Grande campagna agli US Open per i giocatori di casa

NEW YORK – Non c’è più Taylor Fritz, l’ultimo – e unico – finalista statunitense in uno Slam (qui nel 2024, zero set a tre contro Sinner) dai tempi di Roddick, ma gli Usa si possono consolare avendo portato agli ottavi di finale dei due tornei di singolare ben 10 atleti (5 uomini e 5 donne), cosa che non succedeva a Flushing Meadows dal 2002 (allora furono 11: 4 e 7 la divisione tra generi). Colpisce soprattutto l’exploit degli uomini, che non qualificavano tanti giocatori alla seconda settimana dagli Us Open dal 1995 (allora furono 8, ma c’era gente come Sampras, Agassi, Courier, Chang, tutto un altro mondo). L’ultimo a qualificarsi è stato Tien, che in questo torneo non aveva mai passato un turno. Ieri sera ha rimontato in cinque set Mensik, e domani se la vedrà contro Khachanov, qui semifinalista quattro anni fa. Oggi Paul sarà un bell’esame per Alcaraz, così come Tiafoe e Shelton verificheranno le recenti buone notizie arrivate da Medvedev e Tsitsipas. La vera sorpresa, Alex Michelsen, classe 2004, incrocia invece l’argentino Etcheverry con buone possibilità di arrivare per la prima volta in un quarto di finale Slam. Tra le donne domina il derby Gauff-Jovic, in programma domani. Oggi intanto promette spettacolo la sfida tra Townsend e Sabalenka, testa di serie numero 1, mentre Pegula e Navarro, opposte a Cirstea e Kalinskaya, possono andare avanti. E noi italiani, appesi al solo Darderi (che non partirà certamente favorito domani contro Zverev) per una volta, dopo tanto tempo, torniamo ad essere un po’ invidiosi del successo degli altri.