Daniil Medvedev tenta l’ennesima svolta per rilanciare una stagione fin qui altalenante. Il tennista russo si presenta al Masters 1000 di Cincinnati reduce da un periodo complicato, culminato con la cocente eliminazione all’esordio a Montreal per mano di Botic van de Zandschulp (6-3 7-6).

Per ritrovare la rotta, l’ex numero uno al mondo ha deciso di rimodellare ancora una volta il proprio staff. A luglio si è infatti chiusa la parentesi con Thomas Johansson, tecnico svedese arrivato nel settembre 2025 al fianco di Rohan Goetzke. Una partnership durata poco meno di un anno ma condita da successi importanti: i titoli di Almaty, Brisbane e Dubai, la finale a Indian Wells e la semifinale agli Internazionali d’Italia. Il congedo tra i due è stato asciutto ma cordiale: “È stato un piacere lavorare con te, apprezzo tutto ciò che hai fatto”.

A Cincinnati si apre dunque un nuovo capitolo. Nel box di Medvedev fa il suo esordio Andrey Golubev, ex tennista kazako ben noto nel circuito, alla sua prima vera esperienza da allenatore a questi livelli. Nonostante l’inedito assetto, le prime impressioni del russo sono incoraggianti: “Ci proveremo, è a tutti gli effetti un nuovo allenatore e per me rappresenta un’avventura inedita. Finora mi trovo molto bene: è una persona eccezionale, aspetto per me fondamentale. Impareremo a conoscerci meglio lavorando sul campo“.

La scelta di affidarsi a un tecnico esordiente risponde alla precisa esigenza di Medvedev di circondarsi di una figura empatica in un momento di transizione delicato: “Per lui è la prima volta in questo ruolo, ma cercavo qualcuno di comprensivo, capace di darmi una mano in questa situazione”.