A 23 anni dall’ultima vittoria di un tennista statunitense in uno Slam, firmata da Andy Roddick allo US Open 2003, John McEnroe vede la possibilità di interrompere il lungo digiuno proprio a New York. L’ex numero uno del mondo guarda con fiducia alla nuova generazione del tennis a stelle e strisce, che può contare su diversi giocatori in grado di competere ai massimi livelli.
“Sarebbe bello che uno statunitense vincesse proprio allo US Open, interrompendo questo lungo digiuno di 23 anni. Ci sono diversi tennisti americani, come Frances Tiafoe, Ben Shelton e un altro paio di giocatori, che potrebbero riuscirci. Quest’anno il tabellone sembra essere più aperto per tutti”, ha dichiarato McEnroe.
Un’analisi che trova ulteriore forza nelle assenze e nelle incognite che caratterizzano il torneo. Jannik Sinner non sarà al via a causa del problema al ginocchio, mentre Carlos Alcaraz torna in campo dopo una lunga pausa dovuta all’infortunio al polso che lo ha fermato ad aprile. Il murciano, campione in carica, non disputa un match di singolare da allora e rappresenta quindi una delle principali incognite del torneo. McEnroe ha poi aggiunto: “Ci sono tante assenze e Alcaraz rimane un’incognita”.
Parole che fotografano un quadro particolarmente favorevole per il tennis statunitense. Ben Shelton, Frances Tiafoe e gli altri protagonisti della nuova generazione americana arrivano infatti a New York con l’ambizione di sfruttare un tabellone che, almeno sulla carta, appare più aperto rispetto alle ultime edizioni. Shelton, reduce dalla vittoria al Masters 1000 canadese, è già stato semifinalista allo US Open e viene indicato tra i principali candidati americani per un possibile grande risultato.
