La costanza nel tennis, e nello sport in generale, non è mai un caso, soprattutto quando a 13 anni ti ritrovi con la pressione di dover difendere il titolo di campionessa italiana. Carlotta Arginelli, promessa del tennis femminile azzurro, non solo ci è riuscita, ma ha trasformato la sua vittoria in una cavalcata trionfale. Nata e cresciuta a Modena, sui campi del Circolo Club La Meridiana dove gioca da quando ha 3 anni, la giovane emiliana si è laureata campionessa italiana under 13, confermando le straordinarie doti mostrate lo scorso anno nella Coppa Lambertenghi, lo scudetto under 12. Una doppietta maturata grazie a una preparazione meticolosa e a una complicità speciale, dentro e fuori dal campo, con il padre e allenatore Alessandro Arginelli.

Il torneo di Carlotta: gestione perfetta, sana competizione e la passione per il doppio

Al Circolo Tennis Barletta, ‘Carly’, come la chiama papà Alessandro, ha vinto il titolo in singolare senza perdere nemmeno un set. Un torneo perfetto, dunque, per la classe 2013 che ha parlato delle sensazioni provate durante la settimana, tra allenamenti e match intensi. “Il torneo è andato molto bene. Non soltanto per le vittorie, ma anche la gestione del torneo con mio padre è andata benissimo. Abbiamo organizzato tanti allenamenti durante la settimana e la vittoria nel singolo è arrivata sicuramente perché abbiamo lavorato bene tutto l’anno e ci siamo preparati per il campionato”.

Arginelli è scesa in campo anche nel doppio in coppia con la compagna di circolo e amica del cuore Sofia Foggia. Le due emiliane, però, si sono dovute arrendere in finale alle talentuose Virginia Cereghini e Rebecca Carla Francia. “Ho giocato un bel tennis in tutte le partite – prosegue Carlotta –, mostrando un grande livello anche nel doppio. Purtroppo con Sofia non siamo riuscite a conquistare il titolo per un pelo, ma ci siamo comunque divertite tantissimo dando il massimo in tutti i match”. Nonostante la sconfitta, la modenese non nasconde la sua passione per questa specialità, utile anche per migliorare nel singolare. “Il doppio è divertente, mi sento libera di poter provare cose nuove rispetto al solito. È una specialità che ti insegna tante cose anche per il singolare, conoscere nuovi aspetti del gioco, ma alla base c’è la voglia di divertirmi in campo”.

Carlotta ha raccontato anche l’atmosfera che ha caratterizzato la settimana pugliese, fatta di sano agonismo, maturità e rispetto per le rivali incrociate lungo la strada. “Aldilà dei risultati, le partite sono state molto lottate, soprattutto la finale. Ho grande stima di Sofia. Sono state tutte partite con un livello di agonismo altissimo e sana competizione. Anche nel doppio, è stato proprio divertente giocare contro Virginia e Rebecca. Sono stati tutti match bellissimi”.

I (brevi) festeggiamenti, tra viaggi e Tennis Europe

Riconfermarsi ai vertici nazionali richiede una tenuta mentale rara da trovare in ragazzi e ragazze così giovani. Papà Alessandro, ex 2.2 in classifica e una ventina di punti ATP conquistati in doppio, questo lo sa bene e ci tiene a evidenziare il valore del traguardo raggiunto dalla figlia e allieva. “Giocare i campionati italiani ha un fascino diverso, rappresentano l’appuntamento clou della stagione e alzare lo scudetto è speciale. Vincere questo torneo e riconfermare la vittoria dello scorso anno è stato molto importante. È stata una settimana in cui è stata bravissima a gestire la pressione di essere la favorita, facendo un percorso lineare e costante, tenendo botta a livello fisico e soprattutto mentale nonostante la giovane età”.

I festeggiamenti? Brevi, intensi e subito focalizzati sul prossimo torneo. Da Barletta, infatti, Carlotta e Alessandro sono partiti per Palermo per partecipare ad un torneo del circuito Tennis Europe, conclusosi con il trionfo sia in singolo che in doppio. “A fine partita eravamo contentissimi. Siamo andati a Barletta a mangiare il sushi che a lei piace molto. Poi, però, siamo dovuti subito partire perché siamo andati in macchina a Palermo per giocare il Tennis Europe under 13 categoria 3. Anche questo torneo è andato benissimo, quindi, abbiamo avuto tanti festeggiamenti da fare in pochi giorni. Siamo entusiasti di come stiamo lavorando e dei risultati che stiamo ottenendo”.

Le giornate tra scuola e allenamenti

Oltre al talento smisurato, dietro ai successi di Carlotta e la sua sorellina Vittoria, c’è un’organizzazione precisa della giornata. Per conciliare l’attività agonistica ad alto livello con lo studio, la famiglia Arginelli ha optato per la scuola parentale, un percorso educativo alternativo alla scuola tradizionale che permette di non tralasciare nulla. “Faccio circa tre ore di lezione al giorno con una maestra che mi aiuta e mi supporta sempre – spiega Carlotta –. In questo modo riusciamo a conciliare studio e allenamenti per permettermi di andare bene in entrambe le cose”.

Una scelta condivisa appieno da coach Alessandro, guidata anche dalle sue esperienze passate negli anni da giocatore. “È tutto molto concentrato e individuale, è importante che lei vada bene anche negli studi. Dall’altro lato, però, voglio che lei riesca a dare tutto nel tennis. Io ho fatto la scuola pubblica, mi sono laureato in Economia aziendale e poi specializzato in Management Internazionale – racconta Alessandro –. Mi sono tolto tante soddisfazioni, ma ho sempre avuto il pensiero: ‘E se ci avessi provato fino in fondo?’. Quindi con Carlotta e sua sorella Vittoria, che promette bene anche lei, cerchiamo di dare loro tutte le possibilità per emergere in questo sport che amano, ovviamente senza mai trascurare la scuola”.

Il rapporto padre-figlia e l’idolo Nadal

Parlando con Carlotta e Alessandro, si percepisce subito l’autenticità del loro rapporto, tra intesa, fiducia e anche qualche inevitabile confronto in campo. “C’è molta fiducia reciproca – sottolinea la giovane azzurra –. Riusciamo quasi sempre ad andare d’accordo, anche se a volte è difficile restare calmi. L’importante è remare sempre dalla stessa parte e noi lo facciamo”. Sull’esempio da seguire nel rettangolo di gioco, Carlotta non ha dubbi: “Il mio idolo è Nadal. Lo ammiro per la sua grinta e per la capacità di lottare su ogni punto. In campo cerco di fare lo stesso e di non mollare mai”.

Fuori dal campo, per staccare la spina dal tennis, la 13enne modenese ama ascoltare la musica e disegnare. Di tempo libero non ce n’è molto, ma quando possibile papà Alessandro, grande tifoso del Modena Calcio, squadra che milita in Serie B, la porta allo stadio a vedere le partite. “Non abbiamo molto tempo per andare a vedere i match di tennis dal vivo, anche se l’anno scorso siamo stati alle ATP Finals di Torino. Più che altro, quando siamo a casa viene sempre con me allo stadio a vedere il Modena”. “Vado solo perché mi obbliga” interviene scherzando Carlotta, che, in quanto a sport, è appassionata solo al tennis.

Obiettivi futuri e sogni nel cassetto nell’era d’oro del tennis italiano

Dopo le vittorie di Barletta e Palermo, il prossimo appuntamento della coppia Arginelli saranno le Final 8 nazionali under 14 a squadre, in cui, insieme a Sofia Foggia, rappresenteranno il Club La Meridiana a Treviso. Coach Alessandro ha chiari quali siano gli obiettivi per la fine del 2026 e l’inizio del 2027: la testa di Carlotta è proiettata al “Les Petit As” di Tarbes, il campionato mondiale under 14, vinto, tra gli altri, dal suo idolo Rafael Nadal nel 2000. “Dopo Treviso, l’obiettivo è quello di andare a giocare qualche altro Tennis Europe per poi entrare nel tabellone principale del Mondiale di Tarbes del prossimo gennaio. Ci teniamo particolarmente. Siamo molto vicini all’obiettivo e in questi ultimi mesi faremo lo sprint finale per provare a giocare direttamente il main draw”.

La crescita di Carlotta si inserisce in un momento storico magico per il movimento tennistico del nostro Paese. Alessandro Arginelli, cresciuto in un ambiente completamente diverso da quello odierno, ha vissuto in prima persona questo cambiamento ed è testimone del fermento che si respira per questo sport a tutti i livelli. “Adesso nei circoli c’è sempre il pienone – osserva il modenese –. “Un tempo al bar si parlava solo di calcio, oggi tutti parlano di tennis. Per me che ho sempre vissuto in questo ambiente è bellissimo e sono felice per le mie figlie, che hanno la possibilità di crescere nel periodo d’oro del tennis italiano”.

In questo contesto, Carlotta, con il suo talento e la sua passione, non pensa a classifiche da sogno o titoli Slam da conquistare. “Voglio continuare a giocare, vincere e divertirmi. Il mio sogno è diventare una giocatrice professionista”. Se lo augura suo papà, che più di tutti sa quanto sia ripida la salita che porta all’élite del tennis mondiale. “Sarei felicissimo per lei. Spero di vedere Carlotta e Vittoria realizzare i loro sogni e raggiungere ogni traguardo che si prefisseranno”.