La notizia della riduzione della sospensione di Nick Kyrgios, fermato per tre mesi (poi diventato un mese) in seguito alla positività a un metabolita della cocaina (benzoilecgonina), ha fatto scalpore e ha scatenato diverse reazioni sui social. A prendere posizione è stato Omar Jasika, 29enne numero 408 ATP e connazionale di Kyrgios, squalificato nel 2018 per due anni dopo essere risultato positivo alla cocaina.
“Nel 2018 sono stato squalificato per due anni dopo essere risultato positivo alla stessa sostanza. Mi sono assunto la responsabilità delle mie azioni e ho scontato fino all’ultimo giorno della sospensione”, le parole, in un post Instagram, del tennista australiano, che racconta di non aver ricevuto alcun trattamento o un percorso per rientrare: “Oggi le regole sono cambiate. Io ho commesso un errore e meritavo delle conseguenze, ma perdere due anni della mia carriera è stato incredibilmente difficile. All’epoca non mi fu offerto alcun trattamento né un percorso chiaro per tornare. Fui semplicemente estromesso dallo sport e lasciato ad affrontare da solo tutto ciò che ne derivava. Sono contento che il sistema sia cambiato e che ora punti maggiormente ad aiutare i giocatori”.
Il messaggio di Jasika su Instagram
La ricostruzione del caso Kyrgios
Il 22 giugno 2026, in occasione di un controllo durante l’ATP 250 di Mallorca, Kyrgios è risultato positivo alla benzoilecgonina, un metabolita della cocaina. L’ITIA ha da subito disposto la sospensione per il giocatore australiano, con la positività che è stata successivamente confermata il 17 luglio da un laboratorio autorizzato della WADA. Il provvedimento è scattato in via definitiva il 4 agosto, mentre la notizia è stata resa pubblica solo il 19. La sanzione, che inizialmente ammontava a tre mesi di squalifica, è stata ridotta a soli 30 giorni a condizione che Nick si sottoponga a un programma di riabilitazione approvato dall’ITIA stessa.
