“Quando sono caduto, sul 3-1 per lui nel secondo set, mi sono fatto un po’ male al polso. Vedremo come si evolve. Spero non sia niente di grave, ma è ancora troppo presto per fare valutazioni“. Queste le parole di un Rafael Jodar velatamente preoccupato nella conferenza stampa al termine della finale dell’ATP 500 di Washington persa contro Taylor Fritz. La seconda fase della stagione sul cemento è appena iniziata, con molti tornei da disputare tra cui i Masters 1000 di Montreal e Cincinnati, e lo US Open. Quest’ulteriore dimostrazione di poter competere ai più alti livelli del circuito, avendo sconfitto tra gli altri Lorenzo Musetti e Arthur Fils, non potrà che essere un’iniezione di fiducia per il tennista spagnolo in vista dei prossimi impegni: “Penso di aver fatto un ottimo lavoro per tutta la settimana. Ho giocato cinque grandi partite contro avversari molto forti. Questo torneo mi aiuterà molto a crescere e ad acquisire esperienza sul cemento, visto che è il primo torneo di questo periodo fino agli US Open“.
Questione di dettagli
La giovane età dello spagnolo non gli ha consentito di gestire alla perfezione i momenti più delicati del match, nonostante lo stesso giocatore sia contento di come li abbia giocati. Avrà la possibilità di apportare delle migliorie già dal prossimo, immediato, impegno: al secondo turno del Masters 1000 di Montreal, infatti, se la vedrà con Corentin Moutet. “Non sono riuscito a strappargli la battuta nel primo set nonostante mi trovassi bene e nel tiebreak penso che abbia giocato meglio i punti importanti. Alla fine sono stati piccoli dettagli a fare la differenza. Sono contento di come ho affrontato i momenti importanti, ma oggi non sono girati dalla mia parte”.
