Due giovanissimi protagonisti stanno conquistando il grande tennis attraverso percorsi differenti, ma accomunati da una sorprendente maturità. Kristina Liutova, appena sedicenne, ha raggiunto la finale del WTA 250 di Memphis, mentre il diciannovenne Rafael Jódar si prepara a disputare l’ultimo atto dell’ATP 500 di Washington senza dimenticare chi lo accompagna fin dall’infanzia: suo padre.
Liutova domina Kalieva e raggiunge la sua prima finale WTA
Kristina Liutova continua a essere una delle rivelazioni più clamorose della stagione. La giovane russa ha sconfitto Elvina Kalieva per 7-5, 6-1, conquistando con autorità l’accesso alla finale del WTA 250 di Memphis.
Liutova aveva iniziato il torneo da numero 229 del ranking mondiale, ma fin dal primo turno ha dimostrato di possedere un livello nettamente superiore alla propria classifica. Nel corso della settimana ha eliminato la prima testa di serie Ekaterina Alexandrova, per poi superare Maya Joint e Caty McNally prima dell’affermazione in semifinale.
Contro Kalieva, la sedicenne ha dovuto lavorare duramente nel primo set, risolto grazie alla maggiore lucidità mostrata nei momenti decisivi. Da quel momento la partita è diventata a senso unico: Liutova ha dominato il secondo parziale, lasciando appena un gioco alla propria avversaria.
La più giovane finalista dai tempi di Coco Gauff
Il risultato assume una dimensione ancora più importante osservando i dati anagrafici. Liutova è diventata la prima giocatrice nata nel 2010 a raggiungere una finale del circuito WTA e la finalista più giovane in un torneo del circuito maggiore dai tempi di Coco Gauff nel 2019.
Un traguardo che conferma come la sua settimana non possa più essere considerata una semplice sorpresa. La russa ha mostrato qualità tecniche, solidità mentale e una capacità di gestire la pressione decisamente insolita per una giocatrice alla sua prima esperienza in un tabellone principale WTA.
In finale affronterà la ceca Darja Vidmanova, ventitreenne e numero 114 del mondo. La maggiore esperienza dell’avversaria rappresenterà un nuovo esame, ma Liutova avrà l’occasione di conquistare il primo titolo WTA e completare una settimana che ha già cambiato radicalmente la sua carriera.
Jódar conquista Washington con un team familiare
Anche Rafael Jódar continua a sorprendere per il modo in cui sta vivendo la propria irresistibile ascesa. Dopo aver raggiunto la finale dell’ATP 500 di Washington, la più importante della sua giovane carriera, il diciannovenne madrileno ha preferito condividere i meriti con la persona che lo accompagna fin dall’inizio del suo percorso.
In un circuito nel quale i migliori giocatori viaggiano con allenatori, preparatori atletici, fisioterapisti, analisti e psicologi, Jódar continua a fare affidamento su una struttura molto ridotta. Al centro del progetto rimane suo padre, presenza costante nel suo box e punto di riferimento fondamentale dentro e fuori dal campo.
«È fantastico. Credo che stiamo facendo le cose molto bene con la mia squadra e, soprattutto, con mio padre. È sempre qui con me e apprezzo moltissimo il fatto che viaggi al mio fianco ogni settimana», ha spiegato lo spagnolo ai microfoni di Tennis TV.
Jódar, però, non vuole considerare la finale come un punto d’arrivo: «Significa molto essere qui, ma devo continuare a spingere perché mi aspetta un’altra partita molto difficile».
«Mio padre rappresenta tutto»
Quando gli è stato chiesto quale fosse il significato della figura paterna nella sua carriera, la risposta del giovane spagnolo è arrivata senza alcuna esitazione: «Tutto».
«Ho iniziato a giocare a tennis con lui nel mio club quando avevo quattro anni. Significa tantissimo per me vederlo nel mio box. Quando ero bambino mi ha sempre incoraggiato a giocare semplicemente per divertirmi. Quello era l’obiettivo principale all’inizio e gli sono molto grato per ciò che ha fatto per me», ha raccontato.
Parole che permettono di comprendere meglio la naturalezza mostrata da Jódar durante la propria vertiginosa crescita. Nonostante i risultati, l’ingresso nella Top 20 e la possibilità di conquistare il primo titolo ATP 500, il madrileno continua a considerare il tennis prima di tutto come una passione condivisa con suo padre.
Due percorsi diversi verso il grande tennis
La struttura essenziale del team di Jódar alimenta inevitabilmente il dibattito. Alcuni ritengono che l’aumento degli impegni e delle pressioni renderà necessario inserire nuovi specialisti, mentre altri vedono proprio nella stabilità familiare una delle ragioni principali della sua crescita.
Per il momento, i risultati danno ragione al giocatore e alla sua famiglia. Lo stesso vale per Liutova, capace di passare in pochi mesi dai tornei minori alla finale di un evento WTA.
A Memphis e Washington, due adolescenti stanno dimostrando che non esiste una sola strada per raggiungere l’élite. Liutova può già conquistare il suo primo titolo nel circuito maggiore, mentre Jódar è arrivato alla finale più prestigiosa della sua carriera senza rinunciare alla formula costruita fin da bambino. Il futuro del tennis, almeno in questo fine settimana, è già diventato presente.
