Il tennista russo è ancora in corsa ad Almaty, e in conferenza stampa ha parlato di come approccia le nuove generazioni presenti nel tour
Daniil Medvedev continua la sua campagna nell’ATP 250 di Almaty, importante per provare ad aggiungere un titolo in bacheca e congelare la qualificazione per le ATP Finals. Nella giornata di ieri il tennista russo ha avuto la meglio sul giapponese Shimabukuro, e nella conferenza stampa che ha seguito l’incontro è stato chiamato a esprimersi sulla nuova generazione di tennisti, che animano nel tour e promettono di dominare in lungo e largo. “A volte provo ad aiutare i giocatori più giovani, anche se non credo di essere quel tipo di persona per tutti. Se un giovane tennista mi piace come persona, potrei offrirmi di dargli una mano”. Dall’alto dei suoi 30 anni, il russo è ormai un veterano del circuito ATP, e in alcuni casi – quando non eccede nei comportamenti – può essere anche fonte d’ispirazione.
Medvedev è poi entrato più in profondità nel tema, spiegando il tipo di persona che preferirebbe evitare. “Alcuni mettono a segno un colpo vincente e reagiscono in maniera esagerata. Io penso ‘Ma chi ti credi di essere'”. Ma se il russo si trova a suo agio nelle vesti del consigliere, ha più difficoltà ad accettare i consigli degli altri. “Non sopporto chi mi dà consigli senza che io li abbia chiesti. C’è gente fatta così, e io non voglio essere quel genere di persona”. Infine Medvedev non manca di sottolineare come Novak Djokovic sia senza dubbio uno dei giocatori più altruisti, raccontando un aneddoto del passato. “Una volta Novak mi ha dato una mano in occasione della Coppa Davis, mettendomi a disposizione il suo jet privato. Lui è una persona a cui piace davvero aiutare i giovani tennisti; d’altronde, stiamo parlando di chi ha vinto 24 titoli del Grande Slam“.
