Naomi Osaka è una delle figure più influenti e interessanti del tennis femminile: nell’intervista rilasciata al Corriere dello Sport, la giapponese ha parlato della sua vita dentro e fuori dal tennis, e di quanto tutto sia cambiato negli ultimi anni.
Un nuovo equilibrio
“Mi sento decisamente più felice adesso rispetto a otto anni fa, quando magari battevo Serena Williams in finale allo US Open. Il motivo è che oggi il tennis non è tutta la mia vita: sono riuscita a costruirne una anche al di fuori dello sport e mia figlia ne è una parte enorme. Da bambina ero molto protetta: mangiavo, dormivo e respiravo tennis. Oggi ogni partita è un regalo”. Così Osaka ha spiegato la sua nuova scala delle priorità, la cui nuova versione sembra più sana ed equilibrata.
Certo, sono cose che si imparano con l’esperienza, ma se dovesse dare un consiglio a una giovane giocatrice o alla sé stessa di qualche anno fa, cosa direbbe? “Direi a tutte di godersela e divertirsi. Sembrerà scontato, ma le assicuro che quando ci sei dentro non è sempre così. Da giovane non ho apprezzato ciò che stavo facendo quanto avrei dovuto. Passavo di corsa da una partita all’altra senza prendermi un secondo per respirare. Le più giovani inseguono titoli e posizioni in classifica, ma a volte dovrebbero fermarsi un attimo e prendere aria”.
Consapevolezza
Qualcosa è cambiato nel 2026 di Osaka. In questa stagione, la giapponese è tornata a ottenere dei risultati più simili a quelli a cui era abituata pre-gravidanza: “Ho capito che l’unica cosa che posso fare è dare il massimo in ogni partita. Prima tendevo a staccare un po’ mentalmente quando i match si facevano molto tirati, quasi come se mi sentissi sopraffatta dallo stress”. Una prospettiva più matura: “Ora sono grata di poter giocare: so che potrei infortunarmi o che potrebbe succedere altro, quindi mi diverto. E poi oggi, se perdo dopo aver dato il massimo, so di poter tornare a casa e vedere mia figlia“.
Doppio lavoro
Tennista e mamma. Due lavori a tempo pieno, che inevitabilmente si sovrappongono: “È difficile programmare una stagione da mamma, ma allo stesso tempo è abbastanza facile. Semplicemente penso di aver giocato meno tornei di tutte le altre nel circuito. Per me l’obiettivo è dare valore agli eventi che gioco e andare avanti. A volte posso anche portare mia figlia con me, ma non è sempre possibile. Finora ho trovato il modo di far funzionare le cose”. Ma Shai, la piccola, sa che lavoro fa la mamma? “Sa che gioco a tennis e viaggio, ma non so se capisca a che livello lo faccio”.
La vetrina Slam
I quattro Major sono il momento per mettere in mostra il proprio tennis ma anche il proprio brand, come spesso fa Osaka con i suoi look e i suoi interessi fuori dal campo: “Adoro la moda e nel tennis siamo un po’ limitate dai completi da gara. Dal mio punto di vista trovo divertente cambiare un po’ e avere l’opportunità per mostrare che si potrebbe fare di più”.
Gli Slam sono tutto per Naomi, anche più della classifica: “Mi conoscete, gioco i Major e poi salto i tornei. Credo che i momenti in cui ho vinto US Open e Australian Open siano stati più importanti dell’essere numero 1“. Sono anche una spinta: “Gioco perché credo ancora in me stessa. Penso di poter fare ancora bene e i risultati del 2026 lo dimostrano. Tutte noi abbiamo un sogno e cerchiamo di realizzarlo”. E il suo è proprio quello: “Considerando il mio percorso, direi quello di riuscire a vincere di nuovo uno Slam. Devo soltanto capire come migliorare ancora”.
