Un pianto a dirotto sulla panchina con lo score fermo sul 5-2 del primo set, con l’amicone di sempre, fratello maggiore e mentore a consolarlo seduto accanto, in un abbraccio davvero sentito e carico di empatia. Immagini che non avremmo mai voluto vedere e commentare dall’attesissimo derby azzurro all’ATP 500 Vienna tra Matteo Berrettini e Flavio Cobolli, con il finalista di Roland Garros 2026 sceso in campo con una bella fasciatura alla coscia, già applicata nel turno precedente contro Dimitrov, e impossibilitato a continuare un match che attendeva da una vita contro colui a cui si è ispirato da piccolo e che l’ha sempre accompagnato con consigli e tanto altro. Matteo era partito molto bene, assai efficace al servizio e potente, ma fin dai primi scambi si è avvertito come Cobolli mancasse un po’ di energia, di quella vivacità negli spostamenti, nel saltare sulla palla e spingere che sono il suo marchio di fabbrica e valore aggiunto. Lotta Cobolli, ma concede palle break in ogni turno di servizio, spingendo mai a tutta nemmeno col servizio, tanto da subire il break sul 3-2 alla quinta chance complessiva nel set. Sul 5-2 al cambio di campo la presa di coscienza che così non aveva senso continuare, tanto vincere era impossibile e il rischio di peggiorare il problema alla costa altissimo, con le Finals di Torino molto vicine. Amarissima la decisione di ritirarsi, sottolineata dal pianto e le scuse al pubblico di Cobolli, uscito dal campo sotto gli applausi del pubblico di Vienna che ha capito il suo piccolo dramma sportivo, forzato a gettare la spugna in una partita che mai avrebbe voluto terminare così, contro l’amico più caro.
Berrettini centra quindi i quarti di finale, dove trova Alex De Minaur
in aggiornamento
La cronaca
Dopo la breve celebrazione per il prossimo n.1 di Zverev, il primo derby tra Berrettini e Cobolli inizia con Matteo alla battuta. Ottimi servizi (uno a 225 km/h) e poi la potenza del diritto, game liscio ed eccellente ingresso nel match, per far sentire la sua presenza e personalità. Il primo turno i Cobolli va ai vantaggi, anche grazie a un nastro fortunato di Berrettini sotto rete. Flavio quindi sbaglia un diritto di scambio un po’ banale, anche al centro, lo paga con una palla break. Si riscatta subito “Cobbo” con un diritto lungo linea dall’angolo sinistro tutt’altro che facile e vincente. Molto aggressivo il finalista di Wimbledon 2021, il suo diritto è molto profondo oltre che pesante e col back di rovescio manovra molto bene per crearsi uno spazio, ma alla fine la corsa e rimesse del finalista di Roland Garros 2026 prevale (1-1). Lo spettacolo stenta a decollare, ci pensa Flavio con un gran recupero nel terzo game, ma Berrettini di servizio se lo prende (2-1). Matteo con una bella corsa e tocco inizia col punto esclamativo il quarto gioco in risposta, poi 0-30. Cobolli aziona il diritto e sul 30 pari rischia un attacco alla rete non così ben eseguito, ma Berrettini non trova il passante risolutivo. Flavio ai vantaggi si fa sorprendere da una leggera deviazione del nastro e sbaglia malamente, c’è una nuova palla break, che però annulla con un attacco potente. Ancora a fatica, Cobolli si porta 2 pari. Flavio trova la prima eccellente risposta sul 40-15, una fiammata micidiale, e con una smorzata errata da Matteo il game va ai vantaggi, ma la chance per “Cobbo” non arriva (3-2). Cobolli è di nuovo sotto pressione: un errore e poi sotto rete non gestisce bene il passante basso di Berrettini, 0-30 e poi 15-40 con buon scambio di Matteo, bravo a buttare l’avversario nell’angolo destro con un diritto cross insidioso. 15-40, le palle break ora sono due di fila. Si salva ancora Flavio, sul 30-40 un diritto passante di Matteo non supera il nastro (si poteva far meglio qua). Segue un doppio fallo, e la PB #5 del set per Berrettini. Stavolta il BREAK arriva: Cobolli rischia addirittura il serve and volley, ma la volata è stata prevedibile come angolo e stavolta il passante di diritto è troppo pesante per esser controllato. 4-2 Berrettini, vantaggio meritato per quanto costruito finora nel parziale. Immediata la reazione di Cobolli, una volée e poi un rovescio lungo linea che resta dentro di un niente, 0-30. Flavio rischia l’affondo dopo essersi aperto il campo, l’accelerazione gli esce di pochissimo (e sarebbe stata vincente). Risale Berrettini, e col “martello” si porta sul 5-2. Improvvisamente Flavio si mette a piangere in panchina, consolato da Matteo che arriva subito al suo angolo, e si siede accanto. Un pianto a dirotto, con l’amarissima decisione di gettare la spugna, molto probabilmente per non aggravare il problema muscolare già sofferto nel turno precedente. Finisce mestamente per 5-2 Berrettini, ritiro. La peggior conclusione possibile di una partita molto attesa e sentita e che, purtroppo è durata solo 40 minuti.
