Daniil Medvedev è disposto a condividere la propria esperienza con i più giovani, ma l’atteggiamento di chi ha davanti può fare la differenza. Il russo ne ha parlato ad Almaty, spiegando con la consueta schiettezza come vive il rapporto tra generazioni nel circuito ATP.
A trent’anni, l’ex numero uno del mondo ha accumulato abbastanza esperienza da poter offrire indicazioni preziose a chi sta iniziando. Questo, però, non significa che senta il desiderio di proporsi come punto di riferimento per tutti.
I vincenti, le risate e una reazione poco gradita
Medvedev ha raccontato che a volte prova ad aiutare i giocatori più giovani, soprattutto quando ne apprezza la personalità. Alcuni comportamenti in campo, invece, gli fanno passare la voglia.
L’esempio scelto riguarda chi accompagna un colpo vincente con risate o reazioni che il russo percepisce come eccessive. In quei momenti, ha spiegato, il suo pensiero diventa: “Chi ti credi di essere?”.
Medvedev non ha indicato nomi. Ha piuttosto descritto la differenza tra i colleghi ai quali offrirebbe volentieri una mano e quelli verso cui non sente lo stesso impulso.
Aiutare senza imporre i propri consigli
C’è poi un altro aspetto che considera importante: lasciare all’interlocutore la libertà di chiedere.
Medvedev non ama ricevere suggerimenti non richiesti e cerca quindi di evitare di comportarsi allo stesso modo con gli altri. Preferisce manifestare la propria disponibilità, senza trasformarla in un intervento continuo sul lavoro altrui.
Un approccio che permette ai più giovani di rivolgersi a lui quando ne sentono il bisogno, mantenendo il controllo sulle proprie scelte.
Il ricordo di Djokovic e del jet privato
Quando il discorso si è spostato su chi lo avesse aiutato agli inizi, Medvedev ha ricordato Novak Djokovic e un episodio legato alla Coppa Davis: il viaggio sul jet privato del serbo prima della sfida tra Serbia e Russia del 2017.
Il russo ha sottolineato quanto Djokovic apprezzi la possibilità di aiutare i colleghi più giovani. Ricevere indicazioni da un campione capace di conquistare 24 titoli del Grande Slam, ha osservato, è qualcosa a cui è naturale attribuire valore.
Anche Medvedev lascia dunque aperta la porta a chi cerca un confronto. Con una condizione che emerge chiaramente dalle sue parole: il rapporto personale conta quanto l’esperienza da trasmettere.
