Mattia Sena è il vincitore del titolo nazionale maschile Under 11, mamma Laura e coach Federico Bronzetti hanno raccontato in esclusiva a Spazio Tennis del bellissimo percorso di Mattia sottolineandone soprattutto le qualità fuori dal campo di gioco. “Matti è un ragazzino davvero autonomo sia in campo che fuori, prende le proprie decisioni e le proprie responsabilità” racconta l’allenatore, mentre la mamma aggiunge: “È un bambino sensibile e sempre molto attento a ciò che accade intorno a lui e agli altri, anche a chi è più in difficoltà”.
Riminese di nascita, il rapporto di Mattia con il tennis inizia fin dai primissimi anni, come spiega mamma Laura: “Io e mio marito giocavamo spesso a beach tennis in spiaggia e Mattia praticamente ad un anno di età aveva una racchetta in mano”. Il tennis, però, diventa una vera e propria passione qualche anno dopo, quando mamma e papà non vogliono che trascorra troppo tempo davanti ad uno schermo. “Abbiamo dato una spinta gentile, eravamo contrari al fatto che passasse delle ore sui dispositivi elettronici e gli abbiamo proposto di fare un altro sport, è stato Mattia a scegliere il tennis”.
Una grande organizzazione tra sport e scuola
Difatti, il giovane Sena ha provato anche il nuoto, la pallavolo e il calcio; quest’ultimo è lo sport che pratica assieme al tennis. “Si allena quattro giorni a tennis e tre a calcio, ma io sono assolutamente pro a questa cosa” spiega il suo allenatore. Bronzetti, infatti, sostiene che il calcio possa dare una parte di formazione umana ulteriore: “Lo sport individuale non ha una condivisione di valori e responsabilità forte come in uno sport di squadra, il calcio lo aiuta in questo senso”.
Tra le due attività sportive, però, vince e deve vincere la scuola. Su questo punto famiglia e allenatore non transigono: “Mattia sa che lo asseconderemo in ogni percorso sportivo, ma che la scuola non dev’essere tralasciata. Infatti ogni giorno, appena tornato, mangia e poi si porta avanti il più possibile con i compiti della settimana, la sua pagella è stata bellissima” racconta la mamma. Anche coach Bronzetti è sulla stessa lunghezza d’onda: “Per me è fondamentale che Mattia vada bene a scuola, lo aiuta a pensare, stare in mezzo alle persone e fare gruppo”.
La spensieratezza lo contraddistingue
Nonostante tutte queste attività, però, Mattia Sena non sembra proprio essere stressato. Anzi, “colpisce la sua spensieratezza, si diverte ogni volta che scende in campo” ammette l’allenatore, mentre la mamma aggiunge: “Ha vissuto molto serenamente la vittoria del titolo Under 11, è rimasto lo stesso con gli stessi amici e ancora più voglia di allenarsi. Non lo ha nemmeno raccontato in giro, non ama stare al centro dell’attenzione se non su un campo da tennis”.
Tra le caratteristiche distintive di Mattia rientra anche la voglia di competere: “Ogni volta che può vuole competere, che sia il tennis, il calcio o il ping pong e ama la competizione. Lo definirei un vero e proprio ‘partitaro’, mentre tennisticamente mi piacciono molto i suoi piedi, si muove davvero bene’” spiega l’allenatore.
Con un sogno, ma senza pressioni
Il filo rosso che unisce Mattia, famiglia e allenatore è quello di vivere lo sport innanzitutto come un divertimento. “Per me è prima di tutto un gioco e voglio che abbia il sorriso sulla faccia all’inizio di ogni allenamento” spiega ancora coach Bronzetti, con mamma Laura che esprime la stessa idea: “Io e suo papà pensiamo che sia fondamentale fare sport per il benessere, ma non pretendiamo niente da Mattia e non gli mettiamo nessuna pressione”.
La strada senza dubbio “è lunga e tante cose possono cambiare” e immaginare dove possa arrivare un ragazzino di soli 11 anni è difficile e semplice allo stesso tempo: ovunque sogni di andare. “Se anche non realizzasse l’aspirazione di diventare professionista, credo che resterebbe nel mondo dello sport” è l’unica previsione su cui si sbilancia mamma Laura, mentre coach Federico augura a Mattia di portarsi sempre dentro l’aspetto umano del viaggio tennistico: “La passione delle persone che ha attorno e che gli vogliono bene, i suoi compagni di allenamento, l’esperienza bellissima che è lo sport”.
