C’è grande curiosità nell’ambiente per vedere l’impatto di Ivan Ljubicic sul tennis di Felix Auger-Aliassime. Il classe 2000 canadese dopo un periodo piuttosto lungo nel quale stentava ad imporsi (ricordiamo la sequela di finali ATP perse prima del sospirato titolo vinto a Rotterdam nel 2022) venendo da altissime aspettative da giovanissima promessa con tanti record di precocità battuti, si è attestato ad alto livello come conferma la sua posizione nel ranking, piuttosto saldo in top 10, ma continua a mancare qualcosa tanto che l’acuto assoluto – Slam e Masters 1000 – ancora manca. Felix infatti ha alzato nove trofei, ma massimo di categoria 500, e nei Major vanta “solo” due semifinali a US Open, con i quarti raggiunti negli altri tre. Un tennis piuttosto consistente, molto fisico, ma manca il guizzo vincente, quella qualità e determinazione necessarie a portarlo ancor più su e vincere contro i migliori nei massimi appuntamenti. Lo dimostrano alcune cocenti sconfitte di Felix, arrivate giocando alla pari contro forti avversari ma incapace di andare a prendersi i punti decisivi dopo una lunga battaglia (per non andare molto lontano, vedi i quarti di finale a Wimbledon 2026, battuto da Djokovic al super-tiebreak del quinto set, e ce ne sono altre assai simili).
Per questo la mano di Ljubicic, oggettivamente uno dei personaggi migliori in assoluto nel tennis di oggi per competenza e lucidità di analisi, potrebbe rappresentare una opportunità unica per il canadese. Servirà ovviamente del tempo, la bacchetta magica non ce l’ha nemmeno il “croato d’Italia”, cresciuto alle Pleiadi di Moncalieri e poi guidato per anni da Riccardo Piatti. Ricordando quanto bene Ivan fece con Federer, aiutando il campione svizzero già assai maturo a migliorare in modo esponenziale il rovescio e l’attitudine con quel colpo, potrebbero esserci le premesse per ottimi risultati.
Ljubicic ne ha parlato brevemente ai microfoni di Sky Sport da Shanghai, dove sta seguendo Auger-Aliassime. In brevi dichiarazioni ha parlato di come è nata la collaborazione con Felix, e quindi ha espresso un parere anche sull’infortunio di Jannik Sinner.
“Felix mi ha contattato durante l’estate e poi abbiamo continuato a parlare, visto che la mia situazione con la federazione francese è cambiata” racconta Ljubo. “Ho avuto anche altre proposte però ho dovuto calcolare bene e capire con chi voglio lavorare, con chi voglio passare tante settimane nell’anno sul circuito, perché non è solo una questione di vincere i titoli, ma soprattutto lavorare con un giocatore che persi di poter migliorare, che senti di poter aiutare. Poi vediamo come andrà”.
“È un ragazzo che conosco molto bene, è venuto anche a Dubai all’epoca ad allenarsi con Roger, conosco bene anche la sua famiglia. L’idea di passare del tempo con lui mi è piaciuta. Vedo che è un giocatore ancora in fase di crescita, può migliorare ancora, quindi è un progetto molto interessante che mi intriga”.
Così il croato descrive Auger-Aliassime: “È uno molto gentile, pensieroso, attento ai dettagli. Forse anche un po’ troppo, quindi dovrò cercare di rilassarlo un po’ e semplificare le cose, però è un ragazzo d’oro. Ogni minuto passato insieme capisco sempre di più che ho fatto una scelta giusta, e non vedo l’ora di festeggiare con lui e speriamo anche nei grandi titoli”.
Questo invece il pensiero di Ljubicic sul tema più caldo per gli appassionati italiani, l’infortunio di Jannik Sinner, fermo per tutto il resto del 2026. “L’infortunio è sempre una cosa difficile fa gestire” afferma il croato. “soprattutto se è un infortunio lungo. Credo che nel caso di Jannik è diventato un infortunio lungo che non doveva esserlo all’inizio, quindi la gestione del tempo morto forse era più facile rispetto a quando già sia che comunque starai fuori sei mesi. Mi auguro, spero, che lui la stia vivendo al meglio”.
Ljubicic ricorda la seconda parte del 2016, quando allenava Federer, e lo svizzero per un problema al ginocchio decise di chiudere il suo anno subito dopo Wimbledon per ripresentarsi al meglio nel 2017. Una scelta eccellente, visto che Roger si ripresentò non solo tirato a lucido fisicamente ma anche con grande motivazione e un rovescio “tutto nuovo”, tanto da disputare una stagione eccezionale, una delle sue migliori in carriera nonostante l’età ormai avanzata. “Quando Roger decise di fermarsi nel 2016 a luglio, sapevamo che la sua stagione era finita, che non è il caso di Jannik. Quindi spero che il problema lo risolva, e che quando tornerà non avrà più alcun fastidio, questa è cosa più importante”.
“Quando un giocatore si ferma per un periodo lungo la cosa più brutta è tornare e continuare a sentire fastidio e avere dei problemi. Mi auguro e spero solo che questa decisione di fermarsi così presto, altri tre mesi minimo prima della nuova stagione, lo aiuterà a recuperare al 100% e tornare in Australia in piena forma”, conclude Ivan.
