A lanciare l’allarme è Il Telegraph, che spiega bene le motivazioni che hanno portato il circuito WTA sull’orlo della bancarotta

L’allarme è lanciato dalla testata ‘Telegraph’, e lo scenario è senza dubbio preoccupante: il circuito WTA corre seriamente il rischio di bancarotta. Stando a quanto riportato dalla testata britannica, infatti, nel 2026 il circuito femminile ha già registrato perdite operative per un totale di 23 milioni di dollari. A preoccupare è il rischio concreto di rimanere senza fondi, in quanto secondo i prospetti la liquidità attuale del circuito WTA è di appena 15 milioni di dollari.

La situazione è nelle mani di Valerie Camillo, nuova presidente della WTA a partire dal 2025, che ha sì dimostrato grandi capacità in questi primi mesi di lavoro, ma eredita una situazione certamente non semplice e da qui a 12 mesi è chiamata a trovare una soluzione a un problema di portata globale. Ma quali sono le principali ragioni che hanno portato la WTA fino a questo punto?

Principalmente, due. La prima è la risoluzione anticipata dell’accordo che la WTA aveva stipulato con l’Arabia Saudita per ospitare le WTA Finals a Riyad. Come è noto, infatti, nel 2026 l’evento che chiude la stagione del circuito femminile si svolgerà a Indian Wells e non in terra saudita, imprevisto che ha avuto un impatto importante sulle casse del tour. Se infatti da un lato il mercato americano è senza dubbio più prolifico, dall’altro la WTA ha dovuto fare di necessità virtù: in mancanza dei fondi sauditi, ha dovuto finanziare da sé l’organizzazione dell’intero evento.

Il secondo problema è il termine dell’accordo quinquennale che la WTA aveva stipulato con CVC, un fondo di private equity. Nel 2023 il circuito femminile aveva ceduto il 20% delle sue attività commerciali a CVC in cambio di 150 milioni di dollari da spalmare sui cinque anni. Nel 2027 arriverà l’ultima tranche da 30 milioni, e sarà quindi necessario trovare una soluzione per colmare il vuoto finanziario portato dal termine degli accordi.

Se le cause della crisi finanziaria sono ben note, più difficile è individuare le possibili soluzioni. Sul piano meramente sportivo, il circuito WTA vive un periodo certamente prolifico, con Elena Rybakina diventata nuova numero uno al mondo, e tanti ottimi prospetti – da Jovic a Joint e non solo – che potrebbero ampliare il mercato globale. Il condizionale però è d’obbligo, perché un prodotto potenzialmente spendibile non si trasforma in automatico in liquidità utile per sanare una situazione così delicata. La WTA potrebbe decidere quindi di siglare un nuovo accordo sulla falsa riga di quanto accaduto nel 2023 con il CVC, almeno per sopperire alle criticità del momento ed evitare un passivo che – se si ripeterà quanto accaduto nella stagione corrente – nel 2027 sarà pari a 46 milioni di dollari.