Così si gioca in paradiso, ideale radioso come uno di quei dipinti rinascimentali che rendono i nostri musei i più belli del mondo e dove i colpi di Lorenzo Musetti potrebbero tranquillamente stare. Il tennis del toscano nella finale dell’ATP 250 di Lione è il sole che mancava in questa bigia domenica d’ottobre, ma che diventa scintillante grazie ai colpi, classe, manualità, schemi e talento di Musetti, bravissimo nel giocare un match tatticamente impeccabile ed eseguito alla perfezione, tanto da schiantare Taylor Fritz per 6-3 6-4 e regalarsi finalmente un titolo ATP che mancava da 4 anni (Napoli 2022). Una finale da incorniciare, giocata con gamba da Speedy Gonzalez ma soprattutto una determinazione, chiarezza negli schemi e lucidità nella selezione dei colpi che ha mandato “nei matti” Fritz, irretito, nervoso, incapace di trovare una via uscita alla trappola mortale imbastita dall’azzurro.

“Muso” è da sempre un incubo per Fritz e lo è stato anche oggi (quinta vittoria su otto scontri): forte di un servizio in ritmo e una risposta impattata con buon controllo, il toscano ha condotto la partita imponendo la sua qualità tecnica superiore, perfetto nel menare le danze dal centro del campo non dando mai una palla uguale all’altra, una traiettoria rapida e diretta che l’altro potesse impattare secca, rapida, tanto che Fritz è stato costretto a correre tantissimo e rimettere traiettorie lente, alte, “storte” dove c’è da lavorare di mano e piedi, dovendosi piegare troppo sulle ginocchia, esattamente quello che il californiano detesta. Fritz non ha servito come nelle giornate migliori ma tutto è partito dalla testa e della partenza fulminea di Musetti. Chi temeva che Lorenzo potesse “sentire” il momento, il peso di un titolo che mancava da quattro anni con diversi finale perse (alcune anche da favorito), si è rasserenato dopo pochi colpi.

Il nostro ex top 5 è entrato nel match come un fulmine, forte di una condizione atletica straripante nonostante le fatiche di una settimana tutt’altro che comoda, colpendo benissimo la palla e mettendo subito sotto scacco l’americano, tanto da prendersi un break immediato che gli ha dato un vantaggio mentale clamoroso. Infatti oltre al gioco fastidiosissimo per i canoni del rivale, Musetti è entrato nella testa del rivale, mandandolo sportivamente su tutte le furie perché l’ha fatto sentire del tutto disarmato, e questo ha dato un contributo fondamentale alla vittoria. Taylor è un grande agonista, lo dimostrano le tantissime maratone anche su 5 set disputate e nelle quali non si tira mai indietro; ma ha un difetto enorme: non accetta molto volentieri di esser privato della sua potenza e capacità di spaccare la palla. E questo è quello che esattamente ha fatto l’italiano, neutralizzando le armi tecniche principali dell’americano e forzandolo a giocare su territori e ritmi che detesta. Lorenzo è stato perfetto nel non calare mai, regalando pochissimo e servendo così bene da non consentire quasi mai alla risposta di Taylor di diventare insidiosa, rimontando più volte da 0-30 e vincendo la partita senza concedere una palla break negli 81 minuti di gioco. Uno scenario anche troppo roseo da immaginare ma che Musetti ha trasformato in realtà con forza nella gambe, durezza mentale e tonnellate di qualità tecnica, una mano sopraffina e non una esitazione.

Per “n” volte abbiamo criticato Lorenzo per come cadesse all’indietro, temporeggiasse negli scambi, con quella fase di attesa perdente e quindi un nervosismo imperante. Niente di tutto questo nella finale di Lione e possiamo dire in tutta la settimana, davvero da incorniciare per tennis e anche attitudine. Moltissime sono state le chiavi tecnico-tattiche che hanno portato alla sua meritata vittoria: oltre a quelle già analizzate, di sicuro il gioco di Musetti è stato sostenuto da una efficacia spettacolare del rovescio, con una continua alternanza – sempre sapientemente orchestrata – di palle cariche di spin e abbastanza profonde, quindi tagli lentissimi e profondi insieme ad altri volutamente più corti, e quindi nello spazio aperto via con la sua bordata lungo linea che gli ha fruttato vincente meravigliosi e importantissimi. E anche sul lato del diritto, il passaggio da un drive carico e angolato ad un centrale e velocissimo è stato impattante sulle sicurezze e scambi del rivale. Decisivo è stato il sapiente mix di tutte queste qualità, il suo campionario esaustivo di potenziale che diventa realtà. Fritz è stato irretito perché non ha mai potuto comandare, sempre perso nel cercare di capire che razza di palla gli stava proponendo il nostro talento, perso a rincorrere, mai in grado di poter scatenare la sua potenza di colpitore perché sul lento, alto, lentissimo e poi veloce di ritmo non ne ha avuto nemmeno un po’. Fritz è un tennista forte, poderoso, quando serve a mille all’ora è difficilissimo da battere, ma per rendere così al servizio deve essere centrato e sereno. La serenità gliel’ha rubata Musetti con la sua magia e varietà; e nemmeno è riuscito a centrare il “cannone” l’americano perché non ha mai affrontato due palle uguali una dopo l’altra. Musetti ha dominato, ha giocato benissimo. Ha meritato un successo limpido, ottenuto giocato un tennis strepitoso. E non si dice che Taylor è stato sotto tono; Taylor è stato sotto scacco, e non è riuscito a reagire perché Lorenzo non gli ha mai proposto un varco, una debolezza, un momento di vuoto. Quanto gioca bene Musetti, quanto è bello poter raccontare una finale vinta così, con un tennis meraviglioso.

Marco Mazzoni

La cronaca

Musetti alza la prima palla del match. Due errori, tra un drive fuori e poi una smorzata non ben toccata, poi si affida allo scambio a media velocità, cambiando continuamente traiettorie e ritmo. Poche prime di servizio in gioco, il game va ai vantaggi e Lorenzo lo vince con una smorzata non riuscita dell’americano. Inizio non velocissimo, si studiano, ma è chiaro che non è nell’interesse dell’italiano aumentare troppo i ritmi. Fantastico il rovescio di Musetti, ha brillato per tutta la settimana a Lione e in risposta disegna il campo, con un’accelerazione lungo linea splendida. Vale lo 0-30. Un altro! Bellissimo dopo uno scambio lungo, rovescio micidiale e 0-40, tre palle break per “Muso”. Poche prime anche per l’americano, e lo paga con un altro scambio bellissimo, con Lorenzo a rallentare, palle basse e senza peso, e via con un vincente lungo linea di diritto che fulmina Fritz, cambio di ritmo Maestoso e vincente, per il BREAK a zero. 2-0 Musetti. Non aveva ancora ceduto un game di battuta in tutto il torneo Taylor. Serve bene l’azzurro, vola 3-0 con un parziale di 10 punti 0. Domina il campo, Fritz sembra capirci poco e niente, soffre di brutto il gioco vario e senza ritmo dell’italiano e il doversi piegare continuamente per spingere, cosa che odia. Davvero in ottima forma il tennis del toscano: fluido, preciso, anche intenso ma soprattutto vario. Mai una palla simile alla precedente così che l’americano non trova riferimenti. Inoltre in quest’avvio nemmeno la battuta di Taylor è devastante e così Lorenzo dalla risposta avanza, imbastisce e crea. Il californiano muove lo score (3-1) ma non riesce ad incidere in risposta, con il carrarino che si porta sul 4-1 agilmente, vincendo un importantissimo 7 su 9 sulle seconde di battuta, dato importantissimo. Benissimo Musetti anche nel settimo game: Ace, rovescio carico e difficilissimo da gestire per l’avversario, che poi si fa prendere dalla frenesia e sparacchia malamente in risposta. Con un altra apertura di campo molto stretta e cross lento nell’angolo sguarnito, “Muso” vola 5-2 con un altro turno a zero, in totale controllo. Fritz migliora il rendimento al servizio, 5-3, ora Musetti serve per il set. L’americano inizia con un errore gravissimo nel primo punto, dalla risposta prende il controllo ma spara in rete uno smash elementare, pessima posizione coi piedi. Buon per “Lori” che tira una seconda palla molto precisa al T, sorprende il rivale. 30-0. Segue un servizio vincente, e Tre Set Point.

Fritz riparte al servizio nel secondo set, ma continua ad avere seria difficoltà nell’imporre la sua maggior potenza perché la difesa di Musetti – in condizioni fisiche eccellenti – è in grande spolvero. Purtroppo sul 30 pari un rovescio stretto in avanzamento di Lorenzo esce di un niente, sarebbe stata palla break… e invece Taylor si prende il game (1-0). Nel secondo game Musetti si ritrova sotto 0-30, tra un ottimo attacco di Fritz e un rovescio che gli esce di pochissimo. Si affida a servizio e poi diritto strettissimo inside out, di grande precisione, e poi una smorzata ottima con successivo passante stretto col calibro. Mano sopraffina. Con una difesa estrema, rimettendo di tutto e di più, Lorenzo provoca l’errore con lo smash dell’avversario (lento nel tornare indietro), 4 punti e 1 pari, rimonta fondamentale. Musetti è da tutte le parti… DA TUTTE LE PARTI! Clamorosa la copertura del campo, come risale da dietro, avanza e si prende il punto rimettendo palle sempre lente, basse, insidiose. 15-30 e quindi 15-40 con un passante strettissimo ma la volée di Taylor era impossibile, mal giocata da tutti i punti di vista. Due palle break per Lorenzo. La prima Fritz la cancella con un diritto in contro piede perfetto, 30-40; Da sinistra si scambia, Lorenzo alza la parabola ma sbaglia per primo col diritto, qua si poteva fare meglio, primo vero errore in tutto l’incontro. C’è un’altra chance, vola lungo il rovescio di Fritz, giocato a campo aperto ma troppo rigido e scarso di controllo. OUT! È malamente fuori un diritto lungo linea di Fritz, con fretta nel tirare nello spazio aperto, ma ancora le gambe sono di pietra e il braccio non compensa. L’errore n.17 di Taylor costa il BREK, 2-1 Musetti, può fare corsa di testa. “Muso” è un incubo per Fritz: l’ennesimo esempio è il primo scambio del quarto game, con il nostro a menare condurre e dominare gli spazi sul campo, non dando mai una palla da impattare veloce e pulita, tanto che l’altro è sott’acqua a rincorre e lavorare su traiettorie lente, alte, dove c’è mettere energia negli spostamenti e piegamenti. Il quarto game va ai vantaggi, con l’americano più aggressivo, ma spacca una racchetta dopo un rovescio che non passa la rete sulla parità, la sua frustrazione è a livello di guardia e non riesce per ora ad incanalare quella energia in modo positivo. C’è qualche risposta in più dell’americano e infatti nel game si lotta, come mai nel match finora nei turni di Lorenzo. Arriva una ottima prima palla al centro da destra che col rovescio non riesce a domare, quindi un diritto al volo non così ben giocato dall’azzurro ma sufficiente. 3-1, game fondamentale perché qualche segnale di reazione è arrivato. A spegnarlo ci pensa Musetti con uno schema magnifico: rovescio lento cross e poi via col rovescio a tutta in lungo linea. Taylor sbaglia ancora lo smash, è almeno il terzo del match, 15-30, impietrito il suo angolo. Rimonta l’americano, 3-2. Nel sesto game Musetti scivola di nuovo sotto 0-30, con l’americano che si mette a correre e remare al massimo della propria capacità difensiva e atletica, e non sbaglia. Si affida alla prima palla l’azzurro, privilegiando sempre la precisione alla potenza, tutto nell’ottica di non dare mai punch all’avversario. 4 punti diretti col servizio, Urla Musetti, che grinta e freddezza! 70% di prime in campo, 4-2. Mancano due passi… lunghi e difficili. Ora il servizio di Fritz è più pungente (4-3), ma anche quello di Musetti continua a performare, alternando slice esterni alla ricerca del centro da destra che tanto ha messo in difficoltà l’americano. E Taylor ha anche fretta, non vuole entrare in scambio e sbaglia troppo col diritto cercando l’assalto (18 i gratuiti per lui finora, solo 8 per l’italiano). Musetti serve per il match sul 5-4. Inizia bene l’americano con una risposta aggressiva, poi sale in cattedra Lorenzo, costruendo bene e venendo a prendersi il punto. 30-15. Con un bel diritto cross ecco l’Urlo, e 40- 15 DUE MATCH POINT!!! Cerca l’Ace al T, non va; si scambia, al centro… È largo un diritto di Fritz, VINCE MUSETTI!!!! Crolla a terra, piange. Che vittoria!!!

Lorenzo Musetti vs Taylor Fritz (Non prima 14:30)