Mikhail Kukushkin sta vivendo l’ultima settimana della sua carriera davanti al pubblico di casa. Il trentottenne kazako ha scelto l’ATP di Almaty per congedarsi dal circuito, cominciando il torneo con una vittoria su Stefanos Sakellaridis. Al secondo turno lo attende Stefanos Tsitsipas, con un posto nei quarti di finale in palio e la possibilità di prolungare ancora il suo percorso.
L’ex numero 39 del mondo arriva a questo appuntamento con una scelta maturata da tempo. La difficoltà di mantenere continuità e recuperare posizioni in classifica, nonostante il lavoro quotidiano, lo ha convinto che fosse arrivato il momento di fermarsi.
«Non riuscivo più a giocare con continuità»
Kukushkin ha spiegato con chiarezza come sia giunto alla decisione di lasciare il tennis professionistico.
«Non sono riuscito a giocare con continuità e non sono riuscito a risalire in classifica. Quando mi sono reso conto che lavoravo molto duramente nei tornei, ma non facevo progressi, ho capito che era arrivato il momento di andare via».
Una consapevolezza che non nasce dalle emozioni dell’ultimo torneo, ma da una riflessione cominciata diversi mesi fa.
«Sono già passati quasi sei mesi da questa decisione. Sono molto sicuro che sia quella giusta. Sono davvero contento che il saluto avvenga in questo torneo, perché ho ricevuto tantissimo sostegno. L’atmosfera è molto bella».
Almaty gli sta offrendo ciò che sperava per la conclusione della sua carriera: la vicinanza del pubblico, della famiglia e dei colleghi con i quali ha condiviso tanti anni nel circuito.
La promessa mantenuta da Bublik
Fra le presenze più significative c’è quella di Alexander Bublik, che aveva promesso all’amico di esserci per il suo ultimo appuntamento agonistico.
«Questa settimana è stata molto importante per me. Non ho chiesto praticamente a nessuno di venire, soltanto alla mia famiglia. Sono venuti alcuni giocatori, come Alexander Bublik, che mi aveva promesso di essere presente al mio ultimo torneo».
Bublik ha mantenuto l’impegno, condividendo anche un momento in campo con Kukushkin e seguendolo poi dalla tribuna.
«Non è soltanto venuto, ha anche giocato con me. Gli sono molto grato. Era in prima fila e mi ha sostenuto durante la partita. Naturalmente è un aiuto quando i tuoi amici e gli altri giocatori vengono a sostenerti. È l’ultima settimana che mi rimane».
Il ricordo del passaggio di Bublik al Kazakistan
Il loro rapporto affonda le radici anche nella scelta di Bublik di rappresentare il Kazakistan. Kukushkin ricorda di aver avuto un ruolo importante nei colloqui che precedettero quel passaggio.
«Ricordo molto bene quel momento, nel 2016. Ho parlato con Sasha della Federazione tennis del Kazakistan. Abbiamo discusso tanto: gli ho raccontato molte cose sul cambiamento, sul tennis. Credo che senza di me non sarebbe stato possibile».
Da allora, Kukushkin ha seguito con soddisfazione la crescita dell’amico.
«La sua carriera e il suo passaggio al Kazakistan sono stati qualcosa di meraviglioso. È un bravo giocatore e una bella persona. Gli ultimi risultati dimostrano che sta giocando a un livello eccellente e ha superato la barriera della top 10».
«Abbiamo un rapporto bellissimo»
Negli ultimi anni i rispettivi calendari hanno reso gli incontri meno frequenti. Kukushkin ha disputato soprattutto Challenger, mentre Bublik ha frequentato con maggiore continuità gli appuntamenti principali del circuito.
La distanza, però, non ha indebolito il legame: «Purtroppo non abbiamo potuto vederci spesso quanto avremmo voluto. Ma siamo come una famiglia. Anche le nostre mogli sono amiche. Abbiamo un rapporto bellissimo».
Ora Kukushkin torna in campo contro Tsitsipas. Dopo il successo all’esordio, avrà un’altra occasione per competere davanti ai suoi tifosi e condividere con loro gli ultimi momenti di una carriera che ha deciso di chiudere proprio a casa.
