La positività alla cocaina di Nick Kyrgios continua a far discutere il mondo del tennis e, inevitabilmente, stanno tornando alla luce molte delle durissime dichiarazioni pronunciate dall’australiano negli ultimi anni nei confronti dei colleghi coinvolti in casi antidoping.
Kyrgios è stato sospeso in via provvisoria dall’International Tennis Integrity Agency dopo che un campione fornito il 22 giugno 2026 durante il torneo ATP 250 di Maiorca ha evidenziato la presenza di benzoilecgonina, metabolita della cocaina. La positività è stata confermata il 17 luglio da un laboratorio accreditato WADA e la sospensione è scattata il 4 agosto.
Lo stesso australiano ha ammesso pubblicamente quanto accaduto, parlando di “un enorme errore” e assumendosene la piena responsabilità. Kyrgios ha chiesto scusa ai tifosi, alla famiglia, agli sponsor e soprattutto ai più giovani che lo seguono, spiegando anche di aver attraversato un periodo molto difficile a causa degli infortuni e della prospettiva sempre più concreta della fine della propria carriera.
La vicenda assume però un significato particolare alla luce delle posizioni assunte in passato proprio da Kyrgios sul tema del doping.
L’australiano era stato durissimo con Jannik Sinner, aveva criticato Iga Swiatek e, ancora prima, si era espresso in termini particolarmente severi anche sul caso di Simona Halep.
Ed è proprio l’ex numero uno del mondo rumena ad aver pubblicato nelle ultime ore un messaggio che, pur senza nominare direttamente Kyrgios, è stato interpretato da più parti come una risposta molto chiara all’australiano.
“Non colpire mai qualcuno quando è a terra. La vita ha uno strano modo di ribaltare le posizioni. E un modo ancora più strano di mostrare la differenza tra un incidente e una scelta”, ha scritto Halep attraverso Instagram.
Poche parole, ma dal significato piuttosto evidente considerando quanto era accaduto nel 2023.
Quando Halep era stata inizialmente squalificata per quattro anni, Kyrgios era intervenuto nella discussione scoppiata dopo alcune dichiarazioni di Maria Sakkari sulla gestione dei controlli antidoping.
“Forse i giocatori dovrebbero semplicemente smettere di prendere roba sospetta. Guardatevi allo specchio alla fine della giornata e dite: sì, ho fatto tutto nel modo giusto. Non è difficile”, aveva scritto l’australiano su X nel settembre 2023.
Kyrgios era poi andato persino oltre quando un utente aveva contestato il suo commento ricordandogli di non aver mai vinto un titolo del Grande Slam.
“Immagino che se prendessi cose simili a quelle per cui si viene squalificati quattro anni avrei circa cinque Slam”, era stata la sua ulteriore risposta, con un riferimento evidente alla sanzione inflitta in quel momento alla campionessa rumena.
Parole che oggi, alla luce della positività dello stesso Kyrgios, inevitabilmente tornano di attualità.
Il caso Halep, peraltro, ebbe successivamente uno sviluppo molto diverso rispetto alla decisione iniziale.
Il Tribunale Arbitrale dello Sport stabilì infatti che la rumena aveva dimostrato, secondo il criterio della probabilità prevalente, che il Roxadustat era entrato nel suo organismo attraverso un integratore contaminato. Il TAS concluse inoltre che la violazione non era stata intenzionale e che Halep, pur avendo avuto una certa responsabilità per non aver prestato sufficiente attenzione all’utilizzo dell’integratore, non aveva commesso una colpa o negligenza significativa. La squalifica venne così ridotta da quattro anni a nove mesi.
Proprio per questo assume ancora maggiore significato la parte conclusiva del messaggio pubblicato oggi da Halep: “la differenza tra un incidente e una scelta”.
La rumena sembra voler sottolineare esattamente questa distinzione. Nel suo procedimento fu riconosciuta ufficialmente la contaminazione dell’integratore e l’assenza di intenzionalità, mentre Kyrgios, dopo il risultato positivo alla cocaina, ha ammesso di aver commesso un grave errore e se ne è assunto la responsabilità.
Naturalmente, il procedimento nei confronti di Kyrgios non è ancora concluso. L’australiano è al momento sospeso in via provvisoria e bisognerà attendere l’esito dell’iter antidoping per conoscere la durata dell’eventuale sanzione definitiva. L’ITIA ha inoltre specificato che Kyrgios non ha presentato ricorso contro la sospensione provvisoria.
Ciò che però appare già evidente è il clamoroso ribaltamento delle parti.
Per anni Kyrgios si è presentato come uno dei giocatori più intransigenti del circuito sul tema del doping, attaccando pubblicamente colleghi come Sinner, Swiatek e Halep e chiedendo un approccio estremamente severo nei confronti di qualsiasi positività.
Ora è lui a trovarsi dall’altra parte.
Halep, almeno pubblicamente, ha scelto di non infierire direttamente e non ha mai scritto il nome dell’australiano. Ma la sua frase appare difficile da separare da quanto accaduto nelle ultime ore.
“Non colpire mai qualcuno quando è a terra”.
Un messaggio che suona quasi come una lezione di comportamento e che, soprattutto dopo le parole pronunciate da Kyrgios nel 2023, rende ancora più evidente il paradosso della vicenda.
Tre anni fa Kyrgios invitava gli altri a guardarsi allo specchio. Oggi, inevitabilmente, quello specchio è davanti a lui.
