Goran Ivanisevic non ha dubbi quando viene invitato a confrontare i tre grandi protagonisti dell’ultima epoca del tennis. Per il campione di Wimbledon 2001, Novak Djokovic è il giocatore più completo tra il serbo, Roger Federer e Rafael Nadal, oltre a essere uno dei migliori atleti della storia dello sport.

Il giudizio del croato assume un valore particolare considerando la lunga esperienza vissuta nel gruppo di Djokovic. Ivanisevic entrò nello staff del serbo nell’estate del 2019 e vi rimase fino al marzo 2024, contribuendo alla conquista di 24 titoli complessivi, tra i quali nove tornei del Grande Slam.

Oggi impegnato nel gruppo di lavoro di Arthur Fils, Ivanisevic è tornato a parlare del suo ex giocatore in alcune dichiarazioni raccolte da Sport Klub, confrontandone le qualità con quelle di Federer e Nadal.

Federer, Nadal e Djokovic: tre grandezze differenti

Ivanisevic ha riconosciuto ai tre campioni caratteristiche uniche. Federer rappresenta la bellezza e la naturalezza del gesto tecnico: uno di quei giocatori piacevoli da osservare anche nelle giornate in cui il suo tennis non raggiunge i livelli migliori.

Nadal incarna invece la lotta, la determinazione e la capacità di offrire sempre tutto ciò che possiede. Il croato ha spiegato che, se la sua vita dipendesse dall’esito di un singolo incontro, affiderebbe proprio allo spagnolo il compito di disputarlo.

La sua scelta complessiva ricade però su Djokovic: «Novak è il più completo». Ivanisevic ha descritto il serbo come un avversario capace di stringere progressivamente la propria presa, togliendo spazio e speranze a chi si trova dall’altra parte della rete.

«È come uno squalo o un serpente: ti cattura e ti soffoca», ha affermato l’ex numero due del mondo, sottolineando la capacità del serbo di assumere il controllo dei momenti decisivi.

La differenza emerge sotto pressione

Secondo Ivanisevic, il livello tecnico nel circuito professionistico è molto più uniforme di quanto possa apparire dall’esterno. Se si osservassero cento giocatori durante una normale sessione di allenamento, sarebbe difficile distinguere il numero uno dal centesimo della classifica.

La vera differenza emerge quando comincia la partita e aumentano la pressione e l’importanza dei punti. È in quelle situazioni che Djokovic riesce a separarsi dagli altri grazie alla propria forza mentale, alla capacità di leggere gli incontri e alla disponibilità a sostenere la sofferenza.

Ivanisevic lo ha definito un atleta estremo e un genio difficile da comprendere attraverso criteri ordinari. Quando iniziò la collaborazione, gli venne spiegato che per lavorare con Djokovic avrebbe dovuto imparare ad accettarne la particolare maniera di vivere la competizione.

La comunicazione durante gli incontri poteva apparire caotica, anche per la somiglianza caratteriale tra i due. Entrambi possiedono un temperamento acceso e non cercano di nascondere le proprie emozioni nei momenti di maggiore tensione.

«La gente conosce soltanto quello che vede in campo»

Ivanisevic ha voluto difendere Djokovic anche sul piano personale. A suo giudizio, il pubblico tende a valutarlo esclusivamente attraverso le reazioni mostrate durante le partite, senza conoscere il comportamento mantenuto lontano dai riflettori.

L’ex allenatore lo ha descritto come una persona ironica, generosa e sempre disponibile ad aiutare chi gli sta intorno. Ha ricordato le attività svolte attraverso la propria fondazione e l’impegno dedicato alla tutela degli interessi dei giocatori.

Questa disponibilità poteva diventare persino motivo di discussione all’interno del gruppo. Ivanisevic ha raccontato che Djokovic trovava il tempo di ascoltare e consigliare altre persone anche poco prima di scendere in campo, quando il suo allenatore avrebbe preferito vederlo completamente concentrato sulla partita.

Il croato non considera le urla e le reazioni del serbo una dimostrazione di arroganza. Le interpreta piuttosto come l’espressione diretta di una personalità incapace di nascondere ciò che pensa, diversamente da chi mantiene un atteggiamento apparentemente più controllato.

L’attesa per il documentario su Djokovic

Ivanisevic ha manifestato grande curiosità anche per “Novak Djokovic: The Wolf in Winter”, il documentario dedicato alla vita e alla carriera del serbo, disponibile su Prime Video dal 20 agosto.

L’ex allenatore vuole scoprire in che modo verranno raccontati il carattere, la storia familiare e il percorso sportivo di un campione con il quale ha condiviso alcuni degli anni più importanti della sua carriera.

Federer rimane per Ivanisevic il simbolo della bellezza, Nadal quello della lotta, ma Djokovic rappresenta la completezza assoluta. Una superiorità costruita non soltanto attraverso la tecnica, ma soprattutto grazie a una forza mentale che emerge quando ogni punto può cambiare una partita.