DA SHENZHEN – In vista del match di giovedì contro la Cina, valido per la Billie Jean King Cup, Elisabetta Cocciaretto ha parlato ai nostri microfoni della stagione vissuta fin qui, condizionata dai problemi al ginocchio. La tennista azzurra ha raccontato le difficoltà affrontate negli ultimi mesi e la voglia di ripartire, soffermandosi anche sul proprio percorso di crescita, sull’esempio di Jasmine Paolini e sulla situazione del circuito WTA.
Una stagione condizionata dagli infortuni
La stagione di Cocciaretto era iniziata con obiettivi importanti, ma il problema al ginocchio ha finito per condizionare il suo percorso. “Sicuramente quando siamo condizionati da infortuni e problemi fisici è un tennis diverso, un po’ più limitato. Però credo che tutti conviviamo con gli infortuni, perché spingiamo al massimo e portiamo il nostro corpo al limite. L’unica certezza che abbiamo è quella di dare il massimo, cercare di risolvere i problemi, provare a stare meglio e dare sempre il 100%”. L’azzurra non nasconde quindi il rammarico per una stagione che aveva preso una direzione diversa rispetto alle aspettative iniziali, ma guarda già ai prossimi mesi come a un’occasione per ripartire: “La mia stagione è iniziata molto bene e avevo grandi obiettivi che purtroppo sono un po’ andati a calare a causa di questo problema. Però sono certa che tutte le cose avvengono per una ragione e che sicuramente la stagione che verrà, a partire dai prossimi mesi in Asia, mi aiuterà a migliorarmi, a capire dove ho sbagliato e a reagire”.
L’esempio di Paolini
Tra gli esempi a cui guardare c’è anche Jasmine Paolini, arrivata ai vertici del tennis mondiale a 27-28 anni. Un percorso che Cocciaretto considera significativo, pur senza voler fare paragoni diretti: “Sicuramente Jasmine è arrivata a un livello altissimo a 27-28 anni. Io ne ho 25, sono stata numero 30 e quest’anno sono stata a ridosso delle prime 30. Penso di aver già fatto delle buone cose, ma allo stesso tempo credo che ognuno abbia il suo percorso”. L’azzurra non vuole infatti stabilire a priori quale sarà il proprio cammino rispetto a quello di Paolini o delle altre giocatrici: “Sicuramente non vincerò le stesse cose e non perderò le stesse partite di Jasmine, ma chi lo sa: magari farò peggio, magari farò meglio. Non si può sapere, perché secondo me è tutto molto soggettivo”. Più che fare paragoni, Cocciaretto preferisce concentrarsi sulla propria crescita e sugli aspetti del gioco sui quali sente di dover ancora lavorare: “Sono positiva, perché so su cosa devo migliorare e so cosa devo fare. Oggi sono molto più matura rispetto all’anno scorso e tanti errori o tante cose che succedono servono per imparare. Cerco di prendere insegnamento da tutto quello che mi succede, per portarmelo dietro e diventare sempre una giocatrice e una persona migliore”.
Il circuito WTA e il calendario
Cocciaretto ha poi affrontato il tema del circuito WTA, tra le opportunità offerte alle giocatrici e un calendario sempre più fitto. “Sicuramente c’è la possibilità di giocare tanti tornei, e questa è una cosa positiva. Dall’altra parte, però, non sono molto d’accordo con un calendario così fitto. Alla fine tutte le decisioni hanno conseguenze, sia a favore che contro: uno può anche decidere di non giocare, ma deve fare i conti con le conseguenze della propria scelta”. Secondo la tennista italiana, il circuito offre comunque oggi numerose opportunità alle giocatrici: “Credo che ci siano molte possibilità per tante giocatrici, in realtà per tutte. Allo stesso tempo, avere un prize money molto più alto e degli ambienti molto belli dove lavoriamo, ci alleniamo e giochiamo rappresenta sicuramente un grande impegno”. Il confronto con il passato, infine, porta Cocciaretto a riconoscere i cambiamenti avvenuti nel circuito: “Rispetto a tanti anni fa, quando c’erano meno tornei, un prize money minore e meno visibilità, adesso c’è molto più di tutto. Quindi credo che ci sia un impegno grande”.
