Andrey Golubev ha raccontato a Spazio Tennis i primi mesi al fianco di Daniil Medvedev. L’ex numero 33 del mondo è entrato nello staff del russo prima della trasferta americana e, dopo un primo periodo di prova, la collaborazione è stata prolungata fino al termine della stagione.
“Mi ha chiamato lui un po’ prima della trasferta americana e mi ha chiesto se fossi interessato a prendere questa avventura con lui. Ci siamo parlati e ho detto di sì, da lì è partito tutto”, ha spiegato Golubev. “Prima eravamo d’accordo per la trasferta americana, poi dopo è andata bene, abbiamo prolungato adesso fino alla fine della stagione”.
A colpirlo, soprattutto, è stata la disponibilità al lavoro di Medvedev: “Lui è stramotivato, poi un gran lavoratore, lavora con una intensità molto alta nell’allenamento e riesce a mantenerla”. Un aspetto che per Golubev aiuta anche a capire il livello raggiunto dal russo nel corso della sua carriera: “Ti meravigli come uno possa sostenere certi ritmi, ma nello stesso tempo capisci che se è stato dove è stato lui, e lo è ancora adesso, una ragione c’è”.
Il rapporto tra i due, almeno in questa prima fase, è basato soprattutto sul confronto. “È un lavoro in due quello che facciamo”, ha raccontato Golubev. “Non è solo, sai, io dico tu fai, anzi c’è il dialogo, si parla, si trova una soluzione migliore”.
Sul finale di stagione resta sullo sfondo anche la qualificazione alle ATP Finals. Medvedev è in corsa per Torino, attualmente all’ottavo posto nella Race, ma Golubev non vuole trasformarla nell’unico obiettivo dei prossimi tornei: “Ovviamente le Finals sono un obiettivo per qualsiasi giocatore”. Il calendario, però, era già stato deciso prima del suo ingresso nello staff: “I tornei che sono stati programmati erano programmati da un po’ di tempo e se portano a Torino ovviamente bene, sennò penso che li avrebbe giocati lo stesso, presumo. Non lo posso dire con la certezza”.
