J.J. Wolf ha vissuto uno dei periodi più difficili della propria carriera. Lo statunitense, capace in passato di raggiungere la 39ª posizione mondiale, ha dovuto ricominciare praticamente da zero dopo il terribile infortunio subito durante le qualificazioni dell’ATP di Delray Beach dello scorso anno.

Nel corso dell’incontro contro Tristan Boyer, Wolf si dislocò una spalla, riportò la lesione del labbro glenoideo e si fratturò tre ossa. Un incidente dalle conseguenze devastanti, che lo ha tenuto lontano dalle competizioni per circa un anno e gli ha impedito per molto tempo anche di compiere i gesti più semplici della vita quotidiana.

Intervistato dall’ATP, il tennista americano ha raccontato senza filtri la propria sofferenza: “È stato più simile a un incidente d’auto che a qualsiasi altro infortunio visto nel tennis”.

Wolf: “Ho dovuto ricominciare completamente da zero”

La prima parte della riabilitazione è stata particolarmente complicata. Wolf poteva camminare sul tapis roulant soltanto per pochi minuti e doveva mantenere il braccio immobilizzato.

“Mi permettevano di camminare sul tapis roulant cinque minuti al giorno e sentivo molto dolore. La spalla continuava a muoversi e le viti dovevano ancora stabilizzarsi. Camminare cinque minuti con il braccio sostenuto da un’imbracatura non ti permette di rimanere in forma”, ha spiegato.

Per la prima volta nella sua carriera, lo statunitense si è ritrovato in condizioni fisiche molto lontane da quelle richieste dal circuito professionistico: “È stata la prima volta nella mia vita in cui sono stato davvero fuori forma. Quando ho potuto riprendere a muovermi, ho dovuto ricominciare da zero”.

Le difficoltà nella vita quotidiana

L’infortunio non ha condizionato soltanto la sua carriera. Per diversi mesi Wolf non è stato autosufficiente e ha avuto bisogno dell’aiuto delle persone che gli erano accanto anche per lavarsi o alzarsi dal letto.

“Non potevo lavarmi i capelli o fare cose del genere. Se dormivo in una posizione sbagliata, non riuscivo ad alzarmi. Avevo bisogno che qualcuno mi aiutasse a uscire dal letto. Perdi tutto”, ha raccontato.

La lunga lontananza dai campi gli ha però permesso di osservare il tennis da una prospettiva differente. Wolf ha capito che la sua identità non dipende esclusivamente dai risultati ottenuti con una racchetta in mano.

“Credo che la mia vita non ruoti soltanto intorno al tennis. Ho molti altri interessi e posso contare su amici e familiari straordinari. Per altri giocatori, forse completamente concentrati sulla carriera, sarebbe potuto essere ancora più difficile. Per me è stato abbastanza semplice staccare. Non ho guardato neppure una partita di tennis. Ho cercato di non pensarci troppo e di controllare soltanto ciò che potevo controllare”.

Il ritorno e la vittoria al Challenger di Vancouver

Wolf è tornato nel circuito lo scorso febbraio, festeggiando immediatamente la conquista di un torneo ITF. Il passaggio al livello Challenger si è rivelato inizialmente più complicato, ma con il trascorrere dei mesi sono arrivati segnali sempre più incoraggianti.

Ad agosto lo statunitense ha conquistato il Challenger di Vancouver. Successivamente ha superato le qualificazioni del Masters 1000 di Cincinnati e, al primo turno degli US Open, è riuscito a strappare un set ad Alexander Bublik.

Risultati che gli hanno permesso di risalire fino alla 246ª posizione della classifica ATP. Wolf è ancora lontano dal livello che gli aveva consentito di entrare tra i primi 40 giocatori del mondo, ma la direzione intrapresa sembra essere quella giusta.

Il problema alla spalla richiede ancora attenzioni quotidiane e non sono mancati alcuni piccoli contrattempi. Wolf, però, non ha perso la voglia di misurarsi nuovamente con i migliori.

“Voglio scoprire quale sia il mio limite”, ha concluso. “Voglio arrivare al punto in cui sentirò di aver compreso tutto su me stesso all’interno di un campo da tennis. Allora potrò guardarmi indietro ed essere orgoglioso di quello che ho fatto”.

Da qui alla fine della stagione avrà pochissimi punti da difendere: un’occasione importante per continuare la risalita e provare a riconquistare un posto nei tornei più prestigiosi.