Da mesi nel mondo del tennis è in corso una battaglia sotto traccia: non Ace e colpi vincenti, ma una azione forte e coordinata, guidata dai migliori giocatori al mondo, contro i tornei del Grande Slam su temi cruciali come i montepremi, la ridistribuzione degli introiti generati dai quattro massimi appuntamenti stagionali, passando per welfare e una maggior consultazione dei giocatori nei processi decisionali. Il tutto è sfociato in una protesta formale a Roland Garros, con un tempo limitato concesso dai giocatori ai media nel corso del torneo parigino per sottolineare l’azione in corso. Un boicottaggio più simbolico che altro, ma primo passo per dimostrare unità. Qualcuno arrivò addirittura a ventilare la possibilità di un boicottaggio in campo. Una protesta simile, relativa allo spazio con i media, era stata programmata anche a Wimbledon ma poi è rientrata vista la apertura dell’All England Lawn Tennis Club alle istanze dei tennisti.

Adesso la situazione sembra volgere al sereno: infatti attraverso un comunicato diffuso dopo la finale maschile degli US Open, disputata domenica 13 settembre, i giocatori hanno annunciato la fine della campagna di protesta contro i quattro Slam. Lo riporta l’autorevole quotidiano di Londra Guardian, che riporta alcuni passaggi del comunicato emesso dagli emissari dei top player, tra cui anche Jannik Sinner e Aryna Sabalenka, i n.1 ATP e WTA nel momento in cui scoppiò platealmente la protesta, prima a Roma con la minaccia di azioni concrete contro i tornei, e quindi a Parigi con la concessione di tempo limitato (15 minuti) nelle interviste.

I giocatori da oltre 18 mesi hanno chiesto con forza ai 4 tornei più importanti una quota maggiore dei ricavi generati dagli eventi, da destinarsi ai montepremi, un contributo da parte degli Slam per il welfare e la previdenza dei tennisti e un ruolo formale nei processi decisionali attraverso la creazione di un consiglio dei giocatori. La mossa che ha placato gli animi è stato l’annuncio da parte degli Slam, avvenuto appena prima dell’avvio di US Open, dell’intenzione di istituire un Grand Slam Player Advisory Council, un passo che sembra essere stato decisivo per riportare il dialogo tra le parti su un piano costruttivo.

“Ora che esiste un consiglio formale incaricato di portare avanti questo lavoro, la fase pubblica della campagna guidata dal gruppo unito dei migliori giocatori giunge al termine”, si legge nel comunicato diffuso dai giocatori e riportato dal quotidiano britannico. “I giocatori si riservano il diritto di riprendere la campagna qualora il consiglio non dovesse raggiungere questi obiettivi. Ora lavoreranno direttamente con i tornei del Grande Slam per istituire il consiglio, attraverso il quale saranno consultati direttamente e potranno negoziare in modo continuativo”.

Nel comunicato, i giocatori sostengono di aver ottenuto risultati in tutte e tre le aree al centro della loro battaglia. La USTA ha infatti accettato di destinare 2 milioni di dollari al welfare dei giocatori in occasione degli US Open di quest’anno, anche se l’obiettivo di destinare ai montepremi il 22% dei ricavi generati dai tornei del Grande Slam resta ancora lontano. Nonostante il significativo aumento dei montepremi, la loro quota sui ricavi degli Slam rimane intorno al 15%, mentre il Roland Garros è l’unico dei quattro tornei ad aver indicato l’intenzione di introdurre un meccanismo di condivisione dei ricavi, senza tuttavia parlare di cifre.

“Dal momento in cui la proposta formale dei giocatori è stata presentata, il 31 luglio 2025, i montepremi complessivi dei quattro tornei del Grande Slam sono saliti fino a 415,6 milioni di dollari. I giocatori stimano che oltre 30 milioni di dollari di questo incremento rappresentino guadagni aggiuntivi rispetto al tasso di crescita registrato negli anni precedenti all’inizio della campagna”, continua il comunicato dei giocatori. “Questo rappresenta una testimonianza dei risultati resi possibili dall’azione concertata e unitaria dei giocatori in uno sport individuale, così come dal dialogo costruttivo con i tornei del Grande Slam e gli organizzatori. I giocatori chiedono ora al consiglio di costruire su questi progressi e di continuare a perseguire gli obiettivi che non sono ancora stati pienamente raggiunti”.