L’americano è uscito con le ossa rotte dal derby di quarti di finale: ha servito per il match, è stato 3-0 nel quinto, ma non è riuscito a chiudere
Una sconfitta difficilissima da accettare sotto tutti i punti di vista per Alex Michelsen. Il classe 2004 americano è andato a un passo dalla semifinale degli US Open: era avanti due set e break contro Tiafoe, ha servito per il match, è andato avanti 3-0 nel quinto, ma non è riuscito a sfruttare tutte queste chance. Ha fatto il giro del mondo il suo pianto liberatorio tra emozioni, dolore e amarezza a fine partita. In conferenza stampa ha raccontato quello che è stato il match e il post: “È una delle più grandi delusioni della mia carriera, ha detto in conferenza stampa, ma sono molto felice di aver dimostrato a me stesso di poter arrivare ai quarti di finale di uno Slam. Ho solo 22 anni e ho molto tempo per crescere fisicamente e mentalmente. Tornerò qui, lo so. Sei a quattro punti dalle semifinali degli US Open ed è un modo tremendo di vivere la situazione, perché puoi giocare solo un punto alla volta. Ho sbagliato un paio di servizi e, dopo aver commesso due doppi falli, ho pensato: ‘Ecco, non sta andando bene’. Sento di avergliela regalata. Poi ha iniziato a giocare davvero bene“.
Sull’abbraccio finale: “Non credo che qualcun altro sarebbe riuscito a farmi piangere in quel momento. Frances è un grande ragazzo e mi ha detto molte cose personali che mi hanno toccato. Mi ci sono voluti alcuni minuti per riprendermi, ma è normale dopo una partita del genere. Probabilmente mi prenderò qualche giorno libero. Sono un competitivo e tra due giorni probabilmente avrò già voglia di fare qualcosa“.
