L’entusiasmo contagioso dei ragazzi nel campo da tennis allestito in piazza, dove hanno avuto anche l’occasione di palleggiare con uno dei protagonisti del torneo, Federico Arnaboldi, e le parole cariche d’orgoglio delle autorità intervenute in conferenza stampa, a partire dal sindaco Antonino Ruggiano. Gli Internazionali di Tennis Città di Todi | Sidernestor Tennis Cup sono ormai entrati nel tessuto della comunità fin dal lontano 2007 e, da allora, sono tantissimi i campioni che hanno calcato i campi del Tennis Club Todi 1971: numeri 1 del mondo come Carlos Alcaraz e Thomas Muster, ma anche ben otto dei nove italiani che oggi occupano una posizione tra i primi 100 del ranking ATP, con nomi del calibro di Lorenzo Musetti, Flavio Cobolli e Matteo Berrettini. L’entusiasmo con cui la città si prepara ad accogliere la nuova edizione dell’ATP Challenger 75, in programma dal 9 al 16 agosto, non sorprende. A testimoniarlo è stata la grande partecipazione in Piazza del Popolo, prima con le attività promozionali dedicate ai più piccoli e poi con la conferenza stampa di presentazione. Per l’occasione, oltre al sindaco Ruggiano, sono intervenuti l’assessore allo Sport Alessia Marta, l’assessore al Bilancio Elena Baglioni, il vicesindaco Claudio Ranchicchio, il presidente della FITP Umbria Maurizio Mencaroni, il presidente del CONI Umbria prof. Carlo Moscatelli, il consigliere nazionale FITP Roberto Carraresi, l’amministratore unico di MEF Tennis Events Marcello Marchesini e Mauro Cinti, in rappresentanza del title sponsor Sidernestor. A margine della conferenza è stata inoltre premiata la squadra del Tennis Club Todi 1971, reduce dal trionfo nel campionato di Serie D2, successo che è valso la promozione in Serie D1.
Le parole del Sindaco Ruggiano
“Non ci si abitua mai a tornei di questa importanza e l’entry list è il segno di un evento che si consolida ogni anno: ci sono tanti nomi come quelli di Marco Cecchinato e Francesco Passaro, ma anche di tanti giovani promettenti. Per noi questo è un evento sportivo e turistico che contribuisce all’immagine della nostra città”, con queste parole, il sindaco di Todi Antonino Ruggiano lancia l’appuntamento con il grande tennis. Figura fondamentale fin dalla nascita della rassegna internazionale nel 2007, il primo cittadino ha ricordato con emozione quei tempi, senza smettere però di guardare al futuro: “Ricordo quando Marcello Marchesini mi propose per la prima volta di organizzare il torneo, dicendomi di avere solo due mesi di tempo. Fu incredibile riuscirci. Il grande tennis è ormai lo sport più amato dagli italiani. La scelta coraggiosa e visionaria intrapresa 18 anni fa non può che costituire un motivo di orgoglio: per l’accresciuta considerazione del torneo, per l’altissimo livello agonistico offerto, per i giovani talenti che hanno calcato nel tempo i campi di Pontenaia. Todi farà di nuovo da suggestivo scenario ad una settimana di sfide avvincenti, con la competizione capace a sua volta di valorizzare la bellezza e la capacità di accoglienza della città. Il continuo miglioramento del Tennis Club, sul quale l’Amministrazione comunale è impegnata anche per il prossimo futuro, e le acclarate capacità organizzative e professionali di MEF Tennis Events, rappresentano una garanzia per il successo dell’edizione 2026 e per quelle che verranno a seguire. Da Sindaco che ha contribuito a dare i natali agli Internazionali non posso che rallegrarmi per la maggiore età raggiunta dalla manifestazione, ormai un punto di riferimento indiscusso dell’Italia del Tennis”.
Marchesini: “Non è un’edizione come le altre”
Direttore del torneo e amministratore unico di MEF Tennis Events, Marcello Marchesini vive da sempre con un’emozione speciale la tappa di casa. Quella del 2026 un sapore ancora diverso, come ha voluto sottolineare nel corso della conferenza stampa: “Questa non è un’edizione come le altre: ricorrono i 20 anni dalla prima edizione del Challenger, anche se questa è la diciottesima edizione e il solo rimpianto è che le nostre strade si siano separate per due anni. Per longevità siamo comunque tra i primi cinque tornei d’Italia e tra due anni l’ATP ci premierà per le 20 edizioni. In quel momento sarà importante avere al mio fianco Antonino Ruggiano, in qualsiasi veste sarà, perché anche quando non era sindaco c’è sempre stato e ha sempre seguito il torneo con grande interesse. Se oggi l’ATP Challenger esiste a Todi è perché Antonino accettò quella scommessa: avevo ottenuto la settimana dall’ATP, gli proposi l’evento e trovai subito grande disponibilità per farlo nascere. Negli anni poi Todi ha ospitato anche la Coppa Valerio e un’edizione dei Campionati Italiani Assoluti dopo la pandemia, e in Umbria da tanti anni organizziamo il Challenger di Perugia e contribuimmo alla nascita dell’ITF di Gubbio. Qui a Todi, inoltre, ricopro anche il ruolo di direttore del torneo e, insieme a me, ci sono le mie figlie Elena e Federica, che organizzano ogni nostro evento e ci permettono di raggiungere grandi risultati da tanti anni in questa avventura iniziata proprio dalla mia città”.
Mencaroni: “Tennis in piazza, una grande occasione”
Tornei come il Challenger di Todi rappresentano un’opportunità preziosa non solo per il pubblico, che può assistere dal vivo alle imprese di alcuni dei professionisti più interessanti del panorama internazionale, ma anche per la promozione del tennis, soprattutto tra le nuove generazioni. Il presidente della FITP Umbria, Maurizio Mencaroni, non ha nascosto la soddisfazione per la grande partecipazione dei ragazzi all’iniziativa Tennis in Piazza, un successo che ha alimentato l’entusiasmo e la volontà di riproporla anche in futuro: “Il torneo di Todi fa parte della tradizione del tennis umbro, insieme a Perugia, Gubbio e al Tennis Europe dello Junior Tennis. Per noi è sempre un onore sostenerlo e, come Federazione, affianchiamo l’evento anche attraverso attività promozionali come Tennis in Piazza, che offre ai più giovani l’opportunità di praticare questo sport e di viverlo da vicino. Nonostante il tennis stia attraversando un momento di straordinaria popolarità, continuiamo a investire nella promozione della disciplina, portandola nelle piazze e nelle scuole”.
