Esordio vincente per Lorenzo Musetti al Masters 1000 di Montreal. L’azzurro, testa di serie numero 11, ha superato il colombiano Nicolas Mejia con il punteggio di 7-6(8) 6-2, conquistando l’accesso al terzo turno. Musetti, beneficiario di un bye all’esordio, ha dovuto faticare soprattutto nel primo set, prima di prendere progressivamente il controllo dell’incontro. “Sicuramente la partita è andata in crescendo – ha spiegato Musetti in esclusiva a Ubitennis dopo il match -. La cosa di cui sono più contento è il servizio: ho servito con una buona percentuale e, quando ne avevo bisogno, mi ha tirato fuori anche dallo scambio”.
Lavorare sull’incisività
Il carrarino ha però individuato un aspetto sul quale dovrà lavorare: “Quello su cui devo migliorare, e che mi è mancato anche un po’ a Washington, è la convinzione sulle palle break: tendo a essere un po’ troppo remissivo, invece devo essere più propositivo. Mi costruisco tante palle break e, anche con Vukic, con Korda e con altri, ho avuto tante occasioni per breccare una seconda volta, cosa che consolida un po’ il set, soprattutto su questa superficie”.
“Quando hai un break di vantaggio, sì, hai il game di servizio, però è sempre un vantaggio minimo che potrebbe essere reso più grande. Devo lavorare soprattutto su questo”, ha aggiunto Musetti.
Mejia sorpresa ma non troppo
L’azzurro conosceva già Mejia dai tempi delle competizioni giovanili. “In realtà Mejia ha due anni in più di me. Abbiamo giocato qualche volta da juniores, l’ho conosciuto lì, anzi eravamo anche buoni amici. Abbiamo giocato insieme il master di fine anno a Chengdu, quello dei primi otto, quindi era un giocatore di cui conoscevo un po’ le caratteristiche”.
Fondamentale anche il lavoro di preparazione svolto dal suo staff: “Oggi ci sono talmente tante possibilità di studiare l’avversario che il mio team, in questo caso Simone, analizza un po’ il giocatore, come sarà anche per la prossima partita con il vincente tra Jodar e Moutet. Con Jodar ho giocato la settimana scorsa e con Moutet tante volte, anche quest’anno”.
Condizioni difficili
Musetti si è soffermato infine sulle condizioni di gioco e sulle palline utilizzate a Montreal. “Paradossalmente si gioca meglio quando la palla è nuova, perché prende più spin ed è più gestibile. Negli anni precedenti ho sempre fatto molta fatica con questa palla, onestamente: non erano condizioni che mi piacevano”.
“Non posso dire che, se dovessi scegliere, opterei per questa palla o per queste condizioni. Però, come in tutte le cose, a Washington il mio livello era cresciuto molto durante il torneo e sono convinto di poter giocare bene anche in queste condizioni”, ha concluso Musetti.
