Una delle qualità dei grandi giocatori è quella di reagire ai momenti di difficoltà, ritrovando quella energia, focus e aggressività necessarie a girare una partita che pareva “in controllo” ma che improvvisamente si è complicata, soprattutto affidandosi al pezzo forte del proprio repertorio, che per Matteo Berrettini è il servizio. Il romano rimonta un set ceduto malamente al tiebreak ad Alexander Kovacevic e vince per 6-7(3) 6-1 6-4 in due ore e quindici minuti all’esordio nel Masters 1000 di Shanghai, centrando un secondo turno dove lo attende una sfida non comoda contro Brandon Nakashima, statunitense in grande ascesa dalla scorsa estate. Berrettini ha iniziato l’incontro subito in grande ritmo con il servizio, ma commettendo qualche errore di troppo da fondo campo e senza riuscire a trovare stabilità in risposta. Con il back di rovescio ha messo in crisi il diritto di Kovacevic, ma non è riuscito a sfruttare quattro palle break complessive, e incredibilmente al tiebreak ha sofferto un passaggio a vuoto totale, mentre l’americano ha tirato due perle assolute col rovescio, dominando così il “decider”. Non tirava affatto buona aria dalle parti Matteo visto un crollo così repentino dopo un set tutto sommato giocato meglio rispetto al rivale, ma invece è stato bravissimo a trovare una reazione leonina, veemente, con un break strappato immediatamente al rivale e quindi diventando imprendibile nei suoi game, forte di un servizio devastante (saranno 23 gli Ace alla fine, oltre a vari servizio vincenti). Berrettini si è preso subito un break di vantaggio all’avvio del terzo set, sullo slancio del momento positivo, per l’allungo che ha deciso la partita.

Berrettini chiude l’incontro con 41 vincenti e 31 errori, mentre l’americano ha un saldo assai negativo (20-44), grazie ad una buona pressione imposta dall’azzurro e anche una certa difficoltà nel gestire i cambi di ritmo, i tanti back di rovescio e gli attacchi di Matteo dopo un primo colpo più lento o carico di spin. È piaciuta la reazione e l’energia di Berrettini, la sua voglia di entrare nel campo e comandare, ma senza esagerare, aspettando il varo giusto dopo una costruzione. Molti comunque i suoi errori, spesso per leggero difetto di timing nell’arrivare sulla palla o grazie ai buoni angoli (e contro piede) imposti dallo statunitense. Il colpo migliore è stata la battuta: Kovacevic non è mai arrivato a palla break e nei turni dell’italiano quasi mai è stato davvero pericoloso. Una buona vittoria per l’azzurro in un torneo nel quale ha raggiunto la semifinale nel 2019. Adesso servirà una prestazione altrettanto di qualità col servizio per tenere a bada la aggressività di Nakashima in risposta, e soprattutto il rovescio d’incontro assai temibile dell’americano.

Berrettini inizia il match a spron battuto col servizio: nei suoi game praticamente non si gioca (saranno 10 gli Ace a fine parziale, oltre a molti servizi vincenti) mentre Kovacevic dopo un paio di turni discreti inizia a zoppicare, tra qualche errore di troppo e una pressione notevole imposta da un Matteo piuttosto aggressivo. L’incontro si anima sul 3 pari. L’americano smarrisce la prima di servizio e commette anche due doppi falli, così che l’italiano ha la prima chance di break, ma non riesce a sfruttarle tra un po’ di fretta e la tenuta di Kovacevic. Il film si ripete anche sul 4 pari, e stavolta Matteo non riesce a trasformare ben 3 palle break (da 15-40). La sensazione dal campo è netta, con l’azzurro superiore in quasi ogni settore di gioco, esclusa la risposta dove non sempre trova qualità. Scontato l’approdo al tiebreak e qua, incredibilmente, si spegne la luce nel tennis di Berrettini. Kovacevic inizia con un gran rovescio lungo linea vincente (suo miglior colpo del set), e Berrettini si irrigidisce, commettendo un doppio fallo e poi un terribile errore del col diritto, perdendo del tutto il timing sulla palla, quasi cadendo indietro. 3-0 per lo statunitense, che diventa quindi 5-1 con un secondo doppio fallo di un Berrettini del tutto bloccato. Kovacevic si prende il tiebreak per 7 punti a 3 con un bellissimo rovescio stretto vincente sul primo set point. Incredibile come un parziale quasi dominato dall’italiano sia stato vinto dall’americano, per un vero e proprio black out di Berrettini al momento clou.

All’inizio del secondo set arriva una reazione veemente di Berrettini, rabbiosa ma anche assai consistente sul piano tecnico e agonistico. Carico di fiele per il tiebreak così mal giocato, Matteo mette tutta la sua potenza nel primo turno di servizio, vinto senza problemi e con 2 Ace, quindi aziona il “braccione” in risposta, con due diritti uno più pesante e aggressivo dell’altro. Di forza, e senza lasciare scampo all’americano, Berrettini ottiene il primo break dell’incontro sul 15-40 (grand diritto inside out vincente) e vola sul 3-0 con un altro turno di battuta impeccabile. L’inerzia del match è tutta dalla parte del romano, con lo statunitense incapace di arginare la spinta poderosa e anche la buona velocità nel prendersi gli spazi sul campo dell’italiano. Il set scorre via velocissimo, con Berrettini bravo a strappare un secondo break sul 4-1 con un paio di risposte profonde ben capitalizzate con la spinta in avanzamento. Kovacevic cede di schianto, 6-1 Berrettini, si va al terzo. Il conto degli Ace arriva a 17, ma tutto il gioco dell’italiano brilla, con energia e aggressività.

Il terzo set inizia con un turno di battuta di Kovacevic ancora in sofferenza sulla spinta di Berrettini. L’azzurro infatti apre il game con un bel diritto vincente mentre Alexander sbaglia sul cambio di ritmo dell’azzurro, il “solito” back che toglie peso alla palla e lo manda fuori ritmo. 0-30 e quindi 30-40 con un attacco deciso e volée bassa splendida, vale una palla break per scappare subito al comando. Un lungo scambio, alla fine è un rovescio slice di Berrettini a terminare lungo. L’azzurro continua a pressare, è in un ottimo momento di fiducia, non sfrutta una seconda palla break (errore col diritto in corridoio) ma riesce a prendersi il break alla terza chance, grazie ad un diritto di Kovacevic che sbatte sul nastro e finisce in corridoio. 1-0 e poi 2-0 Berrettini con un solido turno di servizio con altri due Ace. Kovacevic riesce ad interrompere la serie di cinque game di fila persi ritrovando più qualità con il servizio e aprendo l’angolo col suo rovescio ad una mano (2-1) e il set avanza sui turni di servizio, senza sussulti fino al 3-2, quando Berrettini perde un po’ di ritmo alla battuta e commette ben due doppi falli, ma tira un bel diritto vincente e sul 40-30 torna l’Ace a sostenerlo, per il 4-2. Kovacevic regge nei suoi game, ma non trova varchi in risposta per riaprire il parziale. Berrettini serve per il match sul 5-4. Inizia con l’Ace n.22 del match, poi stecca un diritto su di un attacco non così eccelso dell’americano. Per non farsi attaccare, ora è Matteo ad attaccare per primo, una buona volée e quindi un altro diritto vincente nell’angolo da sinistra. 40-15, due Match Point. Finisce con l’Ace n.23, a chiudere una prestazione maiuscola con la battuta e molto aggressiva. Soprattutto una bellissima reazione, davvero feroce, dopo un tiebreak pessimo.

Marco Mazzoni

Aleksandar Kovacevic vs Matteo Berrettini