draper: «È un giocatore incredibile, ma non riesce a mantenere quella posizione in classifica perché è troppo spesso infortunato. Questo fa parte della sua storia, della sua carriera e, in un certo senso, del suo valore. Anche la salute e la condizione fisica influiscono».
È una lettura che attribuisce alla continuità un peso preciso, senza considerare il ranking una semplice fotografia del potenziale tecnico.
Il paragone con Nadal e Djokovic
Mouratoglou ha poi richiamato una discussione ricorrente nella rivalità fra Rafael Nadal e Novak Djokovic: quanti titoli avrebbe potuto conquistare lo spagnolo senza i numerosi stop fisici?
«Si ripetono le stesse discussioni su Nadal: “Se Rafa non si fosse infortunato, avrebbe vinto un certo numero di Slam”. Sì, ma non esiste il “se”. È stato infortunato. Ci sono ragioni per cui si è infortunato e ragioni per cui altri hanno avuto meno problemi, come Novak Djokovic».
Il confronto serve al tecnico per sottolineare che i risultati si costruiscono nelle condizioni reali della competizione. Le assenze possono modificare gli equilibri di un tabellone, ma chi rimane deve comunque vincere le partite.
Due Slam e la pressione da favorito
Il passaggio centrale della difesa di Zverev riguarda proprio i titoli conquistati al Roland Garros e agli US Open. Il tedesco ha trasformato due opportunità importanti nei suoi primi successi del Grande Slam, gestendo una pressione che in passato aveva accompagnato diverse occasioni mancate.
«È importante riconoscergli il merito: quest’anno ha disputato due Slam nei quali era il grande favorito, il Roland Garros dopo l’eliminazione anticipata di Sinner e gli US Open. Tecnicamente c’erano 128 giocatori che potevano vincere e lo ha fatto lui. Due volte».
Mouratoglou insiste anche sulla tenuta mentale: «Non ha giocato bene, ma ha vinto il torneo. E questa è una grande qualità». La capacità di arrivare al titolo anche senza esprimere sempre il proprio miglior tennis rappresenta, nella sua analisi, un merito da riconoscere.
Il confronto con Sinner e Alcaraz resterà uno dei temi del 2027, quando le loro condizioni permetteranno di misurare nuovamente gli equilibri al vertice. Per Mouratoglou, però, quel confronto futuro non riduce il valore di quanto Zverev ha già ottenuto: «Sinner e Alcaraz sono migliori di lui, ma non sono il numero uno. Lui lo è perché se lo merita».
