L’americano parla dell’infortunio alla spalla che è stato un vero e proprio calvario
JJ Wolf si è messo alle spalle un lungo calvario. Il giocatore americano è rimasto fuori dai campi a lungo dopo l’infortunio patito nelle qualificazioni del torneo di Delray Beach dello scorso anno: dislocazione della spalla, lesione del labbro glenoideo e frattura di tre ossa. Un processo lunghissimo per l’ex n.39 del mondo che ora comincia a vedere la luce in fondo al tunnel. Ai microfoni dell’ATP ha raccontato quella che è stata la sua sofferenza: “È stato più simile a un incidente d’auto che a qualsiasi altro infortunio visto nel tennis. Mi permettevano di camminare sul tapis roulant cinque minuti al giorno e sentivo molto dolore. La spalla continuava a muoversi e le viti dovevano ancora stabilizzarsi. Camminare cinque minuti con il braccio sostenuto da un’imbracatura non ti permette di rimanere in forma. È stata la prima volta nella mia vita in cui sono stato davvero fuori forma. Quando ho potuto riprendere a muovermi, ho dovuto ricominciare da zero”.
Difficoltà che si ripercuotevano anche nelle azioni più semplici: “Non potevo lavarmi i capelli o fare cose del genere. Se dormivo in una posizione sbagliata, non riuscivo ad alzarmi. Avevo bisogno che qualcuno mi aiutasse a uscire dal letto. Perdi tutto. Credo che la mia vita non ruoti soltanto intorno al tennis. Ho molti altri interessi e posso contare su amici e familiari straordinari. Per altri giocatori, forse completamente concentrati sulla carriera, sarebbe potuto essere ancora più difficile. Per me è stato abbastanza semplice staccare. Non ho guardato neppure una partita di tennis. Ho cercato di non pensarci troppo e di controllare soltanto ciò che potevo controllare”. La vittoria al Challenger di Vancouver e l’ottimo primo turno allo US Open giocato con Bublik sono stati i primi veri passi verso il ritorno ad alto livello.
